Un viaggio in Lapponia per conoscere i Sami

Quando mi sono trovata a guardare l’aurora boreale davanti alla fattoria Sami, con le dita delle mani congelate e i piedi doloranti nonostante l’abbigliamento termico, ho pensato che non ci fosse nulla di più magico al mondo. Più tardi, mentre mi scioglievo davanti al camino acceso e ascoltavo le storie raccontate dal padrone di casa, mi sono stupita perché quella magia, per loro, era normale. Le luci azzurre, verdi e rosse sono loro compagne, illuminano il cielo invernale ogni anno. I Sami, abitanti dell’estremo Nord della Scandinavia, sono abituati a camminare sotto le cortine che danzano nel buio.

renna nella terra dei Sami

Questo popolo ha una storia interessante. Il territorio a cui appartengono, conosciuto come Lapponia, è diviso tra diversi stati, ma le tradizioni sono rimaste vive e i Sami sono orgogliosi di portarle avanti. Non bisogna però confonderli con i Lapponi, perché non tutti gli abitanti della Lapponia appartengono al popolo Sami. E per conoscerli meglio, vi racconto un po’ di loro. 

tramonto in lapponia

Il popolo dei Sami

In origine, la penisola Scandinava era abitata dai Saemieh, o Sami. Era un popolo che viveva di caccia, pesca e, nel periodo vichingo, di commercio di pelli e oggetti fatti a mano. Vivevano in simbiosi con le renne, che erano usate per i trasporti ma anche per il latte e la carne in una terra che non dava molti frutti, specialmente durante la stagione invernale. Le renne sono resistenti al freddo e con la loro pelle si potevano ricavare utensili e indumenti per ripararsi dal gelo. Gli animali pascolavano liberi nella tundra, ma un piccolo marchio permetteva ai padroni di riconoscere le proprie renne e di non toccare quelle altrui. A volte le renne appartenevano a un individuo o a una famiglia, altre volte a una comunità. 

la lapponia finlandese

Dove incontrare i Sami

La terra dei Sami si estende a nord della Scandinavia e attraversa quattro stati, Svezia, Finlandia, Norvegia, Russia. Non ha mai avuto una vera e propria indipendenza; i Sami sono sempre stati soggetti ai governi dei Paesi scandinavi. Nel quindicesimo secolo, Re Gustavo I dichiarò che i Sami dovevano essere parte del suo regno, ma alla fine la Lapponia fu divisa tra Svezia e Norvegia. Tuttavia, i Sami erano liberi di attraversare i confini tra gli stati, almeno fino al 1826. Il conflitto con i governi dei Paesi nordici continuò, ma soltanto nel 1986 i Sami riuscirono ad avere la loro bandiera e l’inno nazionale. Anche se sono ancora subordinati al governo della nazione a cui appartengono, i Sami hanno un loro parlamento e cercano di conservare la loro cultura.

Si riesce a conoscerla, almeno un pochino, parlando con la gente del luogo, che ancora vive allevando le renne e conservando alcune delle antiche tradizioni. Le attività tipiche dei Sami sono racchiuse nella parola “lappone”. In Finlandia, infatti, significava “colui che pratica la caccia, la pesca e l’allevamento delle renne”. Da qualche decennio i Sami hanno abbandonato il nomadismo, ma non le loro attività storiche. Le fattorie sono accoglienti case di legno con il fuoco acceso. All’interno si trovano spesso cimeli antichi, come i pesanti sci che venivano usati per spostarsi sulla neve e sul ghiaccio, gli zoccoli rivestiti di pelle di renna, gli abiti tradizionali rossi e blu e le corna degli animali cacciati, appese alle pareti. All’esterno si trovano le costruzioni di pietra che ricordano le tende tradizionali, di forma conica. 

rito del fuoco dei sami

IN SVEZIA

Chi sceglie di andare in Svezia deve raggiungere la contea di Skellefteå, nell’estremo nord del Paese. Qui si trova il villaggio secentesco di Bonnstan, che non è stato scalfito dal passare del tempo e ha mantenuto le caratteristiche tipiche della cultura sami, con le casette di legno intorno alla chiesa. Nelle limpide notti d’inverno, la distese infinite sono illuminate dall’aurora boreale.

IN FINLANDIA

In Finlandia la meta preferita è Rovaniemi, una città moderna di cui ho già parlato. Purtroppo i tedeschi bruciarono tutto mentre si ritiravano, alla fine della seconda guerra mondiale. Volevano punire i finlandesi per avere accettato la pace con l’URSS. Intorno a Rovaniemi, oltre al celebre villaggio di Santa Claus costruito sul circolo polare artico, si trovano fattorie e allevamenti di renne, case isolate in cui vivono i Sami ormai stanziali.

IN NORVEGIA

La Lapponia norvegese si estende invece intorno a Tromsø, fino a Capo Nord. Se il paesaggio in Svezia e Finlandia è dominato dalla tundra, in Norvegia sono i fiori e le montagne a fare da sfondo alle luci del nord e al sole di mezzanotte. Karasjok e Kautokeino sono i centri dove si contano numerosi residenti Sami, le cui tradizioni sono ancora vive. 

Lo sciamanesimo e le leggende sull’Aurora

Vivendo a stretto contatto con la natura, i Sami credevano nelle forze soprannaturali (halde) degli spiriti che custodivano i boschi, i laghi, i fiumi e che vivevano in blocchi di pietra considerati luoghi di culto. Gli sciamani erano figure venerate in ogni villaggio: per guarire i malati dovevano richiamare l’anima, fuggita nel regno della morte, attraverso un particolare tamburo e l’aiuto di uno spirito tutelare.

LE LUCI DEL NORD

Non è difficile immaginare lo stupore degli antichi di fronte a una natura così immensa e selvaggia, così misteriosa. Ora gli scienziati danno una spiegazione scientifica alle cortine di luci verdi, blu, rosse che si muovono nel cielo lungo il circolo polare, ma un tempo i popoli del Nord le guardavano con sacro rispetto. Per gli Inuit erano manifestazioni dei defunti che danzavano nel cielo, oppure sentieri luminosi che collegavano i mondi. I Vichinghi vedevano in esse le armature delle Valchirie. Secondo i Finlandesi erano create dalle volpi di fuoco della Lapponia, mentre i Sami le ascoltavano. Sì, per loro le luci del Nord parlavano, portando messaggi da altri universi. Ed è vero. L’aurora boreale fa sentire come se l’universo avesse scelto di svelarci uno dei suoi misteri, dimostrandoci che la realtà è molto più complessa e magica di quanto non crediamo.

La cucina lappone

Avvicinarsi a un popolo significa anche accettare le sue tradizioni in cucina. Molti sono i pregiudizi sui piatti scandinavi e lapponi. Ma basta essere aperti e curiosi per rendersi conto che, in realtà, siamo di fronte a prodotti freschi e genuini, cucinati in modo semplice e gustoso con ingredienti locali. Inutile dire che la carne di renna è una delle costanti dell’alimentazioni dei Sami da secoli. Affumicata, cotta alla brace, arrosto, accompagnata da licheni fritti o da mirtilli caldi e panna. Il pesce locale è insuperabile. Salmone freschissimo cotto al momento sulla pietra rovente, aringhe, zuppa di salmone e patate, merluzzo. I mirtilli, che crescono abbondanti nei boschi un po’ più a sud, i lingonberry e i lamponi artici sono alla base di tisane, succhi, infusi medicinali, creme, salse e dolci. Il porridge d’avena costituisce la colazione tradizionale, accompagnato da marmellate, pane di semi e yogurt.

Una vita diversa

Un viaggio nelle terre di questo popolo antico cambia il modo di pensare. Le temperature invernali rendono consapevoli del proprio corpo. La morsa del freddo, la necessità di indossare strati di indumenti termici, porta a dimenticare accessori futili e a concentrarsi sui bisogni essenziali: mangiare cibi nutrienti, muovere le dita delle mani e dei piedi, coprire le parti sensibili. Il rapporto con gli animali è stretto, più di quanto si possa immaginare, ma in quei territori non è considerato un crimine usare le pelli, il latte, la carne per la sopravvivenza quotidiana. La vista dell’aurora boreale, infine, crea un legame diverso con la natura. Il mistero, la forza dell’universo sono visibili nelle notti limpide, ricordando che siamo minuscoli esseri in un mondo immenso e sconosciuto. E che la chiave di tutto è vivere in armonia.

SITI UTILI

Lapponia finlandese – non solo informazioni, ma anche bellissime fotografie e suggestioni.
Sami in Norvegia
Sami in Svezia

  1. Semplicemente meraviglioso! Lo scorso inverso sarei dovuta andare in Lapponia ma purtroppo il viaggio poi è saltato ed io mi sono trovata a rosicare in un modo assurdo. Devono essere luoghi unici, incontaminati, quasi mistici, specie in inverno. Complimenti per le fotografie, davvero bellissime

    • Blueberry Stories

      Grazie davvero! Sì, sono luoghi completamente diversi da quelli a cui siamo abituati qui. Il silenzio, la solitudine e perfino una certa monotonia del paesaggio fanno sentire così calmi, in pace con il mondo. Non dico che sia facile vivere lì, soprattutto nei lunghi inverni. Solo, è diverso. E al di là dei pochi giorni in cui si va per turismo, sarebbe bello scoprire più a fondo la loro cultura…

      • Si..anche secondo me dovremmo scoprire molte più cose possibili sulla cultura e le tradizioni di questo popolo. Avremmo da imparare molto dal modo in cui sono connessi alla loro terra ed alla natura in generale

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