Liebster Award

Volentieri rispondo alle belle domande dei Liebster Award a cui sono stata nominata.
Il Liebster Award è un premio dato da un blogger a un altro, che riconosce e sostiene il lavoro di chi si dedica alla propria pagina web. Ringrazio Francesca di Senza Zucchero e Silvia di The Food Traveler, che hanno due blog ricchi di racconti interessanti, informazioni e curiosità. E’ un vero piacere seguirle. E ringrazio Anna di Profumo di Follia, che come me ama la Finlandia e che mi ha nominato quando avevo già pubblicato questo post… ma intervengo per aggiungere in coda una sua domanda.

Ecco le linee guida:
1. Scrivere un post sulla nomination, con un’immagine del premio.
2. Ringraziare la persona che vi ha nominato e includere il link al suo blog.
3. Rispondere alle 11 domande che la persona che vi ha nominato ha pensato per voi.
4. Nominare altre 5-11 nuoi blogger che pensate meritino il premio, e pensate a 11 domande da porre loro.
5. Inserire queste regole nel post.

Di seguito, un mix delle domande a cui dovevo rispondere:

Come hai scelto il nome del tuo blog?
L’ho spiegato qui. Blueberry Stories è ispirato al film My Blueberry Nights, con Jude Law e Norah Jones. Mi aveva colpito il fatto che, nel film, la torta ai mirtilli fosse snobbata dai clienti del caffè del protagonista. Io la adoro. E molti posti esaltati da tutti mi lasciano indifferente o non mi ispirano affatto, mentre altri meno considerati mi conquistano.

• Qual è l’esperienza più spaventosa che hai vissuto in viaggio?
Potrei raccontarne più di una, ma preferisco dimenticarle! Una però la ricordo con un sorriso: durante un viaggio on the road in Sudafrica, io e la mia amica ci siamo trovate da sole, al buio pesto, in una landa desolata alla ricerca di un B&B. Non avevamo il navigatore, non funzionava internet e non c’erano esseri umani nei dintorni (ma molti animali, probabilmente). La strada era sterrata, illuminata solo dalla luna e dai fari dell’auto. E stavamo per finire la benzina e la carica del cellulare. La cosa assurda è che, pur essendo spaventate, non riuscivamo a smettere di ridere…

• Se potessi vivere ovunque nel mondo, che posto sceglieresti?
Le isole Cook! Poi però mi stancherei del caldo ed emigrerei a Vancouver.

• Potendo scegliere, che tipo di vacanza preferisci – città, mare o avventura?
Un mix dei tre. Non amo restare ferma in un posto.

• Qual è la tua citazione preferita?
Una frase di Italo Calvino: “Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.” Credo che un viaggiatore porti con sé uno zaino di domande; consciamente o meno, cerca nei luoghi che visita una risposta.

• Di’ qualcosa che ti piace della tua città.
La vicinanza con altre città che amo: Bergamo, soprattutto, con la sua splendida passeggiata in Città Alta. Pensando all’Italia del Nord vengono sempre in mente i laghi, Como, Milano, ma è Bergamo, secondo me, il posto in cui si vive meglio.

• Quale luogo un viaggiatore dovrebbe vedere almeno una volta nella vita?
Il deserto. Respirare la libertà e ascoltare il silenzio. Immergersi nei colori.

• Se potessi scegliere un film da vedere durante un volo, quale sarebbe?
Memorie di una Geisha. Riesce sempre a rapirmi.

• Qual è l’aspetto del blogging che preferisci?
Scoprire persone che raccontano le loro storie di viaggio con passione e sincerità. Si viaggia anche attraverso i racconti e le foto degli altri.

• In cima alla tua di lista di cose da fare assolutamente nella vita c’è…
Un viaggio intorno al mondo, da Ovest a Est, in parte in nave.

• Scrivi “in incognito” oppure i tuoi amici, parenti ecc sanno del tuo passatempo?
Lo sanno, ma non da me. L’hanno scoperto per caso.

• Dove vedi il tuo blog tra cinque anni?
No idea!

• C’è un posto che ti ha fatto sentire “a casa”?
Roma. Non so perché l’ho lasciata, me lo chiedo tutti i giorni e non ho una risposta.

• Quali sono le caratteristiche che deve avere un albergo/bed&breakfast?
Pulizia e personalità. Deve diventare una casa lontano da casa. E una buona colazione con prodotti locali non guasta mai.

• Qual è il piatto che più ti è rimasto impresso?
Una torta salata, con una pasta croccante e un ripieno di verdure, spezie e formaggio, mangiata a Colmar, in un ristorante biologico chiamato La Cour des Anges. Sembra un piatto banale, ma il gusto era pazzesco. E il dolce alle ciliegie non era da meno.

• Come scegli i ristoranti in viaggio?
Guida Michelin e istinto. Ho imparato da mio padre a sviluppare un certo fiuto per i ristoranti.

• Cibo italiano all’estero: sì o no?
No. Non ce la faccio, è più forte di me. Immergermi nella cultura gastronomica locale è uno dei maggiori piaceri del viaggio, anche se seleziono accuratamente cosa provare.

• Qual è stata la tua peggiore esperienza in un ristorante?
Stranamente, a Parigi. Adoro quella città ma la scelta dei ristoranti si rivela sempre ardua. Una volta, in un bistrot, ho ordinato un’insalata di granchio e mi è arrivato un granchio intero, provvisto di ogni sua parte. Da allora ho seri problemi con il pesce.

• Quale piatto o cibo vorresti provare prima o poi?
Il tè al burro di yak. Anche se sono quasi certa che non mi piacerebbe!

