In treno a Kuranda, come nell’epoca coloniale

Kuranda è uno dei quei posti in cui vai perché sei curioso, ma torni con un po’ di amaro in bocca. La delusione fa parte della vita, giusto? Maggiori sono le aspettative, più grande può essere la delusione. E io ne avevo tante, di aspettative, quando sono arrivata nel Queensland. Mi ero già accorta a Sydney che i luoghi, la seconda volta, non danno le stesse emozioni della prima. Con le città però è diverso, si crea un legame che va al di là del semplice “guardare” e che affonda nella quotidianità, nelle abitudini, nei ricordi delle persone che le abitano. Quando invece torni in un luogo che hai visitato brevemente, l’impatto può essere strano. Ricordavo Port Douglas come una cittadina allegra, con un mercato variopinto dove avevo comprato la torta salata migliore del mondo e bevuto ananas appena spremuto. Invece ho trovato una città “finta”, di ristoranti turistici, ville e boutique.

Kuranda, un villaggio di montagna nella foresta pluviale

Una gita senza l’effetto “wow”

Erano falsati i miei ricordi? La globalizzazione ha rovinato l’atmosfera? Sono cambiata io, perché allora ero spensierata e adesso sono più cinica? La teoria della relatività vale in tutti i campi della vita, temo. Anche se la bellezza oggettiva esiste, non la percepiamo tutti allo stesso modo. E le sensazioni che proviamo dipendono da come stiamo. Perciò non posso sapere se l’impatto con Kuranda sia stato deludente perché non ero nello stato d’animo adatto, o perché il posto non è niente di che. Giusto, vi starete chiedendo dov’è e cos’è Kuranda. Si tratta di un villaggio in mezzo alla foresta pluviale, nel Queensland, Australia.

In viaggio lungo la Scenic Railway

Dopo una serie di articoli nordici, per una strana associazione di idee mi è tornato in mente questo luogo sperduto. Gli australiani lo pubblicizzano perché, in effetti, il paesello vive sul turismo. Hanno sfruttato il fascino coloniale della Scenic Railway, la ferrovia costruita tra il 1882 e il 1891 per collegare la costa a questo avamposto tra le montagne. I turisti salgono a frotte sul treno che viaggia lento tra gole e gallerie verdi, seduti sui sedili di legno. Scendono alle fermate stabilite e fotografano il panorama, montagne e verdi abissi. La linea ferroviaria passa su ponti, sotto gallerie e accanto a pareti di roccia costò la vita a numerosi operai. E nonostante la bellezza di un tempo delle carrozze, non riesco a entusiasmarmi. A dire il vero non sono stata fortunata con il clima: credo di avere trovato la stagione secca più umida di sempre. Sarà per le nuvole grigie che spengono i colori, o per il cielo lattiginoso, se non sono riuscita ad esclamare “wow”.

Nel villaggio di Kuranda

In ogni caso, la stazioncina di Kuranda con le sue piante rigogliose è la parte migliore della gita. Il villaggio è un insieme di negozi a uso e consumo dei visitatori di passaggio, che si divertono a spulciare tra manufatti, ninnoli, stoffe e oggetti di artigianato locale esposti al mercato coperto. C’è perfino uno zoo – uno zoo, capite? Mi inoltro nella foresta pluviale, in uno dei luoghi più remoti del mondo, per trovare uno zoo. Sconsolata ma ancora ottimista, mi sono aggirata per le vie di Kuranda, dove vive la popolazione aborigena dei Djabugay. Molte persone in cerca di uno stile di vita alternativo si rifugiarono qui negli anni Sessanta, promuovendo la nascita di botteghe artigiane e atelier d’artisti. Un gruppo di aborigeni indugia su un muretto, osservando i turisti che entrano ed escono dai negozi. Chissà cosa pensano. Esiste anche un Butterfly Sanctuary, ma non oso entrare.

la stazione di Kuranda, nella foresta del Queensland

Street food a Kuranda

L’australiano che mi ha accompagnata fin qui mi suggerisce di assaggiare una delle loro famose pies (frolle salate ripiene di formaggio e verdura, oppure carne) da Annabel’s Pantry. E come spesso accade, il cibo mi consola, soprattutto gli Anzac biscuits con cocco e avena. In effetti, nel villaggio sembra andare di moda lo street food. La gente compra una pie e la mangia mentre cammina tra le bancarelle. Si mescolano i profumi e le voci. Il caos è allegro nonostante la pioggia che va e viene.

DOVE E COME PRENDERE IL TRENO

Per andare in treno a Kuranda esistono due opzioni. La prima prevede due ore di viaggio, con partenza dalla stazione di Cairns. La seconda consiste nel raggiungere la cittadina di Freshwater e partire da lì. Il tragitto dura 1 ora e 40 minuti con una sosta di 10 minuti a Barron Falls Station, dove si ammirano le cascate. 

Naturalmente si può fare anche il discorso opposto: andare a Kuranda in macchina o con lo Skyrail Rainforest Cableway, una bidonvia che viaggia sopra la foresta, e tornare in treno. 

Tornando verso Port Douglas, il mio australiano si ferma a Palm Cove, una cittadina graziosa con una bella spiaggia, filari di palme e caffè che si animano nelle serate estive, quando cala il sole e si viene sul lungomare a vedere il tramonto. Un cartello enorme avvisa di non entrare in acqua: il pericolo delle meduse e dei coccodrilli è sempre in agguato. L’Australia è così, offre la bellezza dell’oceano ma senza il piacere di nuotare.