Case e caffè a Notting Hill

Dal divano, con il plaid scozzese, una tazza di tè e il film Notting Hill, fatico a radunare i pensieri. Viaggiare può rivelarsi uno stress. Trascinarsi la valigia, fare le scale su e giù tra treni e metropolitane senza ascensori con le borse pesanti, attendere in aeroporto con l’ansia di perdere il volo mentre ti trattengono ai controlli di sicurezza perché insospettiti da una crema idratante dimenticata nel bagaglio a mano, correre al gate, cercare di non cedere a una crisi di panico durante una turbolenza in volo. Non di rado torno a casa e, per due giorni, non farei che dormire.

Notting Hill

A casa. A Londra.

No, viaggiare non è tutto rose e fiori. Anzi. Per questo a volte vorrei fermarmi in una città che amo a lungo, non essere costretta a trascinare bagagli e seguire una tabella di marcia, ma viverla, semplicemente, senza scadenza. Ma torniamo al presente. Fuori è scesa la nebbia, che porta a sognare caminetti accesi e pigre domeniche invernali. Invece a Londra c’è il sole e l’aria fredda non dà fastidio, anzi, tiene sveglia la mente.

Il quartiere di Notting Hill si tinge d’oro e vermiglio, mentre la città già si prepara al Natale. Un tappeto di foglie riveste i marciapiedi, mentre ci incamminiamo lungo Kensington Park Road, tra negozietti vintage e agenzie immobiliari. Mi chiedo quanto costi una casa qui, e mi rispondo che forse è meglio non sapere.

Notting Hill, red tree

Nel cuore di Notting Hill

A sinistra, Ladbroke Square Garden ci attira con la promessa di una zona verde, silenziosa, dove passeggiare tranquille; infatti è così. Le case bianche si alternano alle brick houses, precedute da giardini dove ancora si intravedono aiuole fiorite, punteggiate dalle foglie che cadono dagli aceri. Davanti a una suggestiva chiesa di pietra, Saint John’s Notting Hill, un pastore sta chiacchierando con un uomo in bicicletta. E’ un’area residenziale per famiglie, come si intuisce dalle mamme con i passeggini e dalla nursery school dietro l’angolo, dal parchi silenziosi e dalle auto familiari parcheggiate lungo la strada.

Poco più in là, a Clarendon Cross, tra le abitazioni sbucano gallerie d’arte, mentre procedendo verso nord-ovest l’aria sembra diventare più popolare, dimessa. Ma basta spostarsi di poche vie a est, verso Portobello, perché l’atmosfera cambi di nuovo.

Portobello Road

Una porta blu, una rossa. Una facciata rosa pallido, una verde pastello. Le case colorate sfilano lungo Portobello Road, famosa per il mercato ma diventata forse troppo turistica per catturare davvero la mia attenzione. Non resistiamo però alla tentazione di fare un salto al 142 di Portobello Road, dove si trova la libreria di viaggio in cui è ambientato il film con Julia Roberts e Hugh Grant. Quello che sto guardando distrattamente per la centesima volta. La libraia sta facendo gli ordini per dei libri illustrati e mi fermo a osservarla, affascinata, per poi curiosare in giro tra i volumi, le agende e i biglietti di auguri.

Ci accorgiamo che l’ora di pranzo è passata, ma a Londra è sempre il momento giusto per una pausa golosa. Gli amanti del crudismo possono andare alla ricerca di Nama, in Talbot Road, mentre The Hummingbird Bakery attira chi ha un debole per muffin e cupcake e Gail’s chi preferisce un pranzo veloce con pane fresco artigianale, in una catena di tutto rispetto.

Square in Notting Hill

Posti curiosi

Noi attraversiamo Westbourne Grove, una via affascinante su cui si affacciano belle case e negozi già addobbati per Natale, alla ricerca di Daylesford, un organic café dove si può pranzare e acquistare prodotti biologici. La cucina a vista, il forno a legna e l’ambiente accogliente invitano a entrare: il menu è vario e invitante, ma è il pane che ordiniamo nell’attesa, fragrante e caldo, la vera sorpresa. Prima di uscire, nel negozio si possono acquistare biscotti e un caffè take away, da sorseggiare passeggiando per il quartiere, fuori e dentro botteghe minuscole e curiose.

Prima di tornare a Notting Hill Gate e prendere un autobus verso casa, consapevoli che ci metterà più di un’ora ma affascinate dall’idea di attraversare la città mentre la luce comincia ad affievolirsi, ci fermiamo nel primo “kimono shop” londinese, un negozio curioso di design giapponese annunciato da un ombrello rosso, con un angolo dove servono il tè matcha e dolci nipponici. Wasoukan vale una visita.

Mentre cammino all’ombra dei giardini del quartiere, rifletto. Chi conosce davvero Londra sa che non è grigia come vuole la leggenda: oggi la luce è bellissima, è vero, ma anche nei giorni di pioggia restano le insegne colorate, le porte rosse e blu, le lucine accese, le vetrine, gli alberi e i mattoncini rossi a dipingere la città. Per questo, ai miei occhi, è sempre magica come in Harry Potter.

TEATIME & MORE

• Wasoukan London, 293 Westbourne Grove, Notting Hill. Per amanti del tè matcha e dei dolci giapponesi.
• Daylesford, 208 Westbourne Grove, Notting Hill. Prodotti biologici in vendita e serviti al ristorante/caffè.
• Gail’s, 138 Portobello Road, Notting Hill. Bakery e caffetteria classica, con buoni prodotti e un ambiente piacevole.
• Nama, 110 Talbot Road, Notting Hill. Crudista, per chi vuole provare.

FILM

Notting Hill, directed by Roger Mitchell, 1999


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