• Un Paese che non rientra nelle zone che ami visitare ma che stranamente ti incuriosisce.
L’Oman. Dopo avere visitato il padiglione all’Expo, mi è venuta voglia di scoprire questo Paese da vicino.

Liebster-Award


Di seguito, le mie domande per voi:

1. Qual è il dolce più buono che tu abbia mai assaggiato all’estero?
2. Qual è la prima cosa che fai quando arrivi in un paese straniero?
3. C’è un momento particolare che non dimenticherai mai, e che appartiene a uno dei tuoi viaggi?
4. Come preferisci viaggiare – auto, treno, nave, aereo, autobus?
5. Hai mai deciso di partire d’impulso, senza organizzare niente, da un giorno all’altro?
6. Perché hai aperto un blog?
7. Qual è la tua “città gemella”, il luogo che più rispecchia la tua personalità?
8. Cosa ne pensi della scelta di viaggiare in solitaria?
9. Se potessi scegliere, vorresti vivere in una enorme metropoli o in una cittadina? Perché?
10. Dove non ti trasferiresti mai e poi mai?
11. Sei stato in un posto che non si è rivelato all’altezza delle tue aspettative?


Infine, le nomination:

In World’s Shoes
In viaggio con le brioches
Trips of a Shell
Infuso di riso
I viaggiascrittori
Una penna in viaggio
Profumo di follia
Turisti per sbaglio
Trip or Trek

Buon divertimento. So che alcuni di voi hanno ricevuto nomination plurime e ora avranno liste infinite di domande, ma ci tenevo a includervi! 🙂

  1. Grazie per la nomina! Al Liebster Award ho partecipato già un paio di volte negli anni passati, ma credo che risponderò anche stavolta perché è divertente ed è passato un sacco di tempo.

    Mi è piaciuta molto la tua risposta sul nome del blog, hai scelto un nome che ha un bel significato per te. Spesso vedo nomi che non sanno di niente e contengono solo la parola viaggio, ci rimango sempre un po’ perplessa. Sai che non ho mai pensato di scegliere i ristoranti con la guida Michelin?

    • Sarà un piacere leggere le tue risposte! Secondo me la guida Michelin è utile per fare una prima selezione di ristoranti, in base a ciò che si cerca: per scegliere, poi, la cosa migliore è andarli a vedere e seguire l’istinto!

  2. Grazie mille per la nomina Ilenia ❤️ sei stata gentilissima ! Hai scelto davvero un bellissimo nome per il tuo blog, dal significato importante! E l’esperienza in Sudafrica è stata da brivido… Probabilmente le risate erano le tipiche risate nervose! Ahaha
    Un bacione cara ☺️

    • Grazie mille a te! <3 Sì, molto probabile, risate isteriche di quando non sai che pesci pigliare! Però sono esperienze che non si dimenticano, questo è sicuro 😀

  3. Ciao Ilenia, grazie per la nomina! Appena posso mi metto all’opera 🙂
    Mi ha colpito molto la risposta nella quale spieghi come hai scelto il nome del tuo blog. La trovo una scelta molto originale e, da appassionata di cinema, mi sono già segnata il titolo del film. Sono curiosa di vederlo! 😀

  4. Ciao Ilenia e grazie di cuore per la nomination – tra l’altro le domande sono super belle e non vedo l’ora di rispondere 🙂 sono rimasta particolarmente impressionata nel leggere la tua brutta esperienza in Sudafrica, sembra una sequenza di sfighe da film dell’orrore. Ma sei qui per raccontarlo perciò la conclusione sarà stata positiva 😀
    La descrizione del piatto mangiato a Colmar mi ha fatto venire un languorino, altro che insignificante. Grazie ancora e buona giornata! 🙂

    • Allora aspetto di leggere le tue risposte! Guarda, io non dimenticherò mai quel posticino a Colmar 😀
      E comunque anche la cittadina è molto bella, vale una visita. Buona giornata a te!

  5. Grazie per aver partecipato: è bello conoscerci un po’ di più e questo, secondo me, è un modo carino per farlo.
    Non ho mai visto il film che ha ispirato il nome del tuo blog e ora sono curiosa di vederlo: adoro Nora Jones come cantante e non sapevo sapesse anche recitare.
    A Parigi ha riservato la stessa (brutta) sorpresa anche a me: confidando un po’ troppo nel mio francese, invece di un piatto di riso mi sono vista servire l’animella..
    Ritrovarsi in Sudafrica in quelle condizioni non deve essere proprio simpatico, eh? Per fortuna l’avete presa a ridere 😉

    • Grazie a te! Hai ragione, questo gioco di interviste è molto divertente e carino. Anche a me piace Norah Jones e nel film, ovviamente, la colonna sonora è sua: bellissima.
      Aiuto, le animelle no!!! Il menu francese è davvero ingannevole, non sai mai cosa ti troverai nel piatto. Un’altra fregatura l’ho presa con una “terrine” che mi ero immaginata come una specie di pasticcio o sformato, e invece era gelatina con dentro pezzettini di qualcos’altro…

  6. Ciao Ilenia, grazie per aver partecipato e per aver risposto alle domande.
    L’esperienza in Sudafrica dev’essere stata terrificante, meriterebbe un post a parte!
    Sono molto curiosa di leggere come risponderanno i tuoi “nominati” in particolare alla seconda domanda.
    Buona serata,
    Silvia.

    • Sono curiosa anch’io! E tu? Qual è la prima cosa che fai quando arrivi in un paese straniero? 😀

      • La prima cosa che faccio di solito quando arrivo in un posto nuovo è una passeggiata: un po’ a caso, senza una destinazione precisa, per “acclimatarmi” e cercare di capirci qualcosa. Buona serata!

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