La tradizione del tè nero + un pomeriggio d’inverno

Il mondo si divide in due categorie: chi ama il tè e chi ama il caffè. O così si dice. Io sono sempre stata a favore del tè. Non ho dubbi che il detto inglese secondo il quale non esiste dolore che una tazza di tè non possa alleviare abbia un fondo di verità. Nei film ambientati nella vecchia Inghilterra si vedono spesso le signore bere tè nei momenti di disperazione. Non so se sia una proprietà fisica, il calore della bevanda, il fatto stesso di concentrarsi sull’atto di bere, ma funziona. Il tè, a dispetto della teina, distende i nervi. Qualcuno sostiene che gli amanti del tè cercano la saggezza orientale, quelli del caffè abbracciano l’efficienza occidentale. Il caffè sveglia, ma il tè nero non è da meno. Solo che lo fa in modo diverso, con calma.

un afternoon tea a bergamo

Assam, Ceylon, cinese, indiano, con aggiunta di spezie: ognuno ha il suo preferito. Se è vero che il tè nero, rispetto a quello verde, contiene meno antiossidanti, gli altri benefici restano intatti. Quelli psicologici, per esempio. Una buona tazza di tè alla vaniglia o al cacao migliora l’umore, scalda nelle giornate gelide e conforta quando siamo stanchi o giù di morale. Se viene abbinata a dei biscotti friabili o a una fetta di torta, poi, l’effetto coccole è assicurato. Ma prima di passare alla parte golosa, vediamo cosa successe quando il tè sbarcò in Europa.

tè nero e biscotti

LA TRADIZIONE DEL TÈ DELLE CINQUE

In tè arrivò dall’Oriente in Europa nel 1600 e si diffuse soprattutto in Gran Bretagna, entrando a far parte della vita quotidiana dei cittadini. Con il tempo si cominciò a distinguere tra High Tea e Low Tea. Il Low Tea era così chiamato perché gli ospiti sedevano in comode poltrone, davanti a tavoli bassi. È il famoso tè delle cinque, diventato un rituale dell’upper class britannica alla fine degli anni 1850. Veniva servito con frollini, burro, torte, scone, crema o confettura. Secondo il galateo vittoriano, al tè nero si aggiungeva una nuvola di latte o di panna. Il cosiddetto High Tea, al contrario, era un pasto tipico della classe operaia e solo più tardi si è diffuso anche tra i ricchi, la domenica, perché i domestici avessero un giorno di riposo. Al tè nero si accompagnavano torte, formaggio, patate, biscotti d’avena e pane. Un po’ come accade oggi con il brunch.

Tè nero Assam e biscotti, la ricetta contro il freddo

In questi giorni fa freddo, a Milano. Le mani ghiacciano anche sotto i guanti di lana mentre si aspetta il tram per tornare a casa. Ci si sente rigidi, infreddoliti, ci si stringe nel cappotto. Si desidera soltanto aprire la porta e sentire il calore del soggiorno, magari il profumo di cannella sprigionato da una candela, e il silenzio del pomeriggio. Per me non esiste momento più confortevole, più hygge, di quello in cui mi sistemo sul divano con la tuta, un plaid e un vassoio di tè e biscotti. Sento il corpo rilassarsi, la mente svuotarsi, lasciare spazio alle sensazioni belle. Il profumo del tè nero mi abbraccia. La fragranza dei biscotti al cioccolato mi coccola. Il tè Assam, che viene dall’India, è perfetto d’inverno. Il cioccolato è perfetto sempre. Ne parleremo a breve; nel frattempo, enjoy your cup of tea.

tè del pomeriggio

Dove prendere un vero AFTERNOON Tea

Si trovano spesso le sale da tè che servono il tradizionale Afternoon Tea. A Londra si va da Claridge’s, hotel di lusso dove gustare una delle trenta miscele accompagnata da scones e crema. Oppure da Fortnum & Mason a St Pancras, dove si possono scoprire i segreti del tè gustando i piccoli sandwich al salmone e una tazza di white tea..

A Milano, per un tè delle cinque anglo-francese bisogna andare a Palazzo Parigi, lo splendido hotel in zona San Marco che offre un Afternoon Tea con i pasticcini di Ladurée.

  1. Io prediligo tè o caffè a seconda dei momenti della giornata: al mattino devo iniziare con una tazza di caffè, possibilmente lungo e senza zucchero, mentre il pomeriggio (soprattutto la domenica), non riesco a fare a meno di un tè senza zucchero e con un goccio di latte. Quando ho la febbre per esempio, mi nutro solo di tè e biscotti perché mi sembra l’unica cosa che non mi faccia stare peggio, quindi vedi che alla fine gli inglesi hanno ragione…

    • Blueberry Stories

      Hanno ragione sì, e hai ragione anche tu quando dici che tè e biscotti sembra l’unico rimedio ai giorni da “influenzati”. Sono la salvezza. Io dico sempre che nella mia dispensa non possono mancare riso, olio, parmigiano, tè, yogurt, biscotti, miele e cioccolato. Il kit della sopravvivenza!

  2. Anch’io come Silvia, caffè la mattina, tè nel pomeriggio o comunque quando ho un po’ più di tempo da dedicarmi, tipo la domenica mattina. Il tè anche solo con un paio di biscotti per me è sinonimo di coccola 😍

    • Blueberry Stories

      Esattamente. Il tè coccola. Anch’io comunque bevo tè e caffè, in base all’umore. Pur restando una tea lover, ammetto che un buon espresso fatto come si deve, mi piace sempre, soprattutto dopo pranzo. Anche il caffè americano o quello filtrato francese non sono male, all’occorrenza. Un abbraccio!

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