NORD TEATIME

Il giro del mondo a colazione: tradizioni, curiosità e una ricetta

Sono una di quelle persone che, la mattina, non parla e non pensa finché non ha bevuto due tazze di tè e non ha mangiato qualcosa di buono. Senza la colazione, per me la giornata non può nemmeno cominciare (e i nutrizionisti mi danno ragione). Ogni cultura, si sa, ha la sua tradizione mattutina. Ci sono popoli che mangiano salato, altri che prediligono il dolce. Poi c’è la Francia, con i suoi croissant, pain au chocolat e café au lait. In viaggio, la colazione resta il mio momento preferito. Mi piace scoprire cosa offrono in hotel, ma ancora di più cercare la mia caffetteria, il luogo che diventerà un punto di riferimento per la durata del soggiorno. Sarà il primo posto che vedrò la mattina, perciò deve mettermi di buonumore e farmi sentire a casa. Così ho deciso di fare un piccolo giro del mondo a colazione, per scoprire le nostre differenze e darvi una ricetta. 

colazione inglese vegetariana

La colazione inglese

Per quanto io apprezzi le tradizioni inglesi, la full breakfast, la loro storica colazione, non incontra i miei gusti. Uova, salsicce, pomodoro, bacon e funghi non sono ingredienti che voglio vedere la mattina. E non solo perché non mangio carne, ma perché i piatti salati mi rovinano la poesia. Ma capisco il motivo di quest’usanza. Nel Medioevo, la colazione era uno dei due pasti giornalieri, era salata e molto semplice. Furono i nobili del Settecento ad arricchire la tavola e a introdurre uova e bacon, organizzando lunghe colazioni in campagna, in occasione di feste e battute di caccia. Anche braccianti e operai avevano bisogno di cibi sostanziosi la mattina, per affrontare le fatiche della giornata. Ad accompagnare il cibo c’era sempre una tazza di English Breakfast Tea, il tè nero. Anche se oggi ognuno fa colazione come vuole, la tradizione resiste: la mattina, in hotel, mi diverto a studiare le abitudini della gente e noto che i britannici prediligono il salato. 

Negli Stati Uniti con banana bread e caffè americano

Per conoscere le abitudini alimentari di un popolo, bisogna entrare nelle loro case e nei loro supermercati e guardare le loro serie TV. Le storie che vediamo sullo schermo ritraggono piuttosto fedelmente le tendenze degli americani. Cosa non manca mai nelle cucine delle case con veranda, oppure negli appartamenti cittadini? Succo d’arancia e cereali. Nei supermercati, le scatole di breakfast cereals occupano file infinite di scaffali. Quando le famiglie si riuniscono, vediamo la mamma che prepara i pancake con lo sciroppo d’acero. Oppure sforna muffin o banana bread. Riempire la mug con caffè americano è un gesto spontaneo. I salutisti, invece, giocano con le mille versioni dell’oatmeal, la pappa d’avena, oppure creano fantastiche bowl con yogurt greco, frutta fresca e semi vari. Nel dubbio, in giro per gli Stati Uniti ordino una fetta di banana bread e un caffè americano: si va sempre sul sicuro.

Uova e salmone in Scandinavia

In Svezia ho provato per la prima volta a mangiare il salmone a colazione. Sul pane, con accanto un uovo e una fetta di pane di segnale. Quando si viaggia, ci si sente baldanzosi. Non importa se a casa non possono mancare biscotti e tè; in un paese straniero, l’eccitazione del viaggio supera il conforto delle abitudini. La colazione scandinava è a base di pane scuro, salmone, aringa, uova e succo di mirtillo. Se pensiamo al passato, alle energie che richiedeva la vita dei taglialegna, degli allevatori, dei boscaioli, capiamo le origini di questo pasto semplice e nutriente. Ma lo confesso: che gioia scoprire che ovunque servono il porridge di avena con una composta di mirtilli caldi. Va bene l’emozione del viaggio, ma la mattina per me deve essere dolce. 

Sosta a Dubai: hummus e pita

La colazione più improbabile, per me è stata a Dubai, alle cinque del mattino, dopo mille ore di volo. Hummus con insalata e pane tipo pita, condito con olio di oliva. Dicevamo, riguardo all’eccitazione che fa superare le abitudini? Ecco, nel momento in cui ho mangiato crema di ceci con tanta tahina, pita e un croissant, ho solo sperato che il mio stomaco condividesse l’energia del viaggiatore. Sì, avete capito bene: un croissant. Anche gli arabi si sono adattati alle tradizioni europee. Altri prodotti tipici della colazione araba sono il labne, uno yogurt-formaggio, e le focacce con olio d’oliva ed erbe aromatiche.  

