Se un giorno d’estate un viaggiatore, a Yosemite…

…si ferma a osservare il profilo di rocce antiche e il loro riflesso nelle acque limpide di un lago, si innamora. Della Natura. Le vette ammantate di foschia dei monti più alti d’America mi catturano come un incantesimo. Da bambina non amavo la montagna. Mi sentivo in trappola, circondata da giganti che non mi permettevano di scappare. Eppure, la prima volta che sono stata a Yosemite, a diciotto anni, mi sono sorpresa a respirare. A pieni polmoni. Senza limiti. E ho capito che i monti non ingabbiano, ma proteggono. Siamo tutti parte della grande Natura.

Yosemite Park, Tenaya Lake

Magiche simmetrie

Ricordo che, quando sono tornata per la terza volta (ormai l’avrete capito: sono una che ritorna con gioia negli stessi luoghi) nel parco, ero con un’amica. Le ho detto: “Questo luogo mi ricorda Il Signore degli Anelli. Sai quando Frodo e gli altri incontrano gli Argonath?” Anche se il film è stato girato in Nuova Zelanda, ci sono luoghi nel mondo che si rispecchiano gli uni negli altri. In qualche modo, credo che la natura abbia una simmetria particolare. Andiamo lontanissimo e scopriamo angoli che ci riportano a casa. Cerchiamo paesaggi nuovi e finiamo per vedere le somiglianze con quelli a noi familiari. In Sudafrica, mentre attraversavamo il canyon, la mia amica austriaca esclamò: “Questi boschi mi fanno pensare all’Austria.”

ˆYosemite - boschi

Nel cuore di Yosemite

Anche nel parco di Yosemite, di tanto in tanto, ho avuto la sensazione di ritrovare aria di casa, di Alpi. Ma i profili delle montagne, gli alberi, la luce, sono diversi. Ogni volta la visita comincia a Yosemite Valley, dove si ammirano rocce e cascate e dove si fa tappa al Visitor Center, per rifornimenti. Mappe, informazioni, acqua, barrette energetiche e caffè. C’è aria di avventura, di arrivi e partenze, gente allegra che fa acquisti, si riposa dopo una lunga camminata o guarda la mappa prima di mettersi in marcia. Da qui, infatti, partono diversi sentieri che si inoltrano nel parco.

ˆYosemite Valley, Half Dome

Uno è il Valley Loop Trail. Attraversa la valle e porta a vedere il massiccio El Captain, un monolite di roccia granitica che fu così chiamato da chi esplorò questi luoghi nel 1851, il Mariposa Battalion. Tradussero il nome dato alla roccia dai nativi americani, che probabilmente significava “grande capo”. È il percorso ideale per il primo giorno nel parco, quando si familiarizza con l’ambiente. L’ho percorso con una mia amica, chiacchierando di romanzi e scrittura. Le stavo raccontando la trama di una storia fantasy, con la luce del pomeriggio che filtrava tra gli alberi. L’atmosfera era quasi mistica. Sono momenti in apparenza normali, che però si fissano nella memoria. Mi sembra che stia succedendo adesso, se ci ripenso. Il tempo, forse, non esiste affatto.

Gli altri due sono il Four Mile Trail e lo Yosemite Falls Trail. Ci vuole un giorno intero per ciascun percorso, quindi, avendo solo due giorni, bisogna scegliere. Cosa prevale, il potere dell’acqua che scende fragorosa sulla roccia, oppure la tranquilla bellezza di Half Dome, la “cupola” di pietra che emerge come un dinosauro dalla foschia?

Le Signore Sequoie

Noi abbiamo scelto di passare sotto le cascate. Si respira il profumo di sottobosco, aghi di pino e terra umida, accompagnati dal rumore dell’acqua e dal cinguettio degli uccelli. Yosemite, per certi versi, è familiare. I monti, le foreste, i laghi azzurri… a chi conosce le Alpi, come dicevo, può non sembrare un paesaggio nuovo. Solo che poi, quando ti fermi a guardare davvero, cambi idea. No, non è del tutto familiare. La forma delle rocce, la profondità della valle, il senso di vastità che si prova, è diverso. Credo appartenga ai grandi spazi americani.

