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Cinque cose che non sapevo di Bergamo Alta

Quante volte ho percorso la via principale di Bergamo Alta, che dalla Funicolare conduce a Colle Aperto. Credevo di avere esplorato tutte le vie secondarie, gli angoli nascosti, le scalette e le botteghe. Di recente ho trovato un orafo e un sarto da cui comprerei tutto: i due negozi più belli di Bergamo Alta, a mio parere. Eppure, un sabato d’autunno, mi sono trovata a fare la turista grazie a un blog tour con le guide di Bergamo e ho capito che anche i luoghi a noi familiari riservano sempre delle belle sorprese. Basta uscire dal solito tracciato. E così ho scoperto cinque cose che ignoravo della città, mentre le foglie rosso fuoco infiammavano i colli.

La Rocca, Bergamo Alta. Autunno.

1. LA STORIA DI BERGAMO ALTA

Bergamo Alta è conosciuta come borgo medievale, ma in realtà le sue origini risalgono all’epoca romana. In effetti, Bergamo fu città romana per sette secoli, anche se di quel periodo restano poche testimonianze. L’incrocio tra via Gombito (che attraversa il borgo) e via Lupo corrisponde  a quello tra gli antichi cardo e decumano. Qui sorge la torre del Gombito, il cui nome deriva da compitum, contare. Da questo punto infatti cominciava il conto delle strade. E qui c’era anche il foro, centro della vita pubblica. Come Roma, anche Bergamo sorge su sette colli, che si distinguono quando si osserva la città da alcuni punti panoramici. 


Casa dei comignoli, Bergamo Alta

2. LE TORRI SCOMPARSE

A due passi da via Gombito si trova piazza Mercato del Fieno, dominata dalle case-torri. Un tempo Bergamo Alta contava molti più abitanti di adesso, e per questo le case erano costruite su più piani, sfidando la sicurezza. Furono i veneziani, a lungo padroni di Bergamo, ad abbassare le costruzioni. Delle ottanta torri di un tempo ne restano tre. I balconi che vediamo oggi sono stati inseriti in seguito, così come le finestre in stile veneziano. A piano terra si trovano le botteghe, come quella storica del fabbro di piazza Mercato del Fieno. Sono sue tutte le decorazioni in ferro battuto di Bergamo Alta; sbirciando attraverso il vetro, si scorge il laboratorio. Una delle tante terrazze panoramiche di Bergamo offre una vista su via San Lorenzo, un tempo la strada dei bordelli. Si nota subito una casa con tanti comignoli: ogni comignolo corrisponde a una stanzetta. Quando usciva il fumo, significava che c’era qualcuno all’interno. 


3. IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO

Accanto alla piazza si trova il Convento di San Francesco, in cui non ero mai entrata. I chiostri sono visitabili gratuitamente e offrono un’altra bella vista sui colli. Il passaggio dei francesi causò la perdita di diverse opere d’arte, sottratte al convento e portate all’estero. La sensazione di pace che si respira deriva anche dalla pulizia delle forme e, forse, dalla luce dorata di questo pomeriggio autunnale. Scopro inoltre che l’adiacente via San Pancrazio è nota perché qui soggiornò il Petrarca, ospite dell’orafo Capra. Un’amicizia tra arte e poesia, tra Lombardia e Toscana.


4. LA VISTA DALLA ROCCA

Da via San Pancrazio si sbuca di nuovo in via Gombito. Due passi in discesa e siamo in piazza Mercato delle Scarpe, accanto alla funicolare che collega Bergamo Alta a Bergamo Bassa. Una breve salita (via Alla Rocca) porta alla Rocca, un parco suggestivo soprattutto in questa stagione. La vista sul borgo è splendida: mentre il sole tramonta, contemplo i profili delle case, delle cupole e dei campanili. Tra questi, il campanone, che un tempo impiegava un quarto d’ora per suonare i cento rintocchi con cui la gente era richiamata in città, prima che le porte fossero chiuse. Oggi suona alle dieci di sera e il lunedì, quando si riunisce il consiglio comunale. Intorno a noi, gli alberi sono bronzo e ruggine; il cielo, oro liquido. 

5. IL MISTERO DEL COLLEONI

Una delle figure che hanno segnato la storia di Bergamo è Bartolomeo Colleoni, illustre condottiero la cui ricchezza si avvicinava a quella della famiglia Medici a Firenze. Volle costruire una cappella in Piazza Vecchia per sé, la moglie e la figlia Medea, “rubando” la sagrestia della basilica di Santa Maria Maggiore. Alla sua morte, la cappella non era ancora finita, perciò a Colleoni toccò una sepoltura provvisoria. Ma dove? Per secoli il suo corpo non fu trovato, nemmeno setacciando i cimiteri del circondario. Il mistero fu risolto solo grazie alla tecnologia moderna, che ha permesso di scoprire l’esistenza di una tomba nascosta nel basamento del sarcofago vero e proprio. E lì era sepolto il condottiero. 

Cappella Colleoni, Bergamo Alta

La basilica e il battistero sono piccole gemme, ma ne ho già parlato nel tour dei miei luoghi del cuore a Bergamo, tra arte e caffè. Torneremo a Bergamo Alta in occasione del Natale, quando il borgo si trasforma in un presepe. Chissà che quest’anno scenda anche la neve a imbiancare i comignoli e le torri.

  1. Quanto fascino e quante curiosità, nella bella Bergamo! Da tanto tempo voglio visitarla e, nel 2018, dovrò assolutamente far fronte a questo desiderio, perché è una città che mi affascina moltissimo. Amo i misteri, per cui la storia del corpo scomparso del cavaliere mi ha subito colpita….solo che non dovevi darmi subito la soluzione!!! Mi sarebbe piaciuto perdermi tra le ipotesi e risolvere poi il mistero 😂!!!
    Posso farti i complimenti per le foto bellissime, veri capolavori e per le atmosfere che hai evocato, con le tue parole? Sei riuscita a farmi sognare…
    Baci,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Grazie Claudia, il paesaggio quel giorno si prestava benissimo a essere fotografato. Sono tanto contenta quando riesco a evocare certe atmosfere, a volte mi sembra che la penna – o la tastiera – non riesca a stare dietro ai miei pensieri e a riprodurre le immagini che ho in mente. Poi arrivano commenti come il tuo e penso che bisogna continuare a provare. Grazie ancora! Eh… mi spiace di avere risolto il mistero, so che tu ami i gialli… ma vedrò di trovartene un altro! un bacione

  2. Bergamo mi sembra sempre più bella, ogni volta che ne osservo uno scorcio o ne leggo qualcosa a riguardo. Come ho fatto a non considerarla prima?! Grazie per averci raccontato queste cose, non vediamo l’ora di venire a visitarla!
    Un abbraccio e buon anno cara <3

    • Blueberry Stories

      Grazie mille! Buon anno anche a te e spero che tu venga presto a Bergamo, perché è davvero deliziosa. Ovviamente dovrai farmi sapere quando vieni, perché magari riusciamo a vederci. Un abbraccio

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