NORD VIAGGI

Curiosità dal Nord: le leggende dell’Aurora Boreale

Non c’è niente di più magico al mondo delle Aurore Boreali. Restare fermi sotto il cielo del Nord, in pieno inverno, ad aspettare che le luci misteriose compaiano nel buio è una delle esperienze che fanno comprendere quanto meravigliosa sia la natura. Ho già parlato dei viaggi alla ricerca dell’Aurora. Ma sapete quali sono le leggende che si nascondono dietro questo fenomeno straordinario? È probabile che i popoli primitivi, vedendo le cortine luminose nel cielo, pensassero a forze misteriose e sovrannaturali. Forse ne avevano timore, chissà. Quello che sappiamo è che Aristotele, nel quarto secondo prima di Cristo, descrisse le aurore boreali come “vapori che da terra salgono verso il cielo”. Anche Plinio il Vecchio, Ippocrate e Seneca ne parlarono nelle loro opere. Ma com’era possibile che le aurore fossero visibili a Roma?

Il tramonto invernale a Rovaniemi, prima dell'Aurora Boreale

LE AURORE BOREALI NELL’ANTICHITÀ

Se oggi non riusciamo a vedere le luci del Nord alle nostre latitudini, non significa che sia sempre stato così. All’epoca dei filosofi antichi, il polo magnetico terrestre era più a sud dell’attuale, perciò non è strano che greci e romani riuscissero ad ammirarle. Qualcuno ipotizzava che fossero comete oppure meteore. Altri parlavano di “fuochi”, e in effetti Aristotele le descrisse come luci rosse (oggi rarissime). Per trovare racconti più precisi, però, bisogna aspettare il 1250 e un testo norvegese chiamato Kongespeil (“Lo specchio del re”). È qui che troviamo la definizione di “luci del Nord”, Nordurljos, simili a fiamme viste da lontano che scompaiono quando spunta il giorno. Nel Kalevala, il grande poema epico finlandese, l’Aurora è considerata il cancello del Nord. 

LE LEGGENDE DELL’AURORA BOREALE

Fu Galileo a scegliere il nome “Aurora Borealis”, dalla dea dell’alba e dall’aggettivo che indica il nord. Un fenomeno così spettacolare e difficile da comprendere non poteva che dare origine a storie affascinanti. In Norvegia, le leggende dell’Aurora Boreale risalgono ai Vichinghi. Secondo loro, le luci erano prodotte dal riflesso del sole sugli scudi delle Valchirie, le vergini guerriere della mitologia norrena che il dio Odino mandava in battaglia per scegliere gli uomini da portare nel Walhalla, l’aldilà. L’Aurora era dunque un collegamento tra il mondo degli uomini e quello degli dei, l’unica traccia visibile di esseri altrimenti invisibili.

Photo by HB Mertz on Unsplash

I finlandesi, invece, raccontavano un’altra storia. Le aurore erano i “fuochi della volpe”, perché a causarle era una volpe magica. Un mito narrava che la volpe artica correva rapida nella neve verso la festa d’inverno, con la coda in alto. Quando però la abbassava, l’attrito con la neve creava delle scintille che volavano verso il cielo, infiammandosi. A molti, il colore verde pallido delle luci ricorda i fantasmi. I Sami, infatti, vedono nelle luci del Nord il segno della presenza di spiriti. Per questo ai bambini viene insegnato a non fischiare alle luci, in modo da non disturbare gli spiriti chiamandoli da vicino.

Gli inuit chiamano l’Aurora “Qiugyat” e raccontano una storia violenta per spiegarne l’esistenza. Le luci che danzano in cielo, per loro, sono gli spiriti dei bambini morti nel giorno del compleanno oppure uccisi. La leggenda inuit, più cupa di quelle scandinave, testimonia il senso di timore e di rispetto che le aurore hanno sempre suscitato negli uomini. Secondo gli inuit canadesi esiste un ponte sottile tra il mondo dei vivi e quello dei morti, al quale si accede seguendo gli spiriti dotati di fiaccole.

Per gli indiani Athabaska, invece, le aurore sono i riflessi della danza di creature magiche. Anche gli aborigeni australiani parlano di una danza degli dei. Curiosa è infine la credenza dei giapponesi: dal Giappone non si vede l’Aurora, ma l’idea affascina gli abitanti. Per loro, concepire un figlio sotto le luci danzanti aumenta la possibilità che il piccolo abbia doti straordinarie.  

COSA DICE LA SCIENZA

Meno poetica è la spiegazione fornita dalla scienza dopo gli studi del norvegese Kristian Birkeland all’inizio del Novecento. Lo scienziato capì che a provocare le aurore polari era la corrente magnetica che attraversa la ionosfera. Ma cosa accade, esattamente? I flussi di particelle di origine solare, avvicinandosi alla terra, colpiscono il nostro campo magnetico. Quest’ultimo, chiamato magnetosfera, distorce il vento solare come le onde che si infrangono sulle rocce, creando una sorta di cometa. E nelle regioni polari, dove lo scudo magnetico è meno forte, vediamo l’Aurora. I colori rosso, verde e blu dipendono dai gas presenti nell’atmosfera, ma le forme incredibili che le luci assumono non hanno ancora una spiegazione chiara.

UNA PORTA TRA I MONDI

Sapere come si formano non toglie alle Aurore Boreali il loro fascino, né il mistero. Lo scrittore inglese Philip Pullman, nella sua saga fantasy Queste oscure materie, ha immaginato che l’Aurora fosse un ponte tra gli universi  paralleli. Il primo volume della saga, La bussola d’ora, è un  inno al paesaggio nordico e alla magia delle sue luci. L’idea dell’Aurora è proprio questo, una porta tra i mondi. Non a caso vediamo tende di luce che si muovono, come a voler dischiudere una realtà diversa, di solito invisibile. Gli antichi pensavano fosse l’aldilà, il mondo degli spiriti. Oggi preferiamo parlare di multiverso. In ogni caso, c’è qualcosa di misterioso e insondabile nell’Aurora Boreale, che nessun manuale, né foto, può restituire.

Lascio la parola a Philip Pullman:

“La luna nel frattempo era tramontata, e a meridione il cielo era profondamente buio, malgrado i miliardi di stelle brillanti come diamanti sul velluto. Eppure, li superava in splendore l’Aurora, di cento volte almeno. Mai Lyra l’aveva vista così brillante e spettacolare; a ogni tremolio e fremito, nuovi miracoli di luce danzavano attraverso il cielo.”

P. Pullman, La bussola d’oro, Salani 1996, trad. di Marina Astrologo e Alfredo Tutino

  1. Un fenomeno così affascinante non poteva che ispirare miti, storie e leggende affascinanti. Avevo sentito solo la storia della volpe perché se ne fa un accenno in una fiaba nord europea che mi è capitato di leggere tempo fa, ma le altre non le conoscevo. Chissà che non riesca a vedere l’Aurora Boreale dal vivo… Sarebbe uno splendido Travel Dream😉

    • Blueberry Stories

      Hai proprio ragione. Il mondo nordico è ricco di leggende e storie misteriose… e devo ammettere che è facile, nelle loro foreste o quando guardi il cielo d’inverno, immaginare creature mitiche, spiriti e folletti. Ed è proprio questo lato dark, sfuggente, ad affascinarmi tanto!

  2. Una delle cose che voglio fare una volta nella vita è organizzare un viaggio in Scandinavia o comunque al nord per vedere l’aurora boreale. Nell’attesa ho un tatuaggio che la raffigura. Bellissime tutte le leggende sulle sue cause, in particolare mi piace quella dei vichinghi!

    • Blueberry Stories

      Davvero hai un tatuaggio con l’Aurora? Non riesco a immaginarlo! Ecco un motivo in più per organizzare un viaggio a Nord insieme: devo vedere il tuo tattoo 😀

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