In Thailandia, sulla via delle pietre. Una terra di storie e di magia.

Non sono mai stata in Thailandia, ma una mia cara amica mi ha permesso di fare un viaggio con l’immaginazione, attraverso un libro. Il suo romanzo si intitola “La voce nascosta delle pietre“, è stato pubblicato da Garzanti e racconta una storia ambientata tra l’Italia e l’Oriente, sul filo di un argomento che mi intriga da sempre: il potere nascosto delle pietre. In questo post le ho chiesto di condurci nella realtà misteriosa e affascinante, piena di contraddizioni e sorprese, di sentimenti e dettagli che è la Thailandia. Lascio subito spazio alla voce limpida di Chiara Parenti, che – lo garantisco – saprà trascinarci nel suo mondo.

Chiara Parenti ci racconta la sua storia. In sella a un elefante.

In Thailandia con Chiara

“Con Bangkok non è un colpo di fulmine. Quando le porte a vetri dell’aeroporto si spalancano, resto senza fiato, sopraffatta da una morsa di caldo, umidità e smog che mi fa venire subito voglia di riprendere i bagagli e tornarmene da dove sono venuta. Mi sento intimidita e sopraffatta da questa città al primo impatto ostile, desiderosa di metterti subito alla prova. È un incontro emozionante, frustrante, inquietante a cui non puoi sottrarti.

Tra le vie di Bangkok

La prima cosa che ti colpisce è il traffico. Automobili, autobus smarmittati, motorini con anche tre o quattro persone sopra, sfrecciano ovunque come proiettili impazziti. E poi ci sono i Tuk-Tuk, dei piccoli e pittoreschi mezzi a tre ruote che si districano nel traffico con manovre che sfidano le leggi della gravità, oltre che le più comuni norme di sicurezza.

Insomma, una città spigolosa, caotica, che non ti accoglie certo a braccia aperte. Però poi succede una cosa strana, perché basta che tu faccia due passi o prenda una barca e scopri e che questa è solo una delle sue facce. È una città dove giri l’angolo e ti trovi catapultato altrove: in un altro tempo, in un altro luogo. Bangkok è ricca di contrasti, fatta di templi e baracche accanto a grattacieli moderni ed enormi, e dove la vita scorre ancora lentamente sul Chao Praya. In questi inaspettati spazi di serenità e pace batte un cuore antico e tradizionale, forse quello che più affascina.

È come una