EUROPA TEATIME

I segreti del tè verde e una pausa al Macha Café di Milano

Prima di portarvi in un adorabile locale per la merenda, voglio rievocare il passato e svelare i segreti del tè verde. Il tè ha origini antichissime. Secondo i cinesi, fu l’imperatore Shen Nung il primo a scoprirne il sapore, quando alcune foglie caddero nell’acqua messa a bollire. Per i buddisti, invece, fu un principe a sperimentarne i benefici, dopo aver fatto voto di non dormire per 7 anni. Oggi le foglie di tè vengono fatte essiccare e messe in acqua bollente, ma un tempo esistevano diversi metodi di preparazione. Nel IV secolo d.C., le foglie erano pressate per ottenere dei panetti. Se ne staccava una parte, che veniva pestata in un mortaio e fatta bollire con zenzero, sale, latte, buccia d’arancia. Più tardi si cominciò a ridurre il tè in polvere. Veniva poi sciolto nell’acqua mescolando con un frustino di bambù. 

Il tè verde

Il tè è uno degli ingredienti base della medicina cinese, per la presenza degli antiossidanti e la capacità di calmare le infiammazioni. E il nome botanico del tè è proprio Camelia Sinensis, dove “sinensis”, in latino, significa “cinese”. La differenza fra tè nero e tè verde dipende dalla fermentazione, che è molto minore nel tè verde. I benefici sono ancora più evidenti quando si beve regolarmente tè matcha. Questo celebre tè giapponese è ottenuto dalla macinazione finissima delle foglie, senza altri processi di lavorazione. Contiene anche una buona dose di caffeina, quindi è consigliato non abusarne. Esistono diverse qualità di tè verde, in base alla provenienza. I più dolci sono quelli di Giava, il Sencha giapponese e il tè verde thailandese.

Matcha Café a Milano

SWEET MATCHA

Adoro il tè matcha per il suo sapore intenso, ma anche perché, se chiudo gli occhi, posso fingere di trovarmi in Giappone. Seduta sulle ginocchia davanti a un tavolino basso, di legno, in una vecchia casa con le vetrate sul giardino dove si trova un acero. Sento la musica rilassante che invita alla meditazione, i rumori della cucina dove si prepara il ramen. Da quando il matcha è diventato famoso in Occidente, si trova anche come ingrediente dei dolci. Il suo colore verde intenso, il sapore particolare, danno un tocco in più a torte, biscotti e cheesecake. Ho assaggiato una torta matcha e azuki da Sweet Irene, a Bergamo. E una cheesecake al tè verde e mirtilli al Macha Café di Milano, un piccolo locale in Porta Nuova ideale anche per fermarsi a lavorare.

Bowl vegetariana al Matcha Café

Il Macha Café

Ho un debole per le bowl, le “scodelle” che contengono tutti gli ingredienti di un piatto unico. Le trovo rassicuranti, comode ed esteticamente piacevoli, a patto di sapere abbinare i colori degli alimenti che le compongono. Nel menu del Macha Café si trovano toast, insalate e bowl, appunto, con il pesce oppure con il tofu. Di ispirazione giapponese, questi piatti unici sono invitanti e ben preparati. La bowl vegetariana è bianca e verde grazie all’abbinamento di tofu, edamame, alghe e cetrioli. Quella con il salmone prevede il rosa delicato del pesce fresco. I piatti devono essere belli da vedere e buoni da mangiare, per regalare attimi piacevoli. I dolci sono a base di matcha: la caprese, con mandorle e tè verde. I muffin. Il plumcake. Tutti invitanti, verdi e golosi. La mia preferita, però, è la cheesecake con matcha e mirtilli, con la combinazione di due ingredienti che ricordano il Nord e il Giappone. 

La bella parete del Macha Café in viale Piave, Milano

cheesecake matcha e mirtilli al Matcha Café

“Sembra di essere in una biblioteca”, ha commentato una cameriera proprio ieri, vedendo noi clienti immerse in libri e computer. Eravamo tutte donne, isolate nel nostro lavoro eppure in un certo senso in compagnia. Il Macha Caffè è uno dei pochi posti a Milano in cui vado volentieri a lavorare. L’atmosfera è piacevole, si ordina subito e poi si resta quanto si vuole, non c’è musica che distrae. Inoltre, i colori sono rilassanti. Il verde ricorda il tè, ovviamente, ma anche la natura, l’idea di semplicità e armonia. Ci sono dettagli squisitamente giapponesi, come i fiori delicati sulle pareti e i quaderni giapponesi appoggiati sulle mensole. 

Decorazioni giapponesi al Macha Café in viale Piave, Milano

Novità al Macha Café

Di recente sono arrivate altre piacevoli novità nel mio posticino preferito a Milano. Intanto ha aperto anche in viale Piave, davanti alla Esselunga. Il locale è più grande di quello in Porta Nuova, forse ancora più accogliente. La seconda sorpresa è stata trovare, nel menu, il pokè. Questa parola di origine hawaiana significa “tagliato a cubetti”. Una pokè bowl è una ciotola di pesce, verdure, legumi, anche tofu, conditi con salse a base di soia e sesamo. E a questo punto diventa davvero difficile scegliere tra sushi e pokè. Bisogna provarli entrambi. A merenda, invece, vale la pena ordinare un matcha latte con un matcha muffin. Rende piacevole perfino l’inverno milanese.

  1. L’aspetto di quella cheesecake è divino, sembra un dipinto. Abbina non solo due guasti che amo, ma anche due colori che insieme mi fanno impazzire 😍!
    Sono una appassionata di tè, ho avuto anche la fortuna di visitare l’unica piantagione presente in Europa, a Sao Miguel, dove ho fatto scorta per un anno… Davvero, una valigia piena di tè!
    Ogni volta che leggo i tuoi post Ilenia, ammetto che ti invidio un po’. In modo benevolo, ovviamente. Mi fai scoprire locali ricchi d’atmosfera, dove personalmente passerei ore, se non vivessi nella regione sbagliata.
    Questo in particolare, mi ha fatto innamorare, visto che propone prodotti che amo particolarmente. Anche le Bowl sembrano ottime!
    Baci,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Guarda, se tu abitassi qui passeremmo le ore in questo posticino!!! Comunque secondo me ce ne sono di carini anche lì da te. Stanno spuntando come funghi… Ma davvero esiste una piantagione di tè in Europa? Non lo sapevo e adesso voglio tanto andarci! 😀

  2. Ho un buoniiiissimo ricordo di quella mezza giornata insieme Ilenia, e soprattutto di quella cheesecake…sopratutto ora che sono a dieta 😀 Anche a me il locale era piaciuto molto; un po’ piccolino forse (si riesce a lavorare in quegli spazi stretti?), ma tanto piacevole per i suoi colori tenui, le tinte pastello e il verde dappertutto! Mi sa che ci torno pure io 🙂

    • Blueberry Stories

      Vero, è piccino ma ti dirò che nel pomeriggio ho trovato tutto tranquillo. Io sono riuscita a lavorare, certo, non devi avere di fianco qualcuno che chiacchiera… ma per la blueberry cheesecake, questo e altro!

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