E così anch’io sono caduta sotto l’incantesimo dei mulini a vento

A volte i posti ci sorprendono. Nel bene o nel male, sono sempre diversi da come ci aspettiamo. Avevo sentito spesso parlare dei mulini a vento di Zaanse Schans, un paesino non lontano da Amsterdam, ma non ero convinta di volerci andare. Temevo la folla, i souvenir, la pioggia, anche. In fondo avevo paura di essere delusa. L’Olanda è sempre stata circondata da un’aura quasi magica nella mia fantasia. Da bambina scrissi una storia, per un compito di italiano, ambientata in un paesino olandese che non avevo mai visto. Seguivo le suggestioni di Pattini d’argento, uno dei miei romanzi per ragazzi preferiti. E adesso che avevo l’occasione di vederlo davvero, quel paesino, non sapevo cosa avrei trovato. Ma alla fine la curiosità ha vinto. Per fortuna.

NELLA TERRA DEI MULINI A VENTO

Dopo una settimana ad Amsterdam, avevo imparato a non fidarmi del cielo. La mattina era sempre nuvoloso. Le previsioni sono inutili: mostrano sempre la combinazione completa di nuvole, pioggia e sole. Il clima del Nord è così, imprevedibile, volubile, capriccioso. Per questo lo adoro. Mi piace pensare che, anche se sembra che stia per piovere, il vento può cambiare. Il sole può sempre farsi strada tra le nuvole. Così, armata di ombrello, ho attraversato la città diretta alla stazione centrale, dove partono i treni per Zaanse Schans. Dieci minuti, forse un quarto d’ora, e si arriva in una stazioncina degna di un romanzo. Due binari. Un albero in fiore. Una strada dritta che porta al villaggio.

Zaanse Schans

Mia sorella mi aveva avvertita: passerai accanto a una fabbrica di cioccolato e il profumo ti accompagnerà fino a che non riprenderai il treno. Sì, perché a Zaanse Schans c’è una storica fabbrica di cioccolato, enorme, che si allunga tra la stazione e il villaggio. Il profumo si comincia a sentire quando si sale su ponte che porta ai mulini. Un aroma persistente, intenso, che copre tutti gli altri. Che sia un trucco per spingere la gente a comprare il cioccolato? Non che io abbia bisogno di incentivi, comunque.

Come si viveva un tempo

I famosi mulini a vento sono allineati su una striscia di terra circondata dal mare. Mentre la percorro, con il viso sferzato dal vento, mi tornano in mente i quadri fiamminghi. Il profumo di cacao è ovunque. Non mi aspettavo di trovare cioccolato e caffè in questo villaggio che fa pensare, piuttosto, a tazze di tè e torte di mele.  Ma avrei dovuto immaginarlo: gli olandesi sono un popolo di naviganti ed esploratori. Di colonizzatori, anche. Nei secoli passati, quando la regione di Zaan era disseminata di mulini, si macinavano le spezie che arrivavano dall’est. Entrando in quella che, oggi, è la bottega delle spezie, si vedono in azione le grosse macine che frantumano cannella e chiodi di garofano. I mulini erano usati per la produzione di carta, senape, e tanto altro. 

Zaanse Schans, il paese dei mulini a vento

Zaanse Schans è un museo all’aperto, come Skansen a Stoccolma. Si entra e si esce dalle fattorie e dalle botteghe, dove qualcuno mostra come vengono prodotti i formaggi o gli zoccoli. Nel caseificio di Catharina Hoeve, una casetta verde del diciassettesimo secolo, i turisti fanno la fila per assaggiare i formaggi e i biscotti. Sono in vendita i waffel al miele e al caramello, tondi e dolcissimi, indiscutibilmente golosi. Nel laboratorio degli zoccoli, le calzature – in versione antica e moderna – rivestono le pareti di legno. Viene voglia di comprarne un paio.

Ogni edificio è una piccola miniera. Oltrepassi una porticina e ti ritrovi tra cesti di merletti, zuccheriere d’argento, tazze di porcellana e foto d’epoca. Corri verso una fattoria per ripararti dalla pioggia e vedi accatastati gli attrezzi per il lavoro nei campi. Nonostante l’aspetto turistico, non posso fare a meno di essere affascinata da questi scampoli di passato. Per qualche ora, dimentico il caos, il traffico, l’agenda. Guardo le pecore che pascolano nel prato e penso che, in fondo, il tempo non esiste. L’abbiamo inventato noi.

Zoccoli e finestre a Zaanse Schans, tra i mulini a vento.

Su una panchina

Trovo una panchina lungo il canale e approfitto di un raggio di sole per sedermi e chiudere gli occhi. Il vociare della gente è distante. Si sentono i rumori della natura, il vento tra le foglie, le anatre che entrano ed escono dall’acqua. Guardo una fila di zoccoli di legno e un’altra di secchi per l’acqua su uno scaffale color carta da zucchero. Accanto, una rete per la pesca. Sopra, una pentola appesa. Ho scelto la giornata giusta, in mezzo alla settimana, senza la ressa che di solito è la maledizione dei weekend. Due ragazzine sfrecciano in bicicletta sulla strada poco distante, forse di ritorno da scuola.

Nella bottega del caffè

Mi alzo a malincuore, ma non perché ho guardato l’orologio. Solo per andare nella bottega del caffè. L’ho battezzata così ma, in realtà, si tratta della prima drogheria dei Paesi Bassi, Albert Heijn. Ad Amsterdam ho visto ovunque i supermercati con questo nome e adesso scopro da dove viene. All’interno, i mobili sono ancora quelli del 1887. Negli spazi stretti vendevano farina, cereali e tanti altri prodotti, tra cui il caffè. Importavano i chicchi e li macinavano nei mulini a vento. Con un euro, si assaggia la loro miscela mentre si sbircia tra sacchetti, bilance, documenti e suppellettili. Fuori, il cielo è un mosaico di nuvole e sprazzi di azzurro. 

E così, sotto il sole, torno verso la stazione e mi lascio alle spalle il mondo bucolico dei mulini a vento per rituffarmi nella bella Amsterdam. Prendere i treni, camminare senza fretta, guardarmi intorno, mi fa sentire finalmente viva, dopo mesi passati davanti allo schermo di un computer a inseguire scadenze e a chiedermi perché è così facile dimenticare cosa conta davvero. Turistica o meno, Zaanse Schans mi ha regalato una giornata diversa. Ed è perfino spuntato il sole.

  1. Adoro i mulini a vento, mi danno sempre la sensazione di essere dei giganti che da un momento all’altro possono spiccare il volo. Non sono mai stata ad Amsterdam ed è un mio grande desiderio ma già qui in Danimarca, dove vivo, ce ne sono di bellissimi ed è incredibile come ogni volta che li vedo mi facciano pensare all’Olanda.

    • Blueberry Stories

      Davvero abiti in Danimarca? Io sono innamorata di Copenhagen e, in generale, della filosofia di vita dei paesi scandinavi. Mi sa che ti farò qualche domanda, se posso! Spero di fare un giro in Danimarca alla scoperta dei mulini a vento: hai ragione, assomigliano a giganti con le ali….

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