#GoGreen – viaggio in cucina: la torta di mele + hygge time

La torta di mele è uno di quei dolci che, di solito, mettono tutti d’accordo. Uno di quelli che si trovano, in versioni diverse, in tutti i Paesi occidentali, e che sono buoni anche caldi, appena sfornati. Per alcuni è la torta della nonna, per altri la torta della merenda. C’è sempre un ricordo, un momento tenero legato a questa torta così semplice, eppure così buona. Tra le tante versioni, quella scandinava è una delle più gustose. Sto parlando della torta di mele con le mandorle nell’impasto, soffice, morbidissima, con quel profumo speciale che spinge ad alzarsi dal letto la mattina. Parla di fiabe, di boschi, di casette dal tetto rosso, di stagioni che si susseguono e dei colori delle foglie in autunno. Parla di laghi, di giochi di bambini, di cartoni animati e libri illustrati, di merende e di pranzi in famiglia. Di hygge.

Hygge, il concetto che unisce Scandinavia e Italia

Rubo il termine hygge alla cultura danese, che ha ridato vita a una tendenza dimenticata da millenni: la ricerca della felicità. A Copenhagen esiste un Happiness Research Institute per analizzare il benessere e la qualità della vita delle popolazioni. Una cosa straordinaria, che mi ha ricordato la filosofia di Epicuro, nell’antica Grecia. Tempo fa ho letto il libro di Meik Viking, Hygge – La via danese alla felicità, e mi sono ritrovata a pensare che a volte ci sfuggono i concetti più semplici. Poi qualcuno ce li ricorda e sembra che ci illumini d’immenso.

Secondo la Viking, i danesi sono un popolo particolarmente felice grazie al welfare, certo, ma anche perché conoscono i piccoli segreti per rendere piacevole la vita quotidiana. Hygge è benessere interiore, condivisione, relax. Pranzi in famiglia, tazze di tè, candele profumate e cuscini. Stare sotto il piumone con una tazza di cioccolata calda mentre fuori piove, per intenderci. O sfornare (e mangiare) una torta di mele.

In Italia, hygge non è un’idea rivoluzionaria. Il calore familiare, la torta della nonna e la passeggiata domenicale fanno parte della nostra tradizione. Solo che non siamo bravi come i danesi a valorizzarli. Anzi, li guardiamo dall’alto in basso, come se fossero scomodi legami con un passato ormai superato. Invece, forse, la felicità non è altro che una collezione di piccoli momenti quotidiani, banali nella loro semplicità, speciali nel loro valore. Anche i viaggi sono preziosi per gli attimi che ci regalano, non per le distanze che percorriamo. Pensare che saremo felici solo quando avremo realizzato un obiettivo ci condanna all’infelicità. Perché viviamo nell’attesa e, dunque, nell’ansia. E perché non è vero che raggiungere un traguardo rende automaticamente felici. Spesso crea nuove sfide, nuovi ostacoli e delusioni.

Per vivere nel presente, che è fatto di alti e bassi, bisogna diventare collezionisti di momenti belli. La torta di mele aiuta, così come una passeggiata in collina nei primi giorni d’autunno, oppure sul lago. Per rendere hygge questa domenica ho rivisitato una ricetta deliziosa, aggiustando le dosi in modo da avere un dolce più leggero.

torta di mele scandinava

TORTA DI MELE SCANDINAVA

Servono: 80 grammi di burro, 80 grammi di zucchero di canna, 2 uova, 210 grammi di farina tipo 1, 1/2 bustina di lievito, un pizzico di sale, 3 mele, 5o grammi di mandorle, 1 cucchiaino di cannella. Per guarnire, 3 cucchiai di miele d’erica, dal sapore caramellato.

Con le fruste, sbattete molto bene lo zucchero con il burro, finché non diventa cremoso. Aggiungete le uova e frullate ancora. Incorporate pian piano la farina e il lievito, il sale e le mandorle polverizzate. In una ciotola, tagliate le mele a fettine sottili e spolverizzatele di cannella. Versatele nell’impasto, trasferite tutto in una tortiera e infornate per 45 minuti a 175 gradi.  Quando togliete la torta, sentirete il suo meraviglioso profumo. Prima di servirla, spalmate la superficie con il miele e mandorle a lamelle.

Varianti: potete sostituire il burro con l’olio di girasole (spremuto a freddo), se volete. Ma sappiate che la torta di mele scandinava vuole il burro, un buon burro biologico. Invece del miele d’erica, potete usare anche quello di lavanda oppure di bosco. Rigorosamente italiani.

  1. La ricetta la passo subito alla mia cuoca ufficiale, perché io rischio di incendiare casa. Ma amo alla follia la torta di mele, per cui devo sentire questa versione 🙂
    Permettimi di lasciarti anche un pensiero sul tuo bellissimo post. Mi è piaciuto tanto leggerlo, perché mi ha dato un senso di calda serenità. Rendendo evidente quanto la felicità e lo star bene, siano legati alla capacità di apprezzare le piccole cose.
    Senza inseguire nulla di troppo lontano o irraggiungibile. Ma apprezzando ciò che è attorno a noi. Hai descritto scene di profondo benessere Azioni semplici e piacevoli, che ci insegnano a star bene con noi stessi e, di conseguenza, col mondo. Una meraviglia.
    Dovremmo ricordare molto più spesso, l’importanza di crogiolarci nel piacere di apprezzare la quotidianità, le piccole coccole, il nostro mondo fatto di semplicità.
    Buona serata,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Grazie mille, Claudia, delle tue parole. Quando ho letto il libro sul concetto di hygge, mi sono resa conto che spesso trascuriamo un dettaglio fondamentale: abbiamo il potere di rendere migliore ogni giornata, se riusciamo a concentrarci sulle piccole cose. Davvero basta poco. La ricetta è semplicissima ma io ho un debole per le torte di mele, più sono soffici e morbide e più in fretta finiscono 🙂

  2. Come Claudia anche io passo la ricetta a mio padre, che è il mio baker ufficiale: così domenica prossima se andiamo a cena da loro ha già risolto il “problema” del dolce. La torta di mele è veramente un dolce che mette d’accordo tutti: profuma di autunno e di terra umida, l’ideale per questa stagione.
    Ho comprato il libro Hygge ma non l’ho ancora iniziato. Sto finendo un giallo che mi sta mettendo non poca ansia quindi mi sa che è proprio quello che ci vuole.
    Complimenti come sempre per i tuoi post che hanno il potere di catapultarmi oltre lo schermo, direttamente nella tua storia.
    Buon lunedì 😍

    • Blueberry Stories

      Adesso voglio sapere qual è il giallo! E poi mi dirai anche cosa ne pensi di Hygge. Secondo me non dice niente di nuovo, ma aiuta a mettere a fuoco cose importanti che spesso diamo per scontate. E a rivedere le nostre priorità. Grazie delle tue parole, è bello riuscire a trascinare anche voi nelle storie in cui mi perdo 🙂

      • Il giallo è Scia di Sangue di Karin Slaughter: una noia totale per le prime 200 pagine, al punto che stavo quasi per rinunciare. Poi per miracolo a pagina 205 si riprende e fa venire un’ansia… Comunque non c’è niente da fare: i gialli americani non riesco a farmeli piacere, non reggono il confronto con gli inglesi e gli scandinavi.
        Ti dico di Hygge appena lo leggo.
        Buonanotte ❤️

        • Blueberry Stories

          Sono d’accordo con te, nemmeno io riesco a leggere i gialli americani. In generale, comunque, trovo che la narrativa americana sia ormai “serva” – in un certo senso – delle serie tv, mentre in Nord Europa c’è ancora il gusto del raccontare. Sei stata brava ad arrivare fino a pagina 205 nonostante la noia: io avrei sicuramente mollato molto, molto prima!

  3. Voglio prepararla! Adoro le torte di mele in tutte le sue varianti e questa con le mandorle nell’impasto mi manca. A volte basta davvero poco per sentirsi hygge… bel termine, e tu l’hai saputo spiegare e rendere alla perfezione 💟

    • Blueberry Stories

      Grazie Ale <3 Siamo entrambe appassionate di apple cake, allora! Non c'è niente da fare, io provo a fare altre torte, ma alla fine torno sempre lì, al cestino di mele e al profumo di cannella. I classici sono sempre i migliori.

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