Dieci cose che amo di Vancouver

Affacciata sull’oceano Pacifico, Vancouver è la perla del Canada occidentale, Il clima relativamente mite fa sì che la metropoli non sia vittima del gelo invernale come la maggior parte delle città canadesi. Il rovescio della medaglia è che attira gli homeless del Paese, che riescono a sopravvivere durante i mesi freddi. In effetti si incontrano un po’ ovunque per strada, con i loro carrelli, sacchi e coperte, un po’ come a Parigi, New York o Milano. Vancouver è una città giovane, nata come un porto sul Pacifico, centro di scambi e di marinai, come testimonia il piccolo nucleo storico. Si è sviluppata in verticale con i grattacieli di downtown, e in orizzontale con i quartieri residenziali, tra oceano e montagne.

Downtown Vancouver

UNA VANCOUVER CINESE

Proprio attraversando i quartieri residenziali, però, si nota un particolare sconcertante. Le civettuole villette vittoriane, circondate dal giardino e con la veranda come nei film, sembrano vuote. Lo sono, in effetti. Sono state vendute ai cinesi, che le abbattono per costruire anonimi condomini. Mantenere un appartamento costa meno che mantenere una villa, e il mercato immobiliare di Vancouver non aiuta le famiglie con reddito medio. I cinesi sono arrivati dopo il passaggio di Hong Kong alla Cina, che ha spaventato chi non desiderava vivere in un paese comunista. Hanno comprato case, costruito palazzi, aperto attività di ogni tipo. Si sono integrati nel tessuto urbano. Adesso Vancouver è quasi bilingue, molte insegne sono scritte sia in inglese sia in cinese. Anche qui, ovviamente, esiste Chinatown, ma il quartiere è famoso per tutt’altra ragione: nelle sue vie decadenti si concentra lo spaccio di droga a cielo aperto. Giovani e vecchi dallo sguardo perso sono seduti sui marciapiedi. Ci raccomandano di non metterci piede e, sinceramente, non provo il desiderio di farlo. Resto scioccata da questo primo impatto con una città che immaginavo perfetta come un modellino della Playmobil.

1. CANADA PLACE

Quando arriviamo a Canada Place, però, comincio a rincuorarmi. Questa piazza sul mare, nel cuore di Downtown, è la prima delle dieci cose di Vancouver che mi hanno affascinata, facendomi dimenticare il suo lato oscuro. Anche se il panorama è diverso, l’atmosfera mi ricorda quella di Circular Quay a Sydney. Negozietti, ristoranti, gente che passeggia. Mi fermo a parlare con una coppia americana in fuga dal governo Trump, mentre la luce limpida del nord addolcisce gli edifici e illumina il mare. Percorro il molo per raggiungere il posto in cui mi attende un’esperienza incredibile., Fly Over Canada è più di un cinema dinamico; è un volo virtuale sull’intero Paese, dalle distese di aceri del Quebec ai parchi dello Yukon, fino all’aurora boreale. Esco con il desiderio di scoprire ogni angolo del Canada, in ogni stagione.

2. COAL HARBOUR

Tra Canada Place e Stanley Park si estende Coal Harbour, quartiere di lusso, con appartamenti affacciati sulla baia, giardini ben curati, l’immancabile pista ciclabile e la passeggiata sul molo. Nel pomeriggio si vedono uomini e donne che, usciti dall’ufficio, si siedono sulle panchine a telefonare, oppure vanno a correre. I canadesi sono molto sportivi. Troppo. Corrono sempre e, in loro presenza, è facile sentirsi pigri. D’altra parte, nelle belle giornate, questa zona trasmette energia. La luce dorata, gli idrovolanti che atterrano e decollano sull’acqua, gli aceri, i moli su cui passeggiare; tutto invita a stare all’aria aperta, finché non arriva l’inverno e il paesaggio cambia.

