Hamilton Island, isole Whitsunday

Travel Books: Love Among the Butterflies

Viaggiare è una droga. Il desiderio di vedere posti nuovi, o di provare quella sensazione di felicità che solo la natura e la bellezza sanno dare, può creare ansia. E paura. Paura di essere bloccati. E desiderio. Il desiderio di visitare un altro paese, esplorare spiagge, città e foreste, guardare l’oceano mentre il vento accarezza le onde.

Vorrei potermi spostare di più, vedere di più, raccogliere più esperienze, ma ancora non riesco a non pianificare, e pianificare richiede tempo. E quando ho tempo per pensare, riaffiorano quei fastidiosi problemi, come il denaro e la solitudine, che mi rallentano.

Viaggiare con i libri

In ogni caso, anche quando sono a casa, continuo a viaggiare attraverso i libri e i film. I racconti di viaggio scritti bene sono d’ispirazione: spesso ho organizzato un viaggio dopo aver letto un romanzo particolare, che ha fatto nascere in me il desiderio di visitare un certo paese.

È successo con Geraldine Brooks e il suo memoir, Padrona del mio destino; e il mio amore per l’Asia viene dalla lettura di Tiziano Terzani e Jan-Philipp Sendker. Per non parlare del Signore degli Anelli: sogno di andare in Nuova Zelanda da quando ho visto il film. Ho letto Bruce Chatwin, Bill Bryson, Robin Davidson, Elizabeth Gilbert, e l’incredibile diario di una lady vittoriana, Margaret Fountaine.

Le farfalle e i viaggi di Margaret

E’ stata lei la fonte d’ispirazione per questo post. Ho trovato il suo libro, Amori e Farfalle, nell’angolo polveroso di una libreria, mentre ero alla ricerca di una lettura nuova. La premessa era interessante: una donna inglese nata nel 1860 ha trascorso sessant’anni della sua vita in giro per il mondo, collezionando farfalle e scrivendo diari. Mi sono sentita subito vicina a Margaret. Non amava il luogo in cui era nata, una cittadina inglese in cui si sentiva in prigione, costretta a condurre una vita che la rendeva infelice. Amare le persone sbagliate non contribuì certo a migliorare la sua situazione, fino a quando – ragazza fortunata – ereditò abbastanza denaro da essere indipendente e poter viaggiare.

Margaret era una donna coraggiosa, audace e curiosa: la solitudine non la spaventava, ma ben presto i suoi vagabondaggi la portarono a conoscere un ragazzo siriano più giovane di lei, che scelse come compagno di viaggio. Khalil Neimy (così si chiamava) la amava profondamente e la seguì ovunque, aiutandola nelle sue ricerche. Nei diari, Margaret descrive luoghi, persone, sentimenti; condivide le sue paure e desideri, senza nascondere la disapprovazione nei confronti di tutte le donne che passavano il tempo a spettegolare, assecondando tutte le convenzioni sociali.

I viaggi di Margaret

Quando penso a lei, non posso che paragonarla a Mary Crawley di Downton Abbey: personalità forte, coraggio, ambizione. Margaret, però, non sarebbe mai rimasta a Downton Abbey. Detestava i brevi periodi che era costretta a trascorrere in Inghilterra e non vedeva l’ora di ripartire. Forse aveva già compreso una semplice verità, che il mondo è vasto e il tempo vola. Non sopportava l’idea di passare la vita in un solo luogo, annoiandosi a morte. Così l’ha abbandonato, sfruttando il denaro a sua disposizione per vedere il mondo. Francia, Italia, Siria, Marocco, Sudafrica, Stati Uniti, India, Filippine, Indonesia, Estremo Oriente, e poi ancora più lontano, fino in Nuova Zelanda.

Quelli che stanno a casa, e quelli che non ci stanno

Rudyard Kipling aveva ragione quando scriveva: «Tutto considerato, al mondo ci sono solo due tipi di uomini: Quelli che stanno a casa e quelli che non ci stanno.» Ciò non significa che dobbiamo viaggiare di continuo. E’ bello avere un posto a cui appartenere, a un posto da chiamare casa. Ne abbiamo bisogno. Significa solo che possiamo fare entrambe le cose – trovare una casa e vedere posti nuovi. Non si tratta di esplorare una lista infinita di paesi, ma di trovare i luoghi che ci regalano attimi di felicità. E farli nostri.


Margaret Fountaine, Amori e farfalle. Viaggi e avventure di una lady vittoriana


  1. è stupendo ilenia questo nuovo “vestitino ” del tuo blog:) i contenuti sono sempre irresistibili.,..brava:)
    daniela

  2. Complimenti! 😉 mi perdo tra le tue pagine.. ! (p.s. ottima anche l’idea di scrivere in inglese e sei molto brava!) 😉

  3. Bellissimo che scrivi in inglese 🙂

  4. Complimenti per l’articolo, il fatto di scrivere in inglese è sicuramente un punto in più. Ovviamente anche in italiano l’articolo sarebbe apprezzato, soprattutto da chi conosce poco la lingua ma a noi piace tantissimo così!!!
    E poi i contenuti sono sempre particolari e innovativi!
    Un bacione 🙂

Rispondi