Voci invisibili nella foresta di Mount Revelstoke e sulle rive di Shuswap Lake

Sarà il fruscio del vento tra gli alberi, ma cominciamo a sentire le voci nella foresta canadese. Qualcuno avvista un orso; io non lo vedo. Dopo il paesaggio sognante di Emerald Lake, però, non mi stupisco di avvertire la presenza degli spiriti della natura intorno a noi. Si nascondono nella foschia che avvolge le montagne, tra le foglie e le rocce. Ma il Canada non è protetto da incantesimi. Mentre raggiungiamo il parco nazionale di Mount Revelstoke, in British Columbia, l’aria è densa di fumo. C’è stato un incendio da qualche parte e viaggiamo nella nebbia, respirando il caratteristico odore di legna bruciata. I canadesi non intervengono, quando brucia un bosco. Lasciano fare alla natura. Il paesaggio diventa inquietante, minaccioso. Non si vedono i ghiacciai sulle montagne.

foresta di cedri di Mount Revelstoke

LA FORESTA PLUVIALE DI MOUNT REVELSTOKE

Finalmente, dopo molte miglia, il fumo si allontana e ricominciamo a vedere il paesaggio. La siccità di quest’anno ha provocato danni anche qui. Temporali senza pioggia danno origine agli incendi, che scoppiano in continuazione. Ho bisogno di verde. Di respirare aria pulita. Per fortuna, percorrendo la solita Trans Canada Highway, ci fermiamo in un santuario naturale: la foresta di cedri. Un microclima particolare rende unica questa zona, consentendo la crescita di cedri giganti e altre piante. È l’antica foresta della Columbia Britannica, dove il tempo perde di significato. Si cammina in silenzio su passerelle di legno, ascoltando i rumori della natura.

foresta di cedri in Columbia Britannica

CEDRI E ORSI

È qui che qualcuno sostiene di avere avvistato un orso. Io ho sentito soltanto il fruscio delle foglie, lo spezzarsi di un ramo. La luce filtra dall’alto, creando strani effetti ottici. Fra i tronchi coperti di muschio si muovono i piccoli abitanti del sottobosco. Chi ha visto il film Twilight, può immaginare l’atmosfera. Un mondo verde in cui  l’aria sembra avere una consistenza diversa. Non è difficile credere alle creature misteriose che popolano la fantasia. Il percorso circolare è breve, offre soltanto un assaggio dell’antica foresta. 

NELLA RISERVA INDIANA

Dopo un veloce picnic ai margini della foresta, riprendiamo la strada verso Shuswap Lake. Stiamo scendendo e si sente: comincia a fare caldo e l’aria si riempie di mosquitos. Entriamo così in una riserva indiana, dove ci fermeremo in un resort gestito dal clan Little Bear. Come risarcimento per il passato, gli indiani che accettano di abitare nelle riserve non pagano le tasse al governo canadese. Le conseguenze, però, non sono del tutto positive. Circolano alcol e droga e il tasso di disoccupazione è alto. Chi riesce a trovare un equilibrio, invece, costruisce alberghi come il Quaaout Lodge & Spa, un hotel 4 stelle sul lago, con la spiaggia e i campi da golf.

TRAMONTO A SHUSWAP LAKE

Non ero più abituata al caldo. Qui la temperatura è di 28 gradi, ma non c’è vento e, in riva al lago, l’umidità è fastidiosa. Si sta molto meglio quando cala il sole, nonostante gli sciami di zanzare. Munita di spray, passeggio sulla spiaggia e vengo sorpresa da un tramonto perfetto. Il sole che tramonta dietro le montagne tinge l’acqua d’oro, di viola e di rosa. Sul molo ci sono due sedie azzurre, di quelle che si vedono nei film. In realtà, gli insetti rendono difficile stare seduti per più di qualche secondo. Ma l’atmosfera è poetica, rilassata. Mi sento lontanissima da tutto. Rifletto sul senso dei viaggi, sul bisogno di allontanarsi da casa per capire che cosa è “casa”. Non credo sia il mondo, come dicono alcuni. Ognuno ha un suo luogo, un posto speciale dove sentirsi al sicuro. Non perfetto, non bellissimo. Ma adatto. Necessario. 

Tramonto a Shuswap Lake

LA VERA CENA CANADESE

Come ci racconta Johnny, la nostra guida e amico, ormai, il Canada non è affatto un paese perfetto. La sanità funziona più o meno come in Italia, i contratti di lavoro non sono favolosi e per i giovani è difficile permettersi un appartamento nelle grandi città. Come sempre, bisogna conoscere la realtà di un posto prima di convincersi che lì risieda la felicità. Forse perché la felicità non risiede da nessuna parte, se non in noi. I luoghi aiutano solo con la loro bellezza.

