STATI UNITI VIAGGI

In Florida, nelle isole Keys sulle tracce di Hemingway

Alle isole Keys mi ha portato Hemingway. La maggior parte dei miei viaggi è ispirata dagli scrittori, dai luoghi che, grazie alla loro presenza, si tingono di poesia. Ernest Hemingway è uno dei personaggi più eccentrici e affascinanti della letteratura americana. Un viaggiatore, un osservatore, un critico e un ribelle, i cui libri si possono amare oppure odiare, ma non lasciano indifferenti. Quando studiavo letteratura americana, mi divertivo a tracciare la mappa dei posti legati agli scrittori. E accanto al nome di Hemingway c’era Key West. Così, quando ne ho avuta l’occasione, ho deciso di partire per quell’isola che, nella mia mente, fluttuava a metà tra la realtà e la fantasia.

Key West spiaggia

In viaggio verso Key West

In realtà, il viaggio è cominciato a Miami. Erano i tempi in cui ancora riuscivamo a viaggiare spensierate, con la macchina, senza scadenze di lavoro e, soprattutto, senza internet. Non parlerò di Miami, però. È una città che sono contenta di avere visto ma che fatico a descrivere, forse perché non sono riuscita a sentirmene parte. Troppo lusso, troppo patinata. Sembra quasi finta. Voglio cominciare dal momento in cui abbiamo preso la famosa 1 South, la strada che conduce verso le isole Keys. Le Florida Keys sono un arcipelago che si estende per 160 chilometri fra l’Atlantico e il Golfo del Messico e costituiscono l’unica barriera corallina ancora vivente del Nord America. Le spiagge bianchissime sono circondate da palme e mangrovie, il colore del mare varia dal blu al verde smeraldo.

Upper Key, l’isola più grande dell’arcipelago, è la porta di accesso alle meraviglie sottomarine del John Pennekamp Coral Reef State Park. Seguono Islamorada e Middle e Lower Keys, separate dal suggestivo Seven Mile Bridge. Si incontrano parchi naturali come il National Key Deer Refuge, un rifugio per i cerbiatti che popolano le isole e che sono in via d’estinzione, e Bahia Honda, con spiagge caraibiche e acqua cristallina. Nel percorso attraverso le isole, si prova la sensazione di lasciarsi qualcosa alle spalle. Il lusso artificiale, forse. Qui si respira un’aria diversa, ed ecco che allora il percorso in macchina diventa un viaggio indietro nel tempo, verso altre atmosfere. 

Key West: là dove il tramonto è più bello

Infine arriviamo a Key West, la più meridionale delle isole. Case bianche e azzurre, alberi dai fiori rossi, il porto brulicante di vita. Nelle stradine del centro ci si può fermare a comprare un sigaro alla cannella, bere una birra allo Sloppy Joe’s Bar e mangiare crostacei e pannocchie in un ristorante del porto, con vista sulle barche attraccate. L’importante è trovarsi a Mallory Square all’ora del tramonto. Così avevamo letto in un libro. Arrivate davanti al mare, siamo rimaste in silenzio. Il sole scendeva lento verso il mare, colorando il cielo di tutte le sfumature dell’oro. Si crea, in quel momento, uno strano legame tra le persone presenti. Siamo sconosciuti che arrivano da ogni parte del mondo e che condividono un piccolo tratto di strada. Un sentimento bello, di pace e serenità, riempie l’anima.

Le case colorate di Key West

UNA CASA SULL’ISOLA

Sono rimasta incantata dall’hotel Lighthouse Court, una costruzione tipica del posto, con un portico dove ci si rilassa su un’altalena bianca, proprio come nei film. All’interno, il giardino con la piscina contribuisce a creare un’oasi di pace. Le stanze sono luminose, eleganti, ariose. La sera si cena al porto, in uno dei ristoranti che propongono pesce fresco e prodotti locali. Un giro per le vie allegre, tra negozi di sigari e musicisti di strada, permette di assaporare l’atmosfera dei tropici. E si riconosce il profumo della città: vaniglia e cardamomo, con una punta di salsedine.

Key West - casa con albero - una tipica costruzione delle isole Keys

L’isola dello scrittore

Dopo l’alba, il caldo avvolge invece di infastidire. Ne approfittiamo per scoprire alcune dimore storiche, come la casa in cui visse Hemingway, immersa nella vegetazione tropicale. Poi la prima sede della compagnia aerea Pan American, circondata da alberi secolari, e il punto più a sud degli Stati Uniti. Vediamo indicata la distanza da Cuba: 150 miglia, contro le 260 da Miami. Una cascata di fiori bianchi, un ombrello di fiori cremisi, palme, rami intrecciati tra loro rendono i giardini dei quadri in cui perdersi. Fuori dalla cittadina, le spiagge bianche e spazzate dal vento invitano a fermarsi per un bagno.

Pan American house

“Non si dovrebbe mai desiderare troppo” disse il colonnello. “Perché si rischia sempre di ottenere quel che si desidera.”

