Monterey e dintorni: luci e ombre della California

Quando si pronuncia la parola “California“, l’immagine che viene in mente è quella di una lunga spiaggia dorata, gente che fa surf e ville all’americana. Bisogna però distinguere tra la zona di San Francisco, dove non sempre splende il sole e le spiagge non sono proprio dorate, e l’area intorno a Los Angeles, più calda e forse più uniforme nel suo stile “californiano”. Parlando con un’amica che, come me, ha un debole per i viaggi on the road, ho ripercorso il viaggio di qualche tempo fa, cominciato nel West e proseguito a San Francisco. E mi sono ritrovata a scrivere.

Monterey, California

Monterey house, California

California on the road

La California è una regione che va vista in macchina, guidando lungo la US Route 101 e fermandosi nelle località che più ispirano, perché ne abbiamo sentito parlare oppure proprio perché i loro nomi suonano sconosciuti e siamo curiosi di scoprire cosa nascondono.

Da San Francisco, sotto un cielo che minaccia pioggia, imbocchiamo la 101 per ammirare il panorama. Superato Palo Alto, nella Silicon Valley, in direzione sud si susseguono spiagge selvagge e cittadine sul mare. Sarà colpa delle nuvole che nascondono il sole, oppure della pioggia che scurisce la sabbia, o delle rocce che affiorano dal mare, ma Santa Cruz mi trasmette una certa inquietudine.

Per un italiano, è curioso arrivare qui e scoprire che Santa Cruz ha ospitato una comunità di marinai e pescatori di Sestri Levante, o meglio, di Riva Trigoso, grazie ai quali fiorì l’attività della pesca. Si vedono i surfisti cavalcare le onde, mentre il vento mette a dura prova chi tenta di passeggiare sulla spiaggia. La luce cambia la percezione dei paesaggi: con l’aria da temporale, sembra di trovarsi in un film di Hitchcock.

Monterey Pier

Monterey, vista del molo

La “spagnola” Monterey

All’arrivo a Monterey, finalmente compare il sole. Monterey, che è stata la prima capitale dello Stato della California sotto la Spagna e il Messico, è una meta curiosa, legata alla letteratura e alla storia. Si nota subito il molo pittoresco, costellato di negozi e ristoranti che ricordano altri esempi di “pier” a uso e consumo dei turisti (San Francisco, New York).

Passeggiando tra le vie del centro, invece, si trovano edifici spagnoli e messicani di sapore coloniale e si respira un’atmosfera più autentica. Cortili bianchi con le fontane e gli alberi da frutta, fiori purpurei e color zafferano, un molo brulicante di vita e un mercato all’aperto che offre ortaggi freschi, direttamente dai coltivatori.

Lo scrittore americano John Steinbeck, che aveva un particolare legame affettivo con la città, prese ispirazione per il suo romanzo Tortilla Flat da un quartiere di baracche in cui abitavano i paisanos, i discendenti dei californiani di origini spagnole che amavano l’ozio, il cibo e vivevano di espedienti.

Il regno dei ricchi

Sulla punta della penisola di Monterey si trova Pacific Grove, zona di ville e campi da golf. La sensazione è che sia “troppo”: si respira falsità in queste zone progettate su misura per il popolo dei facoltosi, che, come ci raccontava un ragazzo di Los Angeles, fanno costruire le ville per poi abbandonarle, potendo scegliere tra le innumerevoli proprietà comprate in giro per il mondo.

In effetti le ville sono deserte, i giardini non vissuti. Non ci sono bambini che giocano, né ragazzi che tornano da scuola o coppie che passeggiano sul lungomare. Sembra un set cinematografico in disuso, che qualcuno tiene pulito ogni giorno.

Percorrendo una strada di Carmel, in California

Carmel e Jane Austen

Molto più vivace e originale è la vicina Carmel, cittadina di cui a lungo è stato sindaco Clint Eastwood. Piccola, verdissima, con vie perpendicolari lungo le quali si susseguono case e locali, Carmel è uno di quei posti sul confine tra il tenero e il kitsch. Basta curiosare tra i negozi per rendersene conto: ne esiste perfino uno dedicato a Jane Austen, ospitato in un cottage in stile inglese con il tetto spiovente.

Molti sono, a dire il vero, i richiami alla tradizione britannica: teiere, biscotti, tazze e merletti, libri e ninnoli che sfoggiano la Union Jack sono esposti nelle vetrine lungo la via che porta all’oceano. Tanto per concludere in questo bizzarro calderone europeo, ceniamo con un gruppo di conoscenti in un ristorante di ispirazione svizzera, ospitato in uno chalet.

