Butchart Gardens, un sentiero di colori che porta a Victoria

Piccola ed elegante, raccolta ma vivace, Victoria regna sull’isola di Vancouver e sull’intero British Columbia, di cui è capitale. Nella cittadina si respira aria britannica, ma il paesaggio è canadese. In lontananza si scorgono i monti Olympic, già sul territorio statunitense. Il traghetto che collega Victoria a Vancouver naviga tra coste verdissime, fari e case isolate, affacciate sull’acqua. Eppure, l’isola è un mondo a parte. Il clima sorprendentemente mite la rende un angolo quasi tropicale nel verde e freddo Canada. Crescono piante e fiori che altrove non potrebbero mai sopravvivere a quelle latitudini. Il sole, quando splende, è caldo e l’aria ricorda quella del Mediterraneo. Le condizioni speciali dell’isola hanno permesso la realizzazione di un sogno, un giardino fiabesco che non ci si aspetterebbe di trovare qui.

Butchart Gardens, Victoria

HOPE, IN THE MIDDLE OF NOWHERE

Lo ammetto: quando ci siamo imbarcati sul traghetto per Vancouver Island, ero sollevata. Per quanto splendidi fossero i paesaggi canadesi, i laghi, le foreste, cominciavo a sentire la mancanza dell’oceano. L’oceano è il mio elemento. Inoltre, per spezzare il lungo tratto in autostrada da Shuswap Lake alla costa, ci siamo fermati a Hope, nel Fraser Valley Regional District. Credetemi, è stata una sosta istruttiva. Nelle foreste non c’è nulla, non si può costruire. Perciò dove vivono i Canadesi? Non tutti a Vancouver, ovviamente, dove i prezzi delle case sono schizzati alle stelle. Comprano casa qui, in mezzo al nulla, anche se lavorano in città. C’è un’unica strada, come nella migliore tradizione americana, su cui si affacciano negozi e locali. Le case sono di legno, ognuna con il suo orto o giardino. La chiesa, la scuola, la centrale di polizia, l’asilo, il parcogiochi. C’è tutto, ma siamo in mezzo al niente. 

TRA I TOTEM E IL BLUE MOOSE

Vale sempre la pena di fermarsi nelle cittadine meno note, per osservare la vita quotidiana. Un gruppo di uomini seduto in un caffè ci guarda curioso. I totem dei nativi, scolpiti nel legno e dipinti con colori vivaci, proteggono la città. Entriamo in una galleria d’arte, dove vendono oggetti fatti a mano dagli artisti del posto. Infine ci fermiamo in un caffè davvero grazioso, il Blue Moose, dove servono ottimo caffè e dolci in un ambiente moderno e accogliente. E così scopro che a Hope hanno girato diversi film, tra cui Rambo, e mi sento in effetti anch’io sul set di un lungometraggio. Difficile immaginare una vita reale in questo luogo, per quanto suggestivo sia il paesaggio (e il Blue Moose).

l’arcobaleno dei butchart gardens

E così durante il viaggio in traghetto mi sono ritrovata a pensare al richiamo dell’oceano, a quanto io abbia bisogno di vedere orizzonti infiniti. Le montagne sono splendide, ma chiudono nel loro abbraccio. Quando sbarchiamo, resto sorpresa. Fa caldo. Vedo palme. E fiori, tanti e colorati. Si alternano case basse e giardini, prati verdi e strade non trafficate. Quando parcheggiamo davanti ai Butchart Gardens, sono ansiosa di entrare e scoprire altre meraviglie. Un tempo, questa era una cava di cemento sfruttata da Mr Butchart; fu la moglie Jennie a pensare, una volta chiusa l’attività, di trasformarla in un giardino. Quando, nel 1907, il designer giapponese Isaburo Kishida arrivò a Victoria per realizzare un giardino di tè, Jennie volle affidargli anche il suo. Cominciò così la trasformazione della ex cava. I campi da tennis diventarono il giardino italiano, l’orto ospitò un roseto, furono creati stagni e fontane.

SUNKEN GARDEN, JAPANESE GARDEN E ITALIAN GARDEN

La parte più vecchia del parco si trova all’ingresso ed è il Sunken Garden, che si ammira dall’alto e assomiglia a un arcobaleno colorato. Un percorso nel verde, sempre in mezzo a fiori straordinari, conduce al pergolato su cui si arrampicano le rose. Si arriva quindi allo stagno delle ninfee e al Japanese Garden di Isaburo Kishida, con i suoi ponticelli, gli angoli zen, gli aceri giapponesi. Il percorso prosegue tra fontane, aiuole fiorite e una sosta accanto al lago, sul quale scivolano le barche. All’ombra degli alberi, osservando il paesaggio, non si vorrebbe più andare via. Invece mi costringo ad alzarmi e raggiungere l’Italian Garden, con piante mediterranee che sopravvivono grazie al clima mite dell’isola.  

UN TÈ IN STILE BRITISH

Immaginate la mia gioia quando mi trovo di fronte una tearoom in perfetto stile vittoriano. Le porcellane e i paraventi decorati con motivi floreali, le vetrate che affacciano sul giardino, l’atmosfera stessa riportano alla Belle Époque. Bisogna approfittarne per un high tea in stile britannico, con muffin, scone, marmellata, panna e una tazza di tè fiorito. C’è anche un caminetto che si accende quando arriva il freddo, per creare un clima cozy mentre fuori gli alberi si tingono d’oro e di bronzo.