Poi mi rendo conto di una cosa: da noi, in montagna si abita da sempre. Qui, l’impressione è di essere soli con la Natura. È il regno degli alberi, e infatti non si può lasciare il parco senza visitare le Signore Sequoie. Vivono in tre zone, tra cui Mariposa Grove, vicino all’ingresso sud di Yosemite. Guardando questi giganti immobili, eppure così vivi, mi sono sentita minuscola. Sono i saggi della Terra, coloro che sanno tutto di noi e di ciò che noi ignoriamo. Li ho abbracciati, promettendo di amare e rispettare sempre la Natura.

I riflessi del Lago Tenaya

Yosemite è splendido anche quando si è in macchina e si osserva il paesaggio attraverso il finestrino. Ci sono diversi punti panoramici lungo la strada: il migliore è Glacier Point, aperto da fine maggio a novembre. Da qui si ammirano le cascate e Half Dome, che emerge da una nebbia azzurrina simile a quella delle Blue Mountains australiane. Un effetto che a Yosemite non è dovuto all’essenza di eucalipto, ma all’insieme di colori che tingono il paesaggio: cobalto, smeraldo, graffite e verde muschio.

La strada che attraversa il parco porta al passo Tjoga, anch’esso aperto solo d’estate. È un percorso spettacolare, che permette di ammirare anche i piccoli laghi di Yosemite. Il Tenaya Lake è una gemma sullo sfondo dei monti ricoperti di neve. Fa freddo anche ad agosto: scendo dall’auto con la maglietta e risalgo subito a prendere la felpa. Ma è bello sentire quel profumo di pulito, toccare l’acqua e vedersi riflessi insieme agli alberi e alle montagne. Sono affezionata a questo lago perché mi ricorda momenti felici. Perché è puro, cristallino, e nel caos delle strade e delle città è impossibile trovare qualcosa di simile. Ci si dimentica perfino che esiste, la purezza.

L'alba su Mammoth Lakes

Mammoth Lakes

Pura è anche la luce dell’alba a Mammoth Lakes, a sud/est della Yosemite Valley. La strada che conduce nella nota località sciistica si arrampica tra boschi di pini, altipiani coperti d’erba e rocce che appaiono in lontananza, quasi azzurrine. Realtà e fantasia si confondono nei ricordi, ma un dettaglio non cambia mai: la consistenza cristallina dell’aria sulle montagne, quando usciamo dall’hotel, il Sierra Nevada Resort & Spa, alle sei del mattino dopo una colazione davanti al caminetto acceso. È così chiara che sembra provenire da un altro universo. La sera, dopo cena, non c’è molto da fare: la cittadina è sonnolenta e il calore del fuoco è troppo invitante per uscire.

DOVE, COME, QUANDO

Mariposa Grove è chiuso fino all’autunno del 2017. Se state programmando un viaggio a Yosemite per quest’estate, ricordate che, per vederle, dovrete prevedere una camminata di un paio di chilometri per raggiungere Tuolumne o Merced Grove.

Il passo Tioga è aperto in genere da fine giugno, inizio luglio. Il periodo migliore per visitare il parco, quindi, è sicuramente l’estate. Si paga un ingresso per la macchina, non per i passeggeri. Il costo del pass è di $30.

Il viaggio può continuare verso San Francisco, oppure nei vigneti della Sonoma Valley. O, facendo il percorso inverso rispetto al nostro, si va a Las Vegas, cambiando paesaggio ed esplorando il deserto e arrivando fino al Grand Canyon. Consapevoli che, in ogni caso, la grande protagonista sarà sempre la Natura.

*Ho riscritto questo articolo, uno dei primi pubblicati sul blog, per darvi informazioni più aggiornate e complete.

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  2. Pazzesco, ci siamo emozionati!
    Come direbbe Alexander Supertramp “non amo l’uomo di meno, ma la natura di più.” ❤️

    • <3 I paesaggi naturali mi emozionano più dei grattacieli o dei musei… senza nulla togliere all'arte e all'architettura. Solo che la Natura è più grande di noi. La vostra citazione rende perfettamente l'idea!

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