Soul Green, la cucina plant-based nel cuore di Milano

Qualcuno pensa che sia troppo caro, altri sono incuriositi dai suoi piatti. Soul Green, a Milano, è un ristorante che si è fatto conoscere per la sua filosofia green. I nuovi studi sull’alimentazione, così come l’attenzione all’ambiente, hanno favorito la diffusione di ristoranti che propongono piatti plant-based, cioè con ingredienti di sola origine vegetale. Plant-based è un termine usato per indicare il tipo di alimentazione di chi preferisce escludere i prodotti di origine animale, pur non abbracciando lo stile di vita vegan. Ma non bisogna certo essere seguaci della cucina plant-based per fare un salto da Soul Green. Basta essere curiosi e avere voglia, ogni tanto, di provare nuovi sapori.

Italian Bowl da Soul Green

La cucina plant-based di Soul Green

È stata la mia amica Chloe, che da brava italo-inglese adora lavorare nei caffè, a portarmi qui. La sua teoria è che nella vita non bisogna essere rigidi e ossessivi, ma curiosi e rilassati. Se a Milano c’è un nuovo ristorante plant-based con un design che ricorda il Nord, bisogna provarlo. E così, un freddo giorno d’inverno, varchiamo le porte del locale in zona Porta Nuova.. Le vetrate sulla strada, gli splendidi ficus che arredano il locale, la luce giusta, lo stile minimal ci ricordano New York, ma anche Copenhagen. Ci divertiamo a combinare il nostro menu sull’ipad. Studiamo gli stuzzichini, le bowl (piatti unici), le insalate, i burger, le zuppe, i dolci. Vogliamo provare tutto. 

un viaggio nei sapori e nei colori

Tra gli antipasti, la focaccia di farina di riso e grano saraceno, le patate in tre cotture e il sushi a base vegetale ci sembrano unire la tradizione italiana, anglosassone e orientale. Siamo attratte dall’idea della fusione di culture, dell’incontro di sapori e ingredienti in un piatto. Chloe mi racconta che Soul Green partecipa a un charity program. “Proud To Give Back” garantisce un’alimentazione sana ai bambini che vivono in una struttura residenziale della Cambogia, orfani o abbandonati. Ci sembra un bel modo per dare e ricevere energia attraverso il cibo. Quando arrivano le nostre bowl, thailandese e italiana, siamo conquistate dai colori. Il rosso della peperonata, il verde acceso del pesto agli anacardi, il giallo oro della farinata di ceci. Sapori decisi, buone consistenze, gusto pieno. Chloe mi fa notare che i prezzi sono alti, in effetti. Non posso che concordare. Ma siamo a Milano: temo che mangiare bene spendendo poco sia una chimera.

…perché il dolce non può mancare

Crediamo entrambe nel potere dei dolci per rendere migliore ogni momento della giornata. Impossibile, quindi, non ordinare il dessert. Chloe mi legge nel pensiero, quando dichiara che alla mousse e ai brownie fatti quasi soltanto di frutta secca preferisce la pasticceria di Ernst Knam. Il gelato al cioccolato e tabacco, però, conclude degnamente la cena. Usciamo nell’aria inquinata di Milano, tra il traffico e le luminarie. 

My Style

Prendiamo il tram e raggiungiamo via Vincenzo Monti. Entriamo da My Style, il negozio di borse da viaggio dallo stile essenziale. Davanti all’ingresso ci sono già due alberi natalizi. Anche se i viaggi, in questo momento, possiamo soltanto sognarli, è bello curiosare tra gli accessori e scegliere la borsa che vorremmo. Come lo zaino baby, perfetto come bagaglio a mano. Ma intanto, per consolarci, pensiamo alla prossima avventura culinaria.

  1. Il programma che garantisce un’alimentazione sana, ai bimbi della struttura in Cambogia, penso sia a dir poco straordinario. Guarda, detto onestamente, fa dimenticare anche il fattore prezzi alti… È veramente un concetto equo e umano, quello di nutrirsi con piatti sani e permettere ad altri di fare lo stesso, soprattutto se non hanno possibilità di autosostentarsi.
    Il locale è stupendo, davvero non sembra nemmeno di essere in Italia! Anche i piatti mi incuriosiscono: seppure non sono vegana, amo molto i nuovi sapori e adoro le verdure cucinate con fantasia. Francamente, dopo averli provati, amo anche l’aggiunta di fiori…hanno in gusto freschissimo! Poi, dopo che hai parlato di farinata di ceci, non ho capito più nulla 😍!
    Un abbraccio,
    Claudia e B.

  2. Blueberry Stories

    Anch’io, come te, non sono vegana ma i piatti colorati e gustosi di verdure mi piacciono e mi mettono di buonumore. Eh, la farinata di ceci è una tentazione irresistibile 🙂 E’ davvero bello il loro programma per i bambini della Cambogia, basta così poco ad aiutare gli altri. Dovremmo pensarci ogni giorno. Un abbraccio a te!

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