So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata.

Key West trees

LA DOLCEZZA DELLA KEY LIME PIE

Ripartite da Key West, ci siamo dirette a Big Pine Key, fermandoci in una piccola pasticceria per a una sosta golosa. Nella Sugarloaf Factory ci siamo sentite, all’improvviso, in un locale di Stars Hollow, la cittadina di Gilmore Girls. Seguendo il consiglio delle proprietarie sorridenti e gentili, abbiamo ordinato una fetta di Apple Pie, alta e cremosa, e due di Key Lime Pie, una torta al limone in cui la crema morbida contrasta con il biscotto croccante. Il dolce gustato nel giardino silenzioso resterà nei miei ricordi. Sono piccoli momenti, in fondo, attimi di gioia dati da un dolce e un panorama, a restare impressi nella memoria e a rendere un viaggio speciale.

No Name Pub - Florida Keys

Le altre isole Keys

Inseguite da un temporale, abbiamo raggiunto Big Pine Key. Seguendo le indicazioni delle signore dello Sugarloaf, svoltando a destra ci siamo inoltrate nei boschi di No Name Key. La fantasia degli Americani, dopo avere nominato tutte le isole, doveva essersi esaurita. Qui abbiamo incontrato un Key deer, cerbiatto nano, dolcissimo abitante del parco naturale. Intanto cercavamo il No Name Pub, un locale dal fascino on the road (leggi: frequentato da tipi muscolosi e tatuati, che si scolano birre e parlano con un accento incomprensibile). E l’abbiamo trovato. Le pareti sono tappezzate di banconote verdi, lasciate dagli ospiti di passaggio che si divertono a contribuire all’originale mosaico. Naturalmente abbiamo lasciato anche noi il dollarino con un messaggio. Intanto, fuori si scatenava il temporale.

Isla Morada, Keys

ISLAMORADA, L’ISOLA DELLA PESCA D’ALTURA

L’ultima tappa alle isole Keys è stata Islamorada. Gli aironi bianchi fanno compagnia mentre si guarda il crepuscolo accanto agli scogli, cullati dal vento e dal mare. La cena al Seafood grill vicino al porto non delude. La cucina della Florida è particolare, improntata sui prodotti del mare con un tocco di Messico, spezie e agrodolce. Il tonno alla griglia si trova ovunque ed è ottimo, accompagnato da riso, verdure, spezie, cocco. Il Chesapeake resort è tranquillo, semplice; la colazione è servita all’aperto, su tavoli di legno ricavati da un tronco.

Ora non è il momento di pensare a quello che non hai.
Pensa a ciò che puoi fare con quello che hai.

 

Everglades National Park

Nelle terre paludose delle Everglades

Dopo la dolcezza delle isole Keys, la sosta nelle Everglades mi ha riportato alla realtà. Le paludi sono così umide da togliere il respiro. Con coraggio ho provato a seguire alcuni percorsi a piedi tra le mangrovie, fermandomi ad osservare gli acquitrini in cui vivono i coccodrilli. Ma riesco solo a pensare al caldo, alle gocce di sudore che mi imperlano la fronte. Everglades City non è altro che un gruppo di costruzioni intorno a una chiesa, con strade deserte e negozi invisibili che non offrono grande conforto al viaggiatore. Meglio proseguire, godendosi la costa occidentale fino a Naples e al La Playa Resort. Sudate, stravolte, siamo accolte da un baldo giovane biondo e abbronzato in questo paradiso tropicale con una lunga spiaggia bianchissima, un mare caldo e trasparente e un tramonto dorato che scivola nell’acqua. Grazie al cielo. Paludi? Mai più.

Everglades

i miei INDIRIZZI NELLE ISOLE KEYS

• Lighthouse Court Hotel • storico hotel di Key West, accogliente, particolare, con un’ottima colazione
• Chesapeake Resort, Islamorada • semplice, informare, tranquillo, ideale per una tappa lungo il viaggio
• No Name Pub, No Name Key • il bar con le pareti tappezzate di banconote
• Sloppy Joe’s Bar, 201 Duval Street, Key West, FL 33040 • il locale frequentato da Hemingway

LIBRI

• Ernest Hemingway, Fiesta, ed. Mondadori
• Ernest Hemingway, Addio alle armi, ed. Mondadori
• Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare, ed. Mondadori

  1. Grazie Daniela! 🙂 Leggo in ritardo ma ricambio di cuore!

  2. Come sempre ottimo articolo ! Luoghi da sogno e descrizioni che ti entrano dentro! Complimenti Ilenia!
    Un bacione 🙂

    • Grazie di cuore! Sono contenta se riesco a trasmettere almeno una parte delle emozioni provate. Quando rileggo gli appunti dei viaggi passati, mi sembra di essere di nuovo in quei posti e scrivere serve a convincermi che ci sono stata davvero 🙂

  3. Pingback: Da Sanibel a Orlando, nel cuore della Florida – Blueberry Stories

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