Avocado, yogurt e granola in Australia

L’Australia è un mosaico di genti, paesaggi, sogni e sapori. Si incontrano Oriente e Occidente, tradizioni inglesi e influenze nordeuropee, prodotti locali come la noce di macadamia e prodotti presi in prestito da altri paesi. La mattina si mangia pane tostato, burro e marmellata, uova strapazzate oppure in camicia, ma anche avocado, il frutto principe della colazione australiana. E poi la mia preferita, la granola con noci di macadamia, yogurt e frutta di cui ho parlato in un articolo australiano. Ed è proprio di questa delizia che voglio darvi la ricetta.

HOMEMADE GRANOLA (FACILISSIMA)

Servono: 250 grammi di fiocchi d’avena, 50 grammi di mandorle e/o nocciole, 20 grammi di semi di girasole, 20 grammi di uvetta o mirtilli disidratati, 40 grammi di cocco disidratato. Poi: un pizzico di sale,  2 cucchiai di olio di girasole o di cocco, 60 grammi di miele, cannella, acqua qb.

La preparazione è davvero facile. Basta mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola, lasciando per ultimo il miele, che deve aggregare il composto. Aggiungete un paio di cucchiai d’acqua e, con una spatola o con le mani, stendete la granola in una teglia rivestita di carta da forno. Infornate per 20 minuti a 150 gradi. Mescolate la granola e proseguite la cottura per altri 10 minuti, finché non sarà croccante. Fatela raffreddare, spezzatela e servitela con yogurt greco e frutti di bosco. 

  1. Anche per me la colazione rimane il pasto più importante della giornata e guai a rivolgermi la parola se prima non ho preso almeno un caffè. Adoro articoli come questo, che mi fanno fare il giro del mondo parlando di cibo, e trovo verissimo quello che dici sul fatto che in viaggio ci si sente audaci e che anche a tavola si esce con più facilità dalla nostra comfort zone, provando ad esempio cibi che a casa non avremmo mai considerato. Però ti dico, io una colazione a base di sushi al mercato di Tzukiji a Tokyo proprio non sono riuscita a farla….

    • Blueberry Stories

      Eh no, il sushi al mattino non è fattibile neanche per me! Sai, ai miei occhi viaggi e cibo sono così legati che non riuscirei a pensare a un paese senza pensare ai suoi piatti, alle tradizioni culinarie, ai prodotti. Sono parte della cultura. Per questo non capisco chi si lamenta continuamente del cibo quando è lontano da casa. Ma il mondo è bello perché è vario, dicono… Un bacione, cara!

      • Sai che anch’io non ho mai capito quelli che “per non sentire troppo la lontananza da casa abbiamo preferito mangiare italiano”. Ma come?! A me piace proprio crogiolarmi in quella sensazione unica di essere lontana!! Non riesco a immaginare un viaggio senza assaggiare almeno il “piatto tipico” della zona…La mia prof. al liceo diceva “il mondo è bello perché è (a)vari(ato)”😉😂
        Ciao cara, buon pomeriggio!

        • Blueberry Stories

          La tua prof ha ragione! Secondo me ormai c’è una parola nel dizionario che ha cambiato significato: normalità. Sfido chiunque a trovare cose e persone normali in questo mondo 😀

  2. Dimenticavo! Grazie per la ricetta! Mi stufo facilmente e ho sempre bisogno di idee nuove a colazione e la tua granola mi sembra buona e semplice!

  3. Sai che anche io faccio la ‘spiona delle colazioni’, quando viaggio? Mi intriga controllare le abitudini altrui, per poi discuterne con mio marito.
    E, come te, faccio la coraggiosa e provo di tutto, allontanandomi da quelle che sono le mie preferenze. A casa non mi sognerei mai di tentare ‘strade salate’. In viaggio però…
    Negli USA, prometto che assaggerò il banana bread. Mi manca e sono davvero curiosa di mangiarlo!
    Un bacione,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Anch’io mi diverto un sacco a commentare i piatti altrui… e a immaginare che persone sono, cosa fanno, da dove vengono, in base a ciò che mangiano. Potrebbe diventare un nuovo programma TV 😀 Buonissimo il banana bread, ma ti consiglio di assaggiarlo qui in Europa che siamo bravissimi a farlo. Bacioni a te!

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