Copenhagen, la città della dolce vita scandinava

Nelle classifiche delle città più vivibili del pianeta, Copenaghen è sempre ai primi posti. Pur non essendo una metropoli che incanta come Parigi e Vienna, o che lascia a bocca aperta come New York, la capitale danese ha un fascino tutto suo. Aria pulita, poco traffico, caffè accoglienti, eventi culturali e case pittoresche. Soprattutto, tanti spazi verdi dove passeggiare nei pigri pomeriggi domenicali. Ho sempre visto la città sotto il sole, ma ho provato lo schiaffo del vento gelido che soffia fino a primavera inoltrata. Il clima non è dei migliori, eppure Copenhagen resta una delle mie mete preferite.  Mi piace vagare per le vie del centro, sbirciare nelle botteghe degli antiquari e nei negozi di design, per poi fermarmi in un delizioso caffè. Ogni città ha il suo profumo, e Copenaghen sa di burro e zucchero.

castello di Rosenborg, Copenhagen

LA BIBLIOTECA DI CHRISTIANBORG

I colori sono caldi, vivaci: arancio, giallo, ceruleo. Ma anche delicati, meno intensi: azzurro, rosa pallido, verde chiaro. Copenhagen va scoperta al di là degli itinerari turistici, a piedi o in bicicletta, lasciandosi guidare dalla vista. Così ho trovato uno dei miei luoghi preferiti in città, la Biblioteca. Un angolo meraviglioso nascosto tra le mura del palazzo di Christianborg, immerso in un silenzioso giardino. Ho scoperto un’oasi di pace in cui l’unico suono che si ode è il cinguettio degli uccelli. Non elegante, ma imponente; con la facciata ricoperta di vite canadese e un’aria dignitosa, antica. Il sabato mattina, la gente passeggia serena. Un signore si ferma su una panchina a leggere il giornale. Una coppia anziana ammira i fiori nelle aiuole.

NYHAVN, IL CUORE DI COPENHAGEN

Non lontano da Christiansborg si trova il porto di Nyhavn, il luogo che tutti associano senza esitazione a Copenhagen. Una meta turistica, questa, che finisce nelle fotografie di tutti i visitatori, con il sole e la pioggia, la neve e il vento, la luce e il buio. Il canale, che risale al 17° secolo, è fiancheggiato da case alte e strette e ristoranti dalle insegne a tema marittimo, ancore e pesci. Qui mi piace venire in diversi momenti della giornata. La mattina, il sole illumina l’acqua e accentua i colori delle facciate. Se si arriva al tramonto, la luce che si riflette nel canale regala a quest’angolo pittoresco un’aura di silenziosa magia.

Den Lille Havfrue

Da Nyhavn, in direzione Nord-Est, si attraversa la piazza di Amalienborg, la residenza d’inverno della famiglia reale, per arrivare a Den Lille Havfrue, o la Sirenetta. Non fatevi ingannare da chi sostiene che sia lontana dal centro. È una questione di prospettiva. Se siete abituati a vivere in una grande città, Copenaghen vi sembrerà una cittadina raccolta, in cui tutto è facilmente raggiungibile a piedi. La passeggiata, oltretutto, permette di attraversare quartieri storici e scoprire angoli che altrimenti non si vedrebbero. E come in ogni quartiere della città, camminare è piacevole: il traffico è inesistente.

Molti si aspettano una statua più grande, ma perché? La sirena è esile, fragile nella sua solitudine. Seduta sullo scoglio, ha un’espressione così malinconica. Sembra davvero in attesa di qualcuno che non tornerà mai più. Da qui vale la pena attraversare a piedi il Kastellet, una fortezza militare a forma di stella fatta costruire nel 1626 dal re Cristiano IV, che ospita ordinate casette rosse ed è sede del Ministero della Difesa. Consiglio una sosta da Kafferiet (Esplanaden 44), un localino accogliente con vista sul parco. Avendo soltanto pochi posti all’interno, è sempre affollato, ma è il luogo ideale per un caffè e una fetta di torta alla crema.

Nelle vie che separano il Kastellet dal palazzo reale di Rosenborg si passeggia tra caseggiati dalle tinte pastello, eleganti palazzi, chiese, pasticcerie e giardini nascosti. All’interno del parco si assapora la pace che regna nei giardini di Rosenborg, uno dei miei angoli preferiti di Copenhagen. Le sale del castello, commissionato da Cristiano IV nei primi anni del 17° secolo, custodisce una notevole collezione di opere d’arte, ritratti, statue, porcellane, gioielli e vetri veneziani che guidano il visitatore in un affascinante viaggio attraverso il tempo.

