Cucina nordica e libri, un nuovo matrimonio d’amore

Vagavo in libreria alla ricerca di qualcosa di nuovo, quando il mio sguardo si è posato su una fila di libri sulla cucina nordica. Gli stereotipi, si sa, sono ossi duri e spesso sento ancora frasi come “nel tal Paese si mangia male” o “al Nord trovi solo aringhe e patate”. Ormai si può mangiare bene ovunque, basta cercare i posti giusti. E, poiché la cucina è cultura, si conosce un luogo anche attraverso il cibo, provando i prodotti e cercando di capire perché la gente del posto si nutre in un certo modo. Esiste sempre una spiegazione. Per esempio, è naturale trovare aringhe, salmone e halibut nei Paesi scandinavi: sono i prodotti della pesca nel mare del Nord.  La zuppa di salmone e patate che ho mangiato in Finlandia, o le aringhe di Copenhagen, ma anche l’halibut di Stoccolma, sono tra i piatti migliori dei miei viaggi.

Il successo della cucina nordica

È vero che in passato gli Scandinavi cucinavano in modo ripetitivo e poco salutare. Nessuno si sognava di prenderli come esempio di “alta cucina”. Il clima rigido, la scarsa disponibilità di frutta e verdura, l’abitudine a utilizzare burro e panna rendevano difficile ottenere piatti sani e bilanciati. Dopo l’esperimento della Carelia, però, si è diffuso un nuovo modo di cucinare. Grazie anche alle teorie nutrizioniste che esaltano i benefici di aringhe, salmone, bacche, avena e segale, tutto è cambiato. Ormai guardiamo al mondo nordico come a un esempio da seguire, anche ai fornelli. Non a caso nel 2004 dodici chef nordici hanno creato il manifesto della Nuova Cucina Nordica. “I nuovi piatti nordici sono prodotti con cura e con attenzione al gusto e alla varietà”, recita il testo. Ingredienti locali, metodi tradizionali e nuove idee sono i pilastri di un movimento che ha coinvolto produttori, agricoltori, politici e chef.

kanelbullar, dolci della cucina nordica

The Scandinavian Cookbook

Così, tra i volumi sullo scaffale della libreria inglese, sezione cucina, ho notato The Scandinavian Cookbook. Sfogliandolo, ho trovato ricette di pesce, verdura, riso, avocado, uova, carne, dolci. Dal burger di salmone alla torta di patate, dal porridge ai biscotti danesi al burro. Diviso per stagioni, contiene (succulente) foto dei piatti ma anche dei paesaggi, delle persone, degli oggetti della vita quotidiana. Vengono proposte ricette tradizionali, semplici, realizzate con ingredienti sani come vuole la cucina moderna. Ricette che si usano per i pranzi di famiglia e le feste, secondo la filosofia hygge che invita a riunirsi e stare insieme. Il libro è in inglese.

La nuova cucina nordica

Ho visto che hanno tradotto in italiano, invece, The New Nordic, “La nuova cucina del Nord” di Simon Bajada. Il fotografo svedese ci porta nelle distese lunari d’Islanda, tra i boschi della Svezia e sul mare del Nord, per insegnarci a dare un tocco nordico alle nostre ricette. Guardando le foto, non ho resistito. Con il libro in borsa sono andata al mercato e ho comprato mirtilli, aneto, salmone affumicato e farina di segale per fare gli smørrebrød, i panini aperti danesi. Niente di nuovo, direte voi. Infatti. Ma è un modo nordico di mangiare il solito, vecchio, fedele sandwich. 


Il viaggio nei libri dedicati alla cucina nordica continua nei prossimi articoli.

  1. Non potrei essere più d’accordo! Mi fanno arrabbiare le persone che sostengono che in un paese si mangi male magari perché magari non amano le aringhe anche perché troppo spesso si tende a essere chiusi verso il cibo che viene percepito come “povero” o comunque diverso da quello a cui siamo abituati. In Finlandia lo scorso weekend ho mangiato benissimo, assaggiando un po’ di tutto.
    La Nuova Cucina del Nord ce l’ho e mi piace da matti, perché ci sono anche alcune ricette alla portata delle mie limitatissime capacità. Tra l’altro ho visto un altro libro del genere che mi ispira un sacco, The Nordic Cookbook pubblicato da Phaidon. Magari me lo regalo per il mio compleanno!

    • Blueberry Stories

      Esatto Silvia, anche The Nordic Cookbook è sulla mia lista! Appena lo compro e lo leggo, finirà su queste pagine. Non vedo l’ora di scoprire cosa hai mangiato in Finlandia e, ovviamente, di leggere i tuoi racconti. Partirei subito!

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