Una fuga nella natura al Thala Beach Nature Reserve

Ogni tanto bisogna concedersi un lusso – per esempio, un soggiorno al Thala Beach Nature Reserve. Gli eco resort vanno di moda, attirano chi cerca un contatto con la natura e chi è attento all’ambiente. Non sono fatti per i tipi metropolitani, quelli che riescono a dormire solo sentendo i rumori della strada e che non possono immaginare di andare a letto alle dieci di sera. A meno che non abbiano bisogno di staccare la spina, nel vero senso della parola. Immaginate di guidare su una strada buia del Queensland, dove siete arrivati con l’intenzione di godervi l’Australia tropicale. È tutta a curve, incastrata tra oceano e foresta. Vedete per caso il cartello che indica il Thala Beach, nei pressi di Port Douglas, e girate in un viale altrettanto buio, in mezzo al fogliame.

Thala Beach al tramonto

Il Thala Beach Nature Reserve

Arrivate alla reception, dove vi accoglie una signora sorridente che vi annuncia che sono già le otto. È tardi e fareste meglio ad andare a cena, prima che la cucina chiuda. Così, senza nemmeno fare una doccia, vi ritrovate su una terrazza splendida, tutta in legno, immersa nella foresta. Il mare è lì da qualche parte, ma non si vede. Le luci sono soffuse, non devono disturbare gli animali. I clienti sono silenziosi e… rilassati. Tutti quanti. Chissà se anche voi vedrete le occhiaie sparire dal viso tra qualche giorno.

Thala Beach Nature Reserve

Il menu dell’Ospreys Restaurant è ristretto, ma i piatti sono tutti invitanti. La cucina è locale, con qualche incursione nel mondo asiatico. Riso con latte di cocco, barramundi in crosta di noci di macadamia, gamberi croccanti, hummus fatto in casa, zuppa di carote e zenzero. Viene voglia di provare tutto. Meglio ignorare i prezzi: siete in vacanza e bisogna pur concedersi qualche lusso. Se poi fate una gita nella vicina Port Douglas, scoprirete che non si spende meno, ma si mangia peggio. Perciò tornerete qui.

Thala Beach Nature Reserve - spiaggia

Persi in un altro mondo

Finita la cena, non resta che andare a letto. Lo staff avverte di fare attenzione a dove si mettono i piedi, per non incappare in qualche simpatico abitante della foresta che non vorreste ritrovarvi addosso. In realtà basta tenere gli occhi bene aperti e fermarsi quando si scorgono rospi, gechi o altre creature notturne alla luce dei lampioni. Si dorme in casette di legno su palafitte, circondate dalla vegetazione. Dentro sono essenziali, ma pulitissime e arredate in stile balinese. C’è una bella veranda che, però, deve restare chiusa per evitare incursioni di insetti. E lo spray anti-zanzare sarà il vostro migliore amico.

Chiusa la porta, subentra lo spaesamento. Niente internet, che si prende soltanto nella hall e nel ristorante. Niente tv. Niente rumori dall’esterno, se non i versi degli animali. Se dovete combattere contro i vostri demoni, preparatevi a farlo. Ma il punto è proprio questo: ci si abitua al silenzio, alla disconnessione, alla lentezza. Ci si sveglia all’alba, quando il sole colora il mare d’oro liquido, e si indugia in una colazione lunga e piacevole. Poi si passeggia nel resort, seguendo i sentieri, fino a raggiungere la splendida spiaggia che si estende, enorme, tra la foresta e l’oceano.

Thala Beach - piscina

Pigre giornate nel verde

Il Thala Beach organizza passeggiate naturalistiche alla scoperta di specie animali e vegetali tipiche del Queensland; incontri per osservare le costellazioni; perfino un “seminario” per conoscere il cocco e i suoi tanti usi. Perciò, non ci si annoia. Il problema è che è fin troppo semplice abituarsi a non fare niente. A camminare sulla spiaggia prendendo le onde, nella più completa solitudine. A leggere nella piscina tra le rocce. A guardare il tramonto seduti in terrazza, con un frullato fresco e un panorama che, da solo, rilassa ogni fibra del corpo.

Thala Beach, vista

E allora diventa difficile staccarsi dall’isolamento, di cui forse nemmeno si pensava di avere bisogno. Invece è bello non sapere niente del mondo, per un po’. Stare da soli con se stessi. Si può perfino scoprire che la propria compagnia non è poi così male. La sera, al crepuscolo, arriva il canguro di casa, un piccolo wallaby che mangia patate dolci in compagnia degli ospiti del Thala Beach. La mente cambia direzione. Invece di cercare la distrazione, si concentra sul qui & ora. La pigra colazione davanti al mare, la passeggiata sulla spiaggia, il tramonto sulla terrazza. Ogni momento diventa significativo e il tempo scorre in modo diverso. La magia della natura.

dove, come, quando

Nel Queensland ci sono due stagioni, una secca e una delle piogge. Quest’ultima, calda e umida, corrisponde al nostro inverno. La stagione secca (la nostra estate) è più fredda, ma almeno si gira asciutti. Non si può fare il bagno, per mille motivi. Le onde possono essere violente e l’acqua è piena di creature insidiose, che rendono l’Australia tropicale un posto inadatto a chi ama nuotare. 

Si arriva al Thala Beach Nature Resort dall’aeroporto di Cairns. Si può prenotare il trasferimento tramite il resort, oppure prendere un taxi. Molti noleggiano la macchina per essere liberi di spostarsi nella zona. Ci sono collegamenti giornalieri tra il Thala e Port Douglas. La navetta, a pagamento, impiega più o meno 15 minuti.

Il Thala organizza escursioni nella foresta e crociere per vedere la barriera corallina. Sono molto organizzati e precisi. I prezzi, ovviamente, non sono bassi. Se volete informazioni sull’escursione a Cape Tribulation, leggete qui. Per la foresta pluviale di Deintree, il link è questo. Per Kuranda, questo.

  1. Davvero un viaggio bellissimo questo, ogni tappa più bella dell’altra. E il soggiorno nel resort deve essere una cosa pazzesca. L’unica cosa che mi spaventa un po’ è la presenza degli insetti perché io ho il terrore degli insetti che volano, farfalle e falene comprese, quindi non so se riuscirei a sopravvivere 😉

    • Blueberry Stories

      Gli insetti sono un problema, in effetti… io sono terrorizzata quanto te! ma c’è un team pronto a intervenire per ogni evenienza, se entrano nelle camere. In giro ovviamente bisogna farci l’abitudine, sono ovunque! E’ un viaggio che va metabolizzato, ci ho messo un po’ prima di riuscire a raccontarlo. Forse perché è stato improvvisato, forse perché è stato avventuroso, con alti e bassi. Grazie del commento, Silvia 🙂

Comments are closed.