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Un giorno nel passato: Skansen, il museo all’aperto di Stoccolma

A Stoccolma, sull’isola di Djurgården, si trova un museo all’aperto che permette di fare un salto indietro nel tempo. Sto parlando dello Skansen, inaugurato dall’etnologo Artus Hazelius nel 1891, che ospita edifici trasportati qui direttamente dai villaggi svedesi, case tradizionali e perfino un angolo della vecchia Stoccolma.

Mi affascinano i luoghi che conservano un pizzico di magia e, soprattutto, un’atmosfera fiabesca. Ricordo Zansee Schans, il villaggio dei mulini in Olanda, oppure la vecchia Porvoo in Finlandia. Ho sempre l’impressione di entrare in un libro illustrato, perché è questo il tratto che accomuna i villaggi storici: più che al mondo che conosciamo, sembrano appartenere a quello che immaginiamo.

Una donna vestita come un tempo al museo Skansen

CURIOSANDO TRA LE BOTTEGHE E LE CASE DI UN TEMPO

L’isola di Djurgården si raggiunge via terra, prendendo un autobus, oppure con il traghetto da Slussen. Il museo si visita a piedi, passeggiando tra le case di legno e le botteghe dalle porticine strette. All’interno, donne e uomini in costume tradizionale ripropongono le professioni di un tempo, mostrando come si lavora il ferro, come si soffia il vetro o si sforna il pane. I prodotti si possono anche acquistare, dai vasi alle suppellettili, dalle tovagliette alle candele. I lavori seguono il ritmo stagionale, come accadeva in passato. Perciò vale la pena di visitare il parco più volte, in stagioni diverse. L’atmosfera cambia, mostrando come i Paesi del Nord siano profondamente legati alla natura e ai suoi ritmi.

Una bakery all'interno del museo all'aperto Skansen.

Naturalmente, la mia tappa preferita è la bakery, la panetteria tradizionale dove il fuoco danza vivace in un grosso forno a legna. Qui ragazze in costume sfornano pane di segale e dolci svedesi, il cui profumo avvolge l’edificio attirando i passanti. I kanelbullar, i dolci alla cannella, creano dipendenza: una volta affondati i denti nella morbida pasta della girella, è fatta. Si passerà il resto del tempo a sognare la prossima.  

Un edificio tradizionale svedese.

IL RICORDO DELLA SVEZIA RURALE

Davanti a una casa dal tetto rosso, una donna sorridente con un paio di occhialoni lavora a maglia. Una ragazza esce da una bottega con un cesto coperto da un tovagliolo a scacchi. Si nota la cura con cui gli svedesi hanno cercato di conservare quell’antica cultura rurale che è scomparsa nel passaggio all’era industriale.

Fu proprio per non perderla del tutto che Hazelius, nel 1872, decide di raccogliere una serie di oggetti in grado di raccontare le abitudini del passato. Prima aprì un museo, poi portò alcuni utensili all’Esposizione Universale di Parigi e infine comprò il terreno sul quale oggi sorge il museo all’aperto. E qui ricostruì gli edifici che aveva acquistato nel corso dei  suoi viaggi.

Donna svedese che cuce come un tempo.

LO ZOO

Skansen ospita anche uno zoo, che piace molto ai bambini. Tra gli alberi, i laghetti e le rocce vivono alci, renne e perfino foche e orsi, ormai indifferenti ai visitatori che affollano il parco. Sono animali che spesso conosciamo solo attraverso le illustrazioni dei libri, soprattutto se appartengono a specie autoctone inserite nei progetti di conservazione come la lontra, la lince, il rospo smeraldino. Nel museo vivono anche scoiattoli rossi, aironi e lucertole; ricordo con un sorriso le anatrine sul laghetto ghiacciato, in pieno inverno, che sembravano molto più a loro agio di me in quel clima glaciale.  

Alci a Skansen, Stoccolma

DOVE, COME, QUANDO

L’ingresso allo Skansen, a pagamento, è incluso nello Stockholm Pass, che funziona come un biglietto per accedere a musei e tour. Per informazioni e tariffe, consultate questo sito

Il periodo migliore per visitare Skansen è l’estate, quando le giornate sono lunghe e miti. D’inverno è coperto da uno strato di neve e chiude molto presto. Per controllare le tariffe di ingresso e gli orari di apertura aggiornati, potete controllare il sito www.skansen.se/it/italiano.

In occasione della festa di Santa Lucia, tra il 9 e il 13 dicembre, si organizzano eventi suggestivi nelle case del museo all’aperto. E a Natale, nella piazza del villaggio ci si imbatte in un mercato molto carino, dove si trovano i prodotti artigianali svedesi. 


Per scoprire Stoccolma, leggi anche: Le due stagioni di Stoccolma, racconti dalla capitale svedese.


  1. Ci sono stata qualche anno fa durante il mio primo viaggio a Stoccolma, però non ho avuto occasione di visitarlo perché eravamo invitati a cena al ristorante che c’è proprio all’ingresso, nella stessa “casetta” del museo dei fiammiferi (chissà se esiste ancora). Peccato perché anche se la cena è stata qualcosa di indimenticabile, non abbiamo avuto occasione di vedere le botteghe aperte.
    Mi ricorda comunque molto anche l’Openluchtmuseum di Arnhem, dove sembra di tornare indietro nel tempo.

    • Blueberry Stories

      Uh, che invidia per la cena indimenticabile! Ti dirò che tornerei volentieri anch’io, non solo allo Skansen ma proprio a Stoccolma, per godermela con calma, scoprire nuovi posticini e rivedere le cose che amo. Che voglia di Svezia… (come sempre)

  2. Anche a me Skansen è piaciuto tanto, con tutte le casette ed i vecchi mestieri… In più, ricordo con l’acquolina una fetta di torta spettacolare, accompagnata da una cremina favolosa, mangiata a merenda nella caffetteria all’ingresso!

    • Blueberry Stories

      Quando penso alle torte che ho mangiato a Stoccolma… troppo buone! Io aprirei una bella pasticceria svedese in Italia, subito 🙂

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