Uppsala, il cuore della Svezia. Betulle, rune e cioccolata

Ero a Uppsala, in Svezia, quando mi sono resa conto di quanto amassi quel Paese. E Stoccolma. Ti accorgi che una città è diventata un po’ tua quando la lasci una mezza giornata per visitare un luogo vicino e, tornando verso sera, ti rendi conto che ne sentivi la mancanza. Guardi il sole che cala all’orizzonte, socchiudi gli occhi e ti lasci coccolare dai colori della sera, osservi le macchine che percorrono l’autostrada senza fretta e il profilo dei palazzi all’orizzonte, ormai familiare. Senti quasi di tornare a casa, come tanti intorno a te che rientrano dal lavoro.

Uppsala, Svezia

UPPSALA

A dire il vero ero già stata a Uppsala, a nord di Stoccolma, ma la mia mente aveva conservato solo l’immagine di una cittadina incappucciata, coperta dalla neve e avvolta nella nebbia; un’ottima scusa per tornare in una stagione diversa. E in effetti mi sono ritrovata in un luogo che non conoscevo. Biciclette, ristoranti all’aperto, vasi di fiori, la cattedrale accarezzata dal sole.

cattedrale di Uppsala

UPPSALA È DELIZIOSA.

Passeggiando lungo il fiume Fyrisån, ci si sente in pace con il mondo intero. Gli studenti occupano i tavolini dei caffè, chiacchierando o leggendo. Le mamme spingono i passeggini. Poche macchine, cielo azzurro e le tipiche case svedesi: ditemi, come si fa a non voler vivere qui? nel Paese del welfare, dove lo stress sembra inesistente e il ritmo è lento, l’aria profuma di betulle e di abeti. Mi direte che gli inverni sono duri da sopportare. Vero. Ma in giornate come questa, è difficile ricordarsene.

Uppsala centro

TRA I RE DI SVEZIA

Oltre le case basse svettano le guglie della cattedrale gotica, dove si ammirano gli affreschi dedicati alla storia di sant’Erik e dove sono sepolti lo scienziato Linneo e il re Gustavo Vasa (la cui spada si trova nella sala del tesoro). Fu sempre Gustavo Vasa a far costruire il castello, un edificio massiccio che fu ricostruito dopo un incendio, nel 1702, e che domina la collina nella sua austera semplicità. Oltre la cattedrale, invece, si trova l’università con la sua incredibile biblioteca, in cui è conservato lo spartito originale del Flauto Magico di Mozart.

rune incise nella pietra a uppsala

GAMLA UPPSALA

Ma è Gamla Uppsala, la parte antica, che mi riporta alle atmosfere mitiche della Svezia antica. Il nucleo più vecchio della città è circondato da dolci e verdi pendii che ricordano la Contea degli Hobbit descritta da Tolkien. Tra gli alberi si nascondono le case dal tetto color cioccolato e un’antica chiesa vichinga svetta nel silenzio, accompagnata da una stele fitta di rune. A poca distanza, i tumuli degli antichi re.

gamla uppsala

SECONDO LE LEGGENDE

Fonti mitologiche narrano che, un tempo, la Svezia fu governata dalla dinastia degli Ynglingar, sovrani semi-leggendari che vissero a Uppsala, dove il dio della bellezza e del regno degli elfi, Yngvi-Freyr, costruì un tempio pagano destinato a diventare famoso nell’intero mondo nordico. E adesso è davanti ai miei occhi. Le origini del regno di Svezia si perdono tra storia e leggenda. Le tante storie che compongono la mitologia norrena narrano le imprese di guerrieri, dei e naviganti, anelli incantati e spade, foreste e battaglie. Sarà la quiete, o il mormorio del vento, oppure la luce che gioca tra le foglie, ma c’è aria di magia.

SIGTUNA

Ormai affascinati dalle cittadine intorno alla capitale, decidiamo di visitare anche Sigtuna, la primissima città della Svezia fondata nel 980 d.C. Sorge su un lago, il Mälaren, a conferma che qui siamo in una nazione d’acqua. Si presenta come il classico borgo nordico: una via principale, Stora Gatan, e minuscole strade che la intersecano. Con la luce estiva che accarezza gli alberi e gli edifici, visitiamo il porticciolo, dove si trova anche un ristorante, il Boathouse Tavern & Bar. Qui  la gente si riunisce per godersi i pomeriggi e le sere d’estate.

chiesa vichinga a Uppsala

UNA PASSEGGIATA SUL LAGO

Con questo tempo è un peccato rinchiudersi in un museo, anche se il Sigtuna Museum mi incuriosisce. All’interno si trovano oggetti in legno del passato e del presente, compresi pezzi di design contemporaneo. Invece passeggio. Mi guardo intorno, osservo i colori, i turisti che entrano ed escono dalle botteghe, i gatti che sonnecchiano sui gradini. Annuso il profumo degli aghi di pino e del pane appena sfornato che si diffonde nell’aria. Si può arrivare fino a Mariakyrkan, una chiesa del tredicesimo secolo. È il più antico edificio in mattoni nella valle del Mälaren,

UNA CAFFETTERIA D’ALTRI TEMPI

Ci fermiamo per una meritata merenda in uno dei piccoli caffè del centro. Anzi, in quello diventato famoso in tutto il mondo per i suoi prodotti e per l’atmosfera secentesca. Tant Bruns kaffestuga, infatti, si trova in una di quelle casette rosse che subito associo alla Svezia. La cioccolata, le torte e il caffè sono serviti all’esterno, nel giardinetto con i lampioni, oppure all’interno, davanti al camino. Comincio a temere che il luogo sia stregato, perché diventa difficile andarsene. Viene voglia di restare qui, in questo angolo fuori dal tempo, con le ragazze dai lunghi abiti a righe che portano vassoi pieni di dolci svedesi alla cannella.


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