La sera, dopo lo spettacolo quieto del tramonto, ceniamo nel ristorante e proviamo la cucina canadese. Salmone al forno, patate gialle e viola, verdure e, per chi preferisce, carne alla griglia. La cucina canadese è semplice e sfrutta i prodotti locali, essenzialmente pesce e carne. La cucina dei cowboy, dei pescatori e degli esploratori. Non mi trasferirei qui, ma di una cosa sono certa: il Canada mette a contatto con la natura, nei suoi aspetti piacevoli e spiacevoli. E sento che l’uomo ha bisogno della natura, oggi più che mai.

  1. Un posto bellissimo, con i suoi lati negativi. Mi ha ricordato il territorio degli USA tra Minnesota e South Dakota dove avevo passato la notte in un lodge in una riserva indiana: paesaggi favolosi, acqua e alberi in ogni direzione, però anche lì i nativi della riserva dovevano combattere con alcol, droga e disoccupazione.

    • Blueberry Stories

      Esatto, penso che le problematiche che riguardano i nativi americani siano simili. Non sono mai stata nei luoghi che nomini e sono sicura che mi piacerebbero, perché immagino natura, spazi infiniti, tramonti. Però è bene sempre ascoltare le storie locali, conoscere i problemi che ci sono in un luogo in apparenza idilliaco, perché noto una tendenza diffusa a idealizzare i posti a priori. Invece c’è sempre un lato oscuro!

  2. “ho bisogno di verde. Di respirare aria pulita” È esattamente così che mi sento oggi e leggere questo tuo articolo mi ha fatto sentire meglio. Perché credo di essere già in modalità “altrove”. Ho bisogno di un viaggio, come giustamente dici tu, “lontano da casa per capire cosa è casa”. Non so se mi siano piaciute più le tue riflessioni o l’incredibile posto che hai visitato. Io il Canada l’ho percepito come te. Un posto che aiuta a mettersi in contatto con la natura e forse con i nostri lati nascosti, quelli più selvaggi.
    Grazie per questa evasione. Un abbraccio.😘

    • Blueberry Stories

      Grazie cara, è davvero bello condividere queste riflessioni. Anch’io in questo momento avrei tanto bisogno di un viaggio così, per prendere le distanze. Siamo sempre soffocati da mille cose, dal lavoro, dai progetti che bisogna portare avanti, dalle scadenze, dai doveri quotidiani. Senza i momenti off, in posti dove non bisogna nemmeno pensare a come vestirsi perché basta una tuta da ginnastica e scarpe comode, impazzirei. Ben vengano tante evasioni, quindi! un abbraccio a te 🙂

  3. Non so se te lo ha mai detto nessuno, ma con i tuoi post tu trasmetti serenità. Percepisco benessere mentre leggo gli articoli del tuo blog. Quando parli del Canada, poi, mi pare di arrivare in un mondo parallelo…eppure, oggi ci insegni che anche questo paese delle meraviglie, ha una realtà con cui confrontarsi ogni giorno.
    La passeggiata nella foresta, è stata un vero risveglio dei sensi. Dalla foto, ho avuto la percezione di quanto gli uomini siano piccoli, rispetto la grandezza della natura. Natura che deve curare le proprie ferite e, allo stesso tempo, stupire, amare, garantire sopravvivenza.
    E che dire di quel momento sospeso, vissuto sul lago? Un attimo perfetto, dove penso possa arrivarti addosso un insieme di pensieri, riflessioni…magari anche della consapevolezza su quelle che sono le tu scelte nella vita. Non so, ma a me capita, quando assisto ad istanti perfetti.
    Stavo pensando al titolo della canzone “Ogni posto è casa mia”. Vero, mi sento a casa ovunque nel mondo. Ma, come dici giustamente tu, non puoi sperare di inseguire la serenità. Quella devi conquistarla dentro di te, poi trasportarla nella tua realtà. Ovunque essa sia.
    Un abbraccio,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Mi fanno tanto piacere le tue parole, perché nel blog cerco proprio questo: serenità, evasione. Un angolo per viaggiare con la mente, tra ricordi e pensieri, immagini e idee. Devo ammettere che io non mi sento a casa ovunque: ci sono posti da cui voglio scappare, o che mi respingono. Ma ci sono anche posti dove scatta un feeling immediato. Lo dico sempre, il rapporto tra noi e i luoghi è come quello tra noi e le altre persone.
      Un abbraccio e grazie di cuore!

  4. Sogno di percorrere le strade del Canada in moto; passare tra i verdi boschi e cogliere gli odori della natura. Odori di resina, muschio e foglie bagnate. Mi è piaciuto molto il tuo articolo e il senso di pace che riesci a regalare al lettore.

    • Blueberry Stories

      Grazie davvero del tuo commento. Non sapevo come restituire quel senso di semplicità, di chiarezza e di pace che la natura canadese riesce a trasmettere. Sono contenta di esserci riuscita. Ti auguro di fare presto quel viaggio in moto!

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