Le due stagioni di Stoccolma

La prima volta che sono stata a Stoccolma faceva così freddo che ricordo con autentico piacere solo il caffè in cui mi sono rifugiata a Gamla Stan, dove una signora sorridente mi ha fatta sedere accanto al fuoco e servito una cioccolata fumante per aiutare il disgelo. Non ero vestita in modo adeguato per le temperature invernali.

Stoccolma - Gamla Stan

Regola numero uno quando si va al Nord in inverno: coprirsi. Gli strati non sono mai troppi. In un clima irreale, con il sole che tramontava nel primo pomeriggio e il ghiaccio sulle strade, mi ero innamorata però della città vecchia, simile a un borgo di streghe e gnomi. Avevo perfino visitato lo Skansen, il museo all’aperto, sentendomi come una delle anatrine congelate sul laghetto, e mi ero trascinata a Uppsala, la città universitaria, che quel giorno era una distesa bianca da cui spuntavano i tetti delle case.

Le fiabe popolari raccontate da un amico svedese durante una piacevole cena mi avevano affascinata, e in quel mondo di neve e di vento glaciale mi era venuta voglia di tornare. Qualche anno dopo, eccomi ad organizzare un viaggio on the road ad agosto (!) da Milano a Stoccolma, con soste nelle città svedesi lungo il percorso.

Vadstena, svezia

Sul lago Vättern

Lungo la strada, mi rendo conto che la Svezia è una terra d’acqua. Non solo per via degli acquazzoni presi percorrendo le autostrade deserte, fiancheggiate da boschi e costellate di cartelli che avvisato del pericolo “attraversamento alci”. Ma anche, e soprattutto, perché offre il meglio di sé sui laghi e sul mare. Jonköping, sul lago Vättern, è una città piuttosto anonima, moderna, pulita, senza picchi di bellezza.

Eppure, al crepuscolo, sul lago, si passeggia accanto agli affumicatoi per le aringhe e si sente quel profumo forte, di legno e di pesce, che riporta a un tempo lontano, ai villaggi dei pescatori, alle storie raccontante attorno al fuoco e alle feste della luce per celebrare l’estate. I ristoranti del porto sono ospitati in edifici che assomigliano a barche, dove il piatto si sceglie indicando su una parete il disegno del pesce che si desidera mangiare. A meno che, naturalmente, non siate esperti conoscitori di tutte le specie ittiche dei mari freddi.

Il monastero di Vadstena

Ancora più affascinante è un villaggio che scopriamo quasi per caso, seguendo una suggestione letteraria: si tratta di Vadstena, cittadina medievale che ospita un castello e un monastero fondato da Santa Brigida nel 1350. Non è difficile immaginare di venire qui a meditare, pensare, o semplicemente ammirare il panorama.

Il lago è tranquillo, accarezzato dalla luce un po’ magica che segue la pioggia, e le anatrine scivolano placide sulla superficie. La strada principale del paese è rimasta come un tempo, con le case strette l’una all’altra, i negozi, i caffè da cui si diffonde profumo di cannella, burro e zucchero e il municipio più antico della Svezia.

Caffè e Kanelbullar

Lo so, la vostra attenzione è rimasta sul dolce: giustamente, perché le torte svedesi sono una delizia. La cannella è nella torta di mele, soffice e piena di frutta (e di burro, sospetto) e nella kanelbullar, una sorta di brioche appiccicosa e buonissima. Anche il caffè non è niente male, se amate quello filtrato in cui inzuppare la detta brioche. L’hotel che ora è ospitato nel monastero è talmente bello che rimpiangiamo di non avere pensato di dormire qui. Ho l’impressione che, al calar del sole, tra le vestigia del passato spuntino le fate.

Case svedesi

Stoccolma

Superata Norrköping, che non ci colpisce particolarmente, e un villaggio tradizionale svedese che non vediamo causa acquazzone violento, compaiono i cartelli per Stoccolma e, incredibilmente, anche il sole. Un sole che non ci abbandona nei quattro giorni nella capitale, che mi appare decisamente diversa dalla città invernale con le luci natalizie. Scopro così che d’estate Stoccolma è festosa, colorata, vivace. La parte moderna può non colpire, anche se passeggiando si incontrano palazzi eleganti e giardini segreti che invitano a sbirciare all’interno.

Stoccolma - barche

Ma Stoccolma va vissuta sull’acqua, prendendo i traghetti, attraversando i ponti, osservando la gente che fa il bagno tuffandosi dai moli di legno (approfittando del momento di grazia dei 28 gradi) ed esplorando le isole. Credo che le città che possono vantare una baia abbiano una marcia in più, una bellezza particolare data dall’incontro tra uomo e natura.

Tra le isole

La parte migliore è il viaggio che dal Municipio (da visitare assolutamente) porta, in traghetto, al palazzo di Drottingholm, su un’isola a ovest della città. Si attraversano baie e isolotti verdi, e l’invidia mi coglie impreparata quando vedo le case con il molo privato, immerse nel verde. Il palazzo reale si staglia contro il cielo blu, maestoso e severo con le sue torri e le sue guglie.

Trascorriamo un piacevole pomeriggio visitando le sale e i giardini, ascoltando la storia della monarchia svedese e godendoci la sensazione di essere lontani da tutto, ospiti di re e regine del passato, dei loro lussi discreti (come è normale nei paesi scandinavi) e dei loro passatempi estivi.

casa rossa in Svezia

negozio in Svezia

Skansen, Stoccolma

Vasa e Skansen Museum

Un altro giorno è dedicato allo Skansen e all’isola di cui fa parte, Djurgården, dove si trova il noto Vasa Museum. Qui è conservato uno splendido vascello vichingo di legno del 17esimo secolo, recuperato dal fondo del mare dove affondò a causa del peso eccessivo dei cannoni. La nave è perfettamente conservata, perfino le vele sono ancora quelle originali. Non sognatevi di andare a Stoccolma e saltare il museo.

Lo Skansen ha un altro aspetto con il sole e il caldo. Tanto per cominciare, sono aperte le case tradizionali che permettono di scoprire come si viveva un tempo in Svezia tra stufe, pentole e cuffiette. Poi ci si ferma nella panetteria che sforna dolci tipici e si passeggia nel parco, sbirciando gli animali annoiati.

coppia di alci a Stoccolma

Gamla Stan

La sera, invece, è il momento perfetto per aggirarsi tra le vie di Gamla Stan, curiosare nei negozi, fotografare una vecchia cabina telefonica e cenare in un ristorante locale. A proposito, la cucina svedese può non essere molto varia, ma è deliziosa. Bisogna essere aperti a sapori inusuali – carne, soprattutto – e all’abbinamento formaggio-aringhe che, vi assicuro, è sorprendente. Altrimenti si va sul sicuro e non si resta delusi dal fedele salmone in tutti i modi, dall’halibut e dall’insalata di patate.

Gamla Stan, Stoccolma

cabina telefonica britannica a Stoccolma

I caffè di Stoccolma

Ma veniamo al punto: il caffè dove sostare per ore. I Paesi scandinavi sono pieni di sorprese per chi cerca locali comodi, moderni ma d’atmosfera in cui portare il computer e lavorare, scrivere, o semplicemente vagare tra i blog e le guide turistiche.

Gli abitanti del posto vanno da Johan & Nyström, in stile scandinavo, che offre un’ampia selezione di tè e un caffè niente male, oltre che dolci e divanetti su cui sedersi. Oppure da Fabrique, una bakery con diverse sedi dove ci si perde tra pane e dolci cotti nel forno a legna. Siccome una volta ogni tanto mi piace sperimentare una merenda raw, ovvero crudista, se vivessi nella capitale svedese passerei qualche pomeriggio da Sthlm Raw, sulle panche con i cuscini bianchi e verdi, davanti a una raw cheesecake.

Nella città vecchia, Hermitage è un must per i vegetariani ma attira chiunque ami essere circondato da piante verdi e cesti di erbe aromatiche, mentre gusta piatti a buffet. Nella piazza principale, invece, la torta di mele (o il cinnamon roll) con cappuccino da Chokladkoppen tempra l’anima e il corpo dopo una lunga passeggiata. E prima di affrontare la SECONDA PARTE del viaggio.

Stoccolma moderna

CAFFÈ

Johan & Nyström, Swedenborgsgatan 7, Stockholm
Barista, Götgatan 67, Stockholm
Sthlm Raw, Långholmsgatan 11, Stockholm
Hermitage, St. Nygatan 11 (Gamla Stan)
Chockladkoppen, Stortorget 18 (Gamla Stan)

Gamla Stan, piazza

Gamla Stan, case

Rispondi