VICTORIA, UNA CITTÀ DA GIRARE IN BICICLETTA

Conclusa la visita al giardino, con gli occhi colmi di bellezza, raggiungiamo Victoria. La immaginavo come una città-cartolina, fotocopia dello stile britannico, invece è più bohémien che antica, più giovane che sonnolenta. Victoria si può visitare in bicicletta, grazie alla presenza di numerose piste ciclabili. Me ne accorgo mentre andiamo a Beacon Hill Park, una zona collinare, verde ed elegante, dove le case sono i tipici cottage vittoriani. Da qui si vedono i monti Olympic, negli Stati Uniti: il loro profilo sembra emergere dal mare blu cobalto. Su un prato vediamo il Mile 0, il punto iniziale della Trans-Canadian Highway, che attraversa l’intera nazione. Mi ricorda Stoccolma, in un certo senso: belle case, tanto verde, la baia, le barche, l’atmosfera tranquilla, il clima rilassato.

OAK BAY

Un’altra zona carina da visitare è Oak Bay, un villaggio sul mare in cui sono raccolte gallerie d’arte e botteghe artigiane. Si può arrivare in bicicletta oppure con un autobus dal centro, ed è l’ideale per trascorrere una mattinata camminando sulla spiaggia, curiosando nei negozi e fermandosi in uno dei graziosi locali del quartiere, come Hide+Seek Coffee.

ATMOSFERE COLONIALI 

I monumenti che ricordano il passato di Victoria sono raccolti intorno al porto. Il Parlamento è un edificio imponente, con torri, guglie, cupole e vetri dipinti, che la sera è illuminato come un albero di Natale. Vicino al Parlamento si trova il Royal BC Museum, in cui si ripercorre la storia del territorio in un affascinante susseguirsi di reperti e ricostruzioni. Per vedere altre testimonianze suggestive bisogna raggiungere Government House su Rockland Avenue, a venti minuti a piedi dal centro. Come dice il nome, si tratta della residenza del governatore del British Columbia ed è circondata da uno splendido giardino. A poca distanza, Craigdarroch Castle è una dimora vittoriana costruita nel 1890 che offre una vista panoramica su Victoria e sul mare. 

Victoria, British Columbia. Passeggiata sul porto.

BE LOVE

Il centro di Victoria non ha grandi attrattive. Si passeggia lungo il porto e lungo Government Street, dove si trovano numerosi locali e negozi. La sera, l’aria è frizzante e invoglia a camminare, mentre cerchiamo un ristorante per la cena. In realtà siamo così stanche che optiamo per una via di mezzo: prendiamo un piatto e lo portiamo in hotel, il Victoria Marriot Inner Harbour. Dopo giorni di salmone, scegliamo un posticino vegetariano, il Be Love.  L’ambiente è moderno, carino e informale; il menu è invitante anche per i non vegetariani. Mentre scende la notte, penso ai giardini e alla possibilità che ha l’uomo di creare meraviglie, quando vuole. Penso anche a Victoria, che mi trasmette una sensazione di serenità. E penso che continuerei a viaggiare così, di luogo in luogo, per sempre.

  1. Il Canada è nei miei sogni da tanto tempo (ma farei prima a dire quali posti non lo sono 😉
    Mi immagino un bel viaggio on the road da una costa all’altra, chissà se riuscirò mai a realizzarlo!
    Intanto sogno con i tuoi articoli ❤️

    • Mi sa che i nostri sogni sono cartine geografiche! Davvero, ci sono troppi posti da vedere e molti sono così vasti… come il Canada, appunto. Mi manca tutta la parte Est, che in autunno deve essere splendida (freddo permettendo). Intanto anch’io sogno guardando documentari, leggendo e immaginando 🙂

  2. Sulla tua descrizione di Hope, ho sentito una sensazione di così tipica accoglienza che, devo dirtelo, mi ha fatto immaginare una vita lì. Quella che si vede in film e telefilm, così caratteristica, da vederla scorrere davanti agli occhi.
    E che dire dei Butchart Garden? Amo i giardini, di ogni tipo. Cerco sempre di visitarne nei miei viaggi (ci sono riuscita persino in Thailandia), ma mentre leggevo le tue parole, mi è tornato in mente un libro di Agatha Christie. Devi sapere che sono cresciuta a tè e giallo classico inglese e, in uno dei suoi romanzi ambientati nel periodo di Halloween, parla di una ex cava, trasformata in un paradisiaco giardino, ricco di ambientazioni e piante! Mi ha sempre incredibilmente affascinato, sia per l’immagine stessa che evocava in me, sia perché era al centro di tutto il mistero.
    Diciamo che, grazie a te, ho visto qualcosa di molto simile ed è stata una vera sorpresa!
    Un reportage di viaggio bellissimo come sempre Ilenia. Mi ripeterò, ma per me leggere i tuoi post è un momento di coccola, davvero.
    A presto,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      E per me i tuoi commenti sono un momento di gioia ogni volta. Grazie di cuore, perché ogni volta mi fai riflettere e scoprire qualcosa di nuovo. Per esempio, non conoscevo questo libro e adesso voglio leggerlo. Anche io sono cresciuta a tè e libri inglesi… e mi sorprende questa coincidenza, devo scoprire come la Christie descrive il giardino! Un abbraccio

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