Carmel, California

Solvang, la “danese”

Dormiamo in un hotel circondato dai campi da golf e ci alziamo all’alba, con un disperato bisogno di caffè. La colazione, servita in una sala che dà sul giardino curato, è ottima, a base di frutta fresca, avena, yogurt, muffin e plumcake alle prugne della California. E caffè americano, ovviamente.

Proseguiamo quindi verso sud e di nuovo incontriamo l’Europa: Solvang è un villaggio fondato dai danesi e ancora conserva le caratteristiche architettoniche e l’atmosfera tipicamente nordeuropea, con le case dai tetti aguzzi e le travi di legno, le panetterie e i caffè. Invece degli hamburger classici, qui si trovano i veggie burger fatti con legumi, soya, cereali e spezie, racchiusi nel pane morbido e dolce che può essere sostituito da bun di semi e frutta secca.

Santa Barbara

Man mano che si scende, il clima migliora e il sole fa capolino tra le nubi, caldo e luminoso. A Santa Barbara, l’atmosfera è spagnoleggiante: si sente lungo la via che porta alla spiaggia, orlata di palme; nei negozi e nei caffè con i tavolini all’aperto; nelle case colorate; nei palazzi che conservano le testimonianze del passato.

A malincuore rinuncio a sperimentare i caffè con gazebo e mi accontento di un dolce preso al volo e di un’insalata da Natural Cafè, un locale piacevole che punta sui piatti salutisti tanto di moda in California. Non mi dispiace Santa Barbara, con il suo carattere deciso e lo stile vacanziero. Per certi versi, però, mi ricorda certe località chic italiane e non riesce a conquistarmi.

La ricordavo meno patinata e più “calda” da una visita di tanti anni fa, quando ero stata nella Old Mission, una missione settecentesca fondata dai frati francescani, con un bellissimo giardino botanico e vestigia del passato. Una meta che consiglio a tutti (per maggiori informazioni, leggete qui), prenotando magari una visita guidata.

Santa Barbara, California

una via di Santa Barbara

Verso Los Angeles

Da Santa Barbara a Los Angeles la strada è breve. Si può decidere di restare sulla costa e passare da Malibu, dove le montagne incontrano il mare, si passeggia tra i mercatini di fiori e prodotti biologici e si ritrova già l’atmosfera dei film. Molti studenti scelgono di vivere qui per frequentare la Pepperdine University, ma anche professionisti che comprano casa sul mare e lavorano a Los Angeles.

Poco più in là, ecco Santa Monica con il suo Pier e il clima rilassato, le gallerie d’arte contemporanea, i caffè all’aperto, i negozi della 3rd street Promenade, le biciclette e le luci che si accendono la sera. Un’immersione nella California del cinema… e dei sogni.

ITINERARIO

L’itinerario descritto scende lungo la costa della California, da San Francisco a Los Angeles. Della città degli angeli ho parlato qui. Noi abbiamo fatto 2 notti a San Francisco, 1 a Monterey e 2 a Los Angeles, combinando questo itinerario con un viaggio nel deserto e a Las Vegas.

  1. una panoramica completa su un viaggio oltreoceano che invogli molto a compiere a chi ti legge:)
    sempre spettacolari i tuoi post!!!!
    buon giovedi cara ilenia
    daniela

  2. Anche io ho fatto più o meno lo stesso itinerario, ma Solvang mi è “sfuggita”. Immagino che faccia uno strano effetto trovare un villaggio danese in California! Segno per il prossimo viaggio 😉

    • Solvang è davvero una strana combinazione di Nord Europa e California… piuttosto straniante! Confesso di non essere una fan scatenata della California, però devo ammettere che riserva sempre delle sorprese 😉

  3. Quanta meraviglia gli stati uniti, e quanta meraviglia la California!
    Sarà che per noi è proprio un grande sogno quello di viaggiare per gli USA da nord a sud,da est ad ovest..ma ogni volta che ne leggo mi emoziono!
    Complimenti per l’articolo <3

  4. Ho fatto questo stesso viaggio qualche anno fa guidando un van da Los Angeles a San Francisco. Purtroppo la maggioranza del gruppo optò per la deviazione a Las Vegas a scapito di Monterey, Ci tornerò anche perchè mi sono innamorato di San Francisco. Il tuo blog è interessante e non potrebbe essere altrimenti con la pressa dell’about, ti seguo e non so che darei perchè tu ricambiassi…..

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