3. STANLEY PARK

Orgoglio degli abitanti di Vancouver, Stanley Park è una foresta in città. Il parco occupa il territorio che un tempo apparteneva ai nativi. Un villaggio squamish sorgeva dove adesso troviamo il Lumberman’s Arch; i nativi usavano il legno di cedro per costruire canoe, nelle acque di Coal Harbour si pescavano le aringhe. In seguito, la zona fu adibita a riserva militare e questo impedì che si costruissero abitazioni. Il parco fu inaugurato nel 1888 e chiamato “Stanley” in onore del governatore del Canada. Si visita a piedi oppure in bicicletta, o magari con i pattini. Girarlo tutto richiede un’intera giornata. Alcune aree sono selvagge, boschi e paludi abitate da pesci e uccelli; altre sono adibite a giardino, come il giardino degli aceri del Giappone. Presso Brockton Point si ammirano i totem dei nativi, che ricordano le origini di quest’isola verde.

4. HARO STREET

Ho scoperto Haro Street per caso, cercando Whole Foods Market. E me ne sono innamorata. Questa via parallela alla più nota Robson sembra uscita da un libro illustrato. Case basse, con il tetto a punta e circondate da un giardino, si susseguono con le loro facciate colorate. Alcune sembrano chiuse, forse per lo stesso motivo delle villette viste in periferia. Si percorre sotto gli aceri, senza essere disturbati dalle macchine. Ho sentito un’energia che mi ha colto di sorpresa, considerato che avevo camminato per ore nel parco. Sarà la bellezza di quest’angolo di città, l’aria pulita, il benefico effetto del verde, ma Haro Street ha qualcosa di magico.

5. WATER STREET – GASTOWN

Il nucleo più antico di Vancouver si chiama Gastown e si trova a destra di Canada Place, guardando il mare. “Gas” non ha nulla a che fare con il gas, ma con il marinaio Jack Gassy Deighton, che qui aprì il primo saloon nel 1867. Distrutta da un incendio, Gastown fu ricostruita ed è oggi un quartiere vivace e pittoresco, pieno di caffè, negozi, gallerie d’arte, con un’atmosfera un po’ alternativa. All’angolo tra Cambie Street e Water Street si trova l’orologio a vapore, che funziona ancora come in origine emettendo sbuffi di vapore quando scocca le ore. Da Hill’s, al 159 di Water Street, si trovano moltissimi oggetti d’artigianato locale dei nativi canadesi. Merita una visita e qualche acquisto ponderato.

5. GRANVILLE ISLAND

Come dice il nome, Granville Island è un’isola. Un minuto in traghetto (a un prezzo esagerato) porta i pedoni da Downtown a Granville, mentre le auto percorrono il ponte. Granville è un villaggio di case basse, negozi d’artigianato locale, gallerie d’arte, caffè. Al centro dell’attenzione c’è il mercato coperto, un trionfo di colori tra bancarelle che vendono frutta, verdura, formaggi, dolci, ma anche saponi e prodotti di ogni genere. L’aria allegra, da sabato mattina, di questo piccolo mondo strappa un sorriso. Non sembra di essere in città, ma in una cittadina minuscola in riva al mare. è questo il fascino di Granville, che si visita in mezza giornata con una sosta per il pranzo al mercato.

6. caffè, ristoranti e… gelato

A Vancouver si mangia bene. L’ampia scelta di ristoranti e caffè permette di accontentare tutti, dai palati più raffinati a chi cerca un takeaway. Tra Robson Street e Haro si concentrano i ristoranti ramen e giapponesi, ma anche coreani. Burrard Street, la grande via dei grattacieli, ospita locali più raffinati. Ne ho provati tre in cui tornerei subito. Il primo è il Cactus Club Café: l’ambiente può essere un po’ kitsch, ma la cucina è davvero buona. Pesce, carne e bowl vegetariane. Il secondo è Joe Fortes, elegante e specializzato nella cucina di pesce. Ottimi il salmone con verdure e la clam chowder. Il terzo è Joey Burrard, informale, dove ho trovato un fantastico veggie burger. Infine, sembra strano da dire ma a Vancouver ho mangiato un gelato al cioccolato degno di Massimo a Milano. Un negozio minuscolo vicino a Canada Place, dove c’è sempre la fila, fondato da un’italiana. Prezzi assurdi ma qualità eccelsa. Si chiama Bella Gelateria.

7. VANCOUVER DALL’ALTO

Invece di pagare l’ingresso e salire in cima al Vancouver Lookout, si può passeggiare lungo Robson Street, una delle vie commerciali della città, e fare un aperitivo al Cloud 9. Situato al 42esimo piano, questo ristorante girevole non si fa notare per il cibo, ma per il panorama. Da qui si gode una vista spettacolare su Vancouver, la baia e le montagne in lontananza. Al tramonto, con la luce giusta, sembra di essere in una cartolina.

9. IL TRAMONTO

Nelle giornate di sole, estive o autunnali, al tramonto Vancouver è avvolta da una luce particolare. È la luce delle città sull’oceano, che si riflette nei vetri dei grattacieli e negli specchi d’acqua. Non so descriverla altrimenti; per me, è la luce del Nord.

10. GLI APPARTAMENTI DI VANCOUVER

Gli appartamenti sul mare sono strepitosi. Grattacieli modernissimi con terrazze e ampie vetrate, fontane e giochi d’acqua davanti all’ingresso, vista sul porto, piante e stanze luminose che si intravedono dalla strada. Sto parlando della zona di Coal Harbour e Hastings Street, lungo la quale sfilano le case dei ricchi. Non si vedono bambini in giro; le famiglie abitano tutte fuori città. Questi appartamenti di lusso sono per chi lavora nella finanza, per chi può permettersi il top del mercato immobiliare. Supermercati, ristoranti, uffici sono dietro l’angolo, perché nel centro di Vancouver ci si sposta facilmente a piedi. Non c’è traffico e si incontrano pochissime macchine. Vorrei trasportare Vancouver in Italia per avere finalmente una città green. Senza Chinatown, ovviamente.

  1. Che quadro pazzesco di Vancouver hai fatto! Non ho potuto far altro che immaginarmi a spasso per i quartieri di questa città che è nella nostra wishlist da tanto tempo! Davvero ci sono così tanti homeless? Allora è come per San Francisco…dove il clima è più mite migrano, poverini…Sai, dalle tue foto Vancouver mi ha ricordato tanto Wellington, moderni appartamenti sul mare dall’aria high tech e ville vittoriane in una baia strepitosa… che voglia di luce del nord mi hai messo 😍

    • Sono contenta di far venire voglia di luce nordica! Il guaio è che, parlando di questi luoghi, scapperei subito in direzione Canada o Scandinavia. Sì, penso che la situazione delle città sul Pacifico sia la stessa, anche se Vancouver rispetto a San Francisco è più piccola e raccolta. E’ una città strana, diversa dalle metropoli americane. Si sente che appartiene a un altro Stato e un’altra cultura. Grazie cara del commento, a presto!

  2. Mi piace scoprire il Canada attraverso le tue parole perché quando un giorno ci andò, vorrò vedere i posti che descrivi perché sono proprio quelli che vorrei vedere e che mi piacerebbero.
    Haro Street è favolosa 😍

  3. Quanto amo i tuoi diari di viaggio sul Canada! Hanno solo una controindicazione: mi fanno venire una voglia disperata, di preparare le valigie e partire. O, come hai giustamente concluso tu, di trasportare direttamente alcune città qui in Italia.
    Sai cosa apprezzo, più di ogni altra cosa? La chiarezza e l’onestà che metti nelle tue descrizioni. Va bene la bellezza dei luoghi, va bene la loro grandiosità, ma tu non ti allontani mai nemmeno dalle piccole o grandi negatività. Ed io penso sia fantastico, perché anche questo fa parte del viaggio e della voglia di scoprire la vera anima di un posto. Anche al di là della copertina…
    Detto ciò, hai dato una panoramica sensazionale su Vancouver, su cosa vedere, dove, su cosa fare per sentire davvero la città. Su dove mangiare, su come apprezzarne ogni angolo. Un sogno ad occhi aperti!
    Baci,
    Claudia B.

    • Ma grazie davvero, Claudia, non sai quanto mi faccia piacere quello che scrivi. Un tempo idealizzavo i luoghi, ma poi ho imparato ad avere uno sguardo diverso, perché altrimenti finiremmo tutti per pensare che la bellezza sia sempre altrove. Invece ogni città e ogni Paese ha i suoi lati negativi, che vanno conosciuti, non solo per ridimensionare le nostre descrizioni ma anche per avere un’opinione “onesta” della loro cultura. E credo che guardare con maggiore spirito critico il mondo permetta di apprezzare ogni luogo ancora di più.
      Baci e buon weekend!

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