IL QUARTIERE UNIVERSITARIO

A ovest del castello si trova l’Università di Copenhagen. Il quartiere ha un’atmosfera vivace e le strade sono piene di giovani. La sera si passeggia tra pub e ristoranti, gruppi di ragazzi con una birra in mano e coppie che cenano a lume di candela. Durante il giorno ci ferma per un caffè o per entrare nei negozi di abbigliamento e oggettistica. Da appassionata di design scandinavo, ammetto che questo è uno dei miei quartieri preferiti. Non c’è negozio in cui non venga voglia di sbirciare, e in cui non si trovino oggetti deliziosi per la casa e, soprattutto, la cucina. I ristoranti che preferisco sono qui, e ve ne parlo tra poco. Il parco Tivoli e la stazione centrale sono raggiungibili a piedi.

case colorate a Copenhagen

LE VIE DEL CENTRO

Strøget, Silkegade, Løvestraede. Le vie del centro di Copenhagen si percorrono a piedi, tra case colorate e piazzette, biciclette e fiorai. Anche i negozi sono un’attrazione cittadina. Tazze, teiere, asciugamani, sedie, pentole, vestiti, cappelli, scarpe con una personalità precisa, riconoscibile. In una delle stradine del centro mi sono perfino imbattuta in un negozio in stile vittoriano, traboccante di scatole, copri-teiera, quaderni e qualsiasi tipologia di oggetto vi venga in mente che abbia qualcosa a che vedere con il tè. Il mio luogo delle meraviglie. 

L’ARINGA DI DET LILLE APOTEK

Anni fa, durante un viaggio in macchina verso Stoccolma, ci siamo fermati a Copenhagen per un paio di giorni, alloggiando in un hotel sul mare. La sera, dopo avere ammirato il quartiere residenziale – e molto benestante – di Hellerup, siamo andati in cerca di un ristorante in cui cenare. E abbiamo trovato LUI. Il suo nome è Det Lille Apotek, si trova in Lille Kannikestraede, nel quartiere universitario, ed è il più antico di Copenhagen. Stufato con paprika e riso, salmone con patate, anatra arrosto, ma soprattutto le aringhe, piatto tipico della Scandinavia, in tutti i modi. Una cucina tradizionale e gustosa, che va provata almeno una volta. Bisogna  prenotare nel fine settimana, perché il locale è sempre pieno.

Emmerys, Copenhagen

Hotel e pause caffè

Ai caffè di Copenhagen ho dedicato un post in inglese. Centinaia sono i locali, arredati in stile nordico, che invitano a entrare e a prendere una bevanda calda e un dolce. C’è solo l’imbarazzo della scelta. E se proprio si è indecisi, si può sempre fermarsi da Emmerys, una catena nota per il pane biologico e i dolci. Le torte sono molto buone, così come i panini che preparano al momento con ingredienti freschi come salmone, rucola e formaggio. Meglio evitare il tè matcha, invece. Mi sono lasciata tentare e ho faticato a finirlo. Per un tè con tutti i crismi bisogna andare in Kronprinsensgade da Perch’s Tearoom, una deliziosa sala da tè dove ci si coccola con miscele profumate e preparate alla perfezione. I prezzi, vi avviso, sono da capogiro. 

Se trovare un locale non è un problema, meno semplice è scegliere un hotel. Gli alberghi sono carissimi e i prezzi non corrispondono alla qualità. Per fortuna adesso c’è Airbnb, che permette di trovare appartamenti graziosi in città. Se non vi dispiace l’idea di stare un po’ fuori, Hellerup Park Hotel è molto carino, vicino al mare, in una caratteristica cittadina danese ben collegata alla capitale. Così vedrete la vita quotidiana in provincia, che riassumo in una parola: rilassante.

  1. Che bella l’immagine di una città che sa di burro e zucchero…Mi hai fatto venire ancora più voglia di andarci…Ovviamente mi segnerò tutti i tuoi indirizzi per un caffè come si deve 😉 Grazie!

    • Blueberry Stories

      Non so come sia possibile che io veda il commento solo adesso…! In ogni caso, spero che la città di burro e zucchero ti sia piaciuta, perché ricordo che ci sei stata 🙂

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