EUROPA NORD VIAGGI

Strand IJburg, ovvero le case vacanza degli olandesi

Dalla stazione centrale si prende il tram 26 e, costeggiando palazzi moderni con i vetri che riflettono il sole, si arriva a Strand IJburg, la spiaggia di Amsterdam. Dune di sabbia di fronte a un mare scuro, dove non nuoterei nemmeno se mi pagassero, ma che piace tanto ai surfisti. Un ristorante e un bar in stile hippie, un falò, molti giovani che bevono, ascoltano musica e si godono la luce dorata del tramonto. No, non è una di quelle spiagge in cui penseresti di passare le pigre giornate estive. Non ci sono ombrelloni o lettini, solo sabbia e rocce. Ma gli olandesi sono bravi a trarre il meglio da quello che hanno. Lo vedi dai loro visi allegri, dalla libertà con cui lasciano giocare i bambini in barba a tutte le fobie delle mamme italiane. 

Molo ad Amsterdam nella splendida luce estiva

Strand IJburg: La faccia hippie…

Strand IJburg è una spiaggia “alternativa” che incarna bene lo spirito di Amsterdam. Giovane, informale, “carefree”, come direbbero gli anglosassoni. Noto che le famiglie sono per la maggior parte molto giovani. I papà portano in bici i bebè, le mamme hanno i pantaloncini corti e l’aria da ragazzine, con lo chignon e il fisico asciutto. Le bambine sfoggiano cascate di capelli biondi da Barbie, le biciclette rosa e i vestitini a fiori. Le guardo correre e pedalare sulle infinite piste ciclabili, nell’aria che non sa mai di gas di scarico. Sono fortunate a crescere qui. Libere, lontane dall’inquinamento, lontane dai “recinti”, anche un po’ selvagge. Seguo una famiglia bionda e perfettamente olandese e mi diverto a spiare la loro vita.

Il molo a Strand IJburg, Amsterdam

…E QUELLA MODERNA

La bimba pedala lungo la strada diritta che, dalla spiaggia, porta al molo, a cui sono ancorate barche tutt’altro che hippie. La passione per le imbarcazioni è un leit motif comprensibile in questa città d’acqua. Poco sfruttabili d’inverno, le barche diventano il mezzo di trasporto preferito nei mesi estivi. Sulle barche si prende il sole, si mangia, si festeggia, si chiacchiera, si passa la giornata. “Chill out” è il verbo a cui penso in continuazione mentre cammino per IJburg. La bambina segue suo padre, che nel cestino della bicicletta ha una borsa della spesa e un pacco di pizze surgelate. Gli uomini e le donne non hanno ruoli molto diversi, al Nord. Superano un ponte e si dirigono verso un gruppo di case sull’acqua. Moderne, con ampie vetrate e terrazze, moli privati. La mamma li starà aspettando per la cena, che consumeranno rigorosamente in terrazza, a piedi nudi. 

Le case delle vacanze (ma anche di tutti i giorni)

La strada che porta verso Amsterdam è costeggiata di edifici in stile geometrico, tipicamente nordico. Linee essenziali, dettagli studiato con cura. Si intravedono gli interni: arredamento minimal, bianco e grigio, schermi Tv enormi, candele. Mi chiedo se siano case per le vacanze, che gli abitanti acquistano per trasferirsi qui durante l’estate e godere il più possibile dei vantaggi della vita all’aperto. I complessi hanno l’aria di villaggi turistici, con il supermercato e i negozi al centro, i ristoranti, i caffè, e quell’aria spensierata che le case sul mare riescono a trasmettere. O forse no, magari vivono qui tutto l’anno, anche quando d’inverno il buio cala prestissimo, il vento soffia violento e la pioggia scende di traverso.

So che nella stagione fredda è tutto diverso. Che non ci sono questo sole, questa luce, questi riflessi, quest’aria che scompiglia piacevolmente i capelli. So anche che non verrei a fare questa passeggiata da sola, perché qui la solitudine si sente più forte. Eppure, invidio quella bambina che passa l’estate qui, con la sua bicicletta, la pizza surgelata e il mare sotto la finestra. Rappresenta una libertà dalle regole e dalle convenzioni che, credo, è il segreto di questo Paese, il motivo per cui tanti giovani sono attirati da Amsterdam.

  1. Davvero belli questi articoli in cui dai un punto di vista diverso, quello di una “insider”. Credo che tu abbia colto delle cose che una persona in viaggio per turismo non potrebbe cogliere, forse anche per mancanza di tempo. Anche perché – purtroppo – quando ci fermiamo pochi giorni in una città che non conosciamo, tendiamo a cercare di vedere i “must see”. E invece mi sa che sarebbe meglio prendere strade meno battute e sbirciare nella vita della gente del posto per riuscire a capirne meglio lo spirito.
    Buona giornata ❤️

    • Blueberry Stories

      Grazie Silvia! Ho sempre avuto il desiderio di abitare le città, non solo visitarle. Spesso bisogna accontentarsi di vederle da turisti, ma quando capita l’occasione di starci per un lungo periodo, ci si rende conto di quanto sia diverso il punto di vista di chi vive in un posto rispetto a quello di chi è solo di passaggio. Adoro creare le piccole abitudini quotidiane, esplorare i quartieri apparentemente anonimi e, soprattutto, osservare la gente. Per me vale più di qualsiasi monumento o museo. Buon weekend! 🙂

  2. Questo articolo è stato per me come spiare dal buco della serratura di una casa olandese! Scoprire come si vive altrove secondo me è sempre istruttivo, c’è sempre da imparare e da prendere esempio, soprattutto quando si parla di Paesi del Nord Europa, una qualità di vita che sinceramente a Roma mi sogno😉

    • Blueberry Stories

      Grazie, Alessia! Sono una grande sostenitrice del lifestyle nordico, soprattutto del loro modo di pensare meno legato a regole e convenzioni sociali, della loro fiducia nello Stato, della visione del lavoro – lavorano per vivere, non vivono per lavorare. Poi in Italia abbiamo tante cose a cui sarebbe difficile rinunciare e che dobbiamo imparare a valorizzare e apprezzare di più, secondo me. Come sempre, il posto ideale non esiste, ma sarebbe bello riuscire a prendere esempio da chi ha raggiunto certi traguardi 🙂 Un abbraccio!

Comments are closed.