Le atmosfere incantate dei laghi canadesi

È tutto vero: i laghi canadesi sono come li immaginiamo. Color smeraldo sotto il sole, velati di nebbia quando piove. Con le barche rosse che scivolano sull’acqua. Solcati dalle canoe. Piccole spiagge e moli con le sedie per ammirare il panorama. Dopo il primo assaggio, durante il viaggio nelle Rocky Mountains, avevamo grandi aspettative su Lake Louise. Non a caso questo specchio d’acqua, che prende il nome dalla figlia della Regina Victoria, è uno dei più famosi laghi del Canada occidentale. Quando è suonata la sveglia, alle cinque del mattino, era ancora buio. Il sole è spuntato dopo la colazione, mentre uscivamo all’aria fredda e pulita di Banff. Il cielo era terso. La scelta di partire così presto è dettata dalla necessità: dopo le 8, la strada per Lake Louise è chiusa.

LAKE LOUISE, IL PIÙ BELLO DEI LAGHI CANADESI

Proprio come una regina che si fa desiderare, anche Lake Louise è protetto dall’assalto della folla. Durante l’estate, quando i turisti e i canadesi affollano il parcheggio, è difficile arrivare durante il giorno e sperare di accedere al lago con facilità. Anche sostare con il camper durante la notte è proibito. D’altra parte, sgomitare per vedere uno scorcio di paesaggio sarebbe assurdo. Perché Lake Louise merita il silenzio e lo spazio necessari ad assorbire la sua bellezza. Per me è il più bello dei laghi canadesi. A quasi 2000 metri di quota, è uno specchio che riflette le montagne con le cime innevate, gli alberi e le rocce. Una porta di accesso a un mondo migliore.

Un pino a Lake Louise. Cartolina dei laghi canadesi.

UNA CASETTA ROSSA RICORDA QUEL VECCHIO MOTIVO: AVEVA UNA CASETTA PICCOLINA IN CANADA.

Percorrendo il sentiero che circonda il lago, ci si rende conto della perfezione della natura. Non c’è un dettaglio che sembri sbagliato o fuori posto. Soltanto un particolare stona: l’hotel maestoso costruito dall’uomo. Fairmont Chateau Lake Louise è uno dei resort di lusso costruiti all’interno del Banff National Park. Un vero e proprio castello stagliato contro i ghiacciai, spettacolare, certo, ma in qualche modo inutile nel paesaggio. Soprattutto pensando che qui si viene a camminare, sciare, remare. Respirare bellezza.

L’UNICITÀ DI OGNI LUOGO

Ci siamo allontanati a malincuore da questo luogo incantato, fuori dal tempo. L’unica consolazione era la certezza di vedere altri laghi, altri paesaggi con la stessa atmosfera. Anche se è vero che ogni luogo, come ogni momento, è unico e non si può ripetere. La natura, in effetti, non si ripete mai. Me ne accorgo pensando ai laghi italiani, splendidi a loro volta, ma del tutto diversi da questo. O a quelli svizzeri, con i loro azzurri e verdi intensi. I laghi canadesi sono immersi in una sorta di torpore, come se le montagne fossero giganti addormentati da millenni.

Lake Louise, Alberta

Lake Louise, riflessi sul più regale dei laghi canadesi

GLI ALTRI LAGHI DELL’ALBERTA

Lungo la Columbia Icefield, ci fermiamo per vedere Lake Bow, che nasce dal ghiacciaio. Rocce maestose lo circondano in un abbraccio protettivo. Poi Lake of the Birds (il lago delle anatre, in realtà) e Peyto Lake, che prende il nome dall’esploratore Bill Peyto. Lo guardiamo dall’alto, sembra un braccio color acquamarina che si allunga tra le montagne. Sono molto contrariata quando scopro che, per un motivo che non mi è dato sapere, la nostra guida decide di saltare Moraine Lake. Questo piccolo lago, situato nella Valley of the Ten Peaks, ha un caratteristico colore verde. Così ho letto. Mi resterà la curiosità. Ecco lo svantaggio dei tour organizzati: non sei libero di scegliere il percorso. Ma stavolta abbiamo voluto adattarci, per la comodità di non dovere pensare a niente. Per fortuna la soluzione alternativa si rivela una splendida sorpresa.

Emerald Lake, Canada

EMERALD LAKE E QUELLE BARCHE SULL’ACQUA

Il giorno seguente, attraversiamo il confine tra gli stati dell’Alberta e del British Columbia. Entriamo così in un altro parco: Yoho National Park. Circondato dalla foresta, Emerald Lake esce da una fiaba. C’è un velo sottile di foschia che ammorbidisce i contorni e sembra attutire i suoni. Diverse barchette rosse sono allineate sulla rena, vicino al molo. Qualcuno sta remando in mezzo al lago. Intorno, le costruzioni di legno, eco-friendly, dell’Emerald Lake Lodge invitano a restare. Qui starei una settimana. O forse due. Vorrei sedermi accanto al camino acceso con una tazza di cioccolata calda. Passeggiare nella foresta. Ascoltare le sue voci. Fu Tom Wilson, guida leggendaria, a trovare per primo questo gioiello color smeraldo nel 1882, durante la costruzione della Canadian Pacific Railway. Resta anche oggi il lago più selvaggio, più incantato e misterioso. Rappresenta il Canada così come lo immaginavo.

  1. È proprio come dici tu: questo è il Canada come lo immagino. Non ci sono ancora stata, ma se penso al Canada me lo aspetto esattamente come lo hai descritto tu.

    • Blueberry Stories

      E’ l’immagine che abbiamo in mente, forse perché documentari, riviste etc mostrano solo quella. In realtà il Canada ha anche dei lati meno idilliaci. Viene l’ansia quando ci si trova in mezzo alle foreste, spesso colpite da incendi. E le cittadine sono tutt’altro che belle – ma ne parlerò. Ho appena visto una serie tv canadese che rende bene l’idea, se ti capita e se hai voglia di un thriller: TIN STAR.

      • Le cittadine infatti le immagino come quelle del Midwest americano, ma magari sbaglio.
        Tin Star l’ho messo in programmazione sul MySky perché ho visto tutta la serie di Lie To Me con Tim Roth – lui mi piace tantissimo!

        • Blueberry Stories

          Grande, allora fammi sapere cosa ne pensi! Guarda quella serie e capirai come sono le cittadine canadesi in quella zona – direi che il ritratto è fedele…

  2. Questo è esattamente il Canada che mi aspetto di trovare. Io ci vedo l’infinito. Non ci sono confini, né territoriali né mentali, come se ogni cosa potesse avere la sostanza dell’eternità. Mi è arrivata ogni tua singola parola e sensazione, la bellezza di questi luoghi ha qualcosa che buca lo schermo, abbatte le distanze. Mi ci vedevo anche io, seduta accanto il fuoco con una cioccolata calda, ad ammirare la perfezione della natura.
    Capisco il tuo cruccio sulla questione tour organizzati ma, a volte, bisogna scendere a qualche piccolo compromesso. Per fortuna, alla fine, saltare una tappa ha comunque portato altro bello nel vostro viaggio.
    Che incanto il Canada…lo penso continuamente. E prima o poi ‘lo conquisterò’. Intanto sogno con i tuoi post 🙂
    Bacioni,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Hai ragione, infatti in fondo i tour hanno i loro vantaggi. L’importante è avere una guida brava e competente 🙂
      Ti dico la verità, il Canada non mi ha lasciato a bocca aperta, però mi ha trasmesso una sensazione di grande tranquillità. Nessuna aspettativa, niente ansia di vedere chissà cosa. Semplicemente, ti godi il paesaggio.
      Felice di farti sognare, come tu stai facendo con me per la Thailandia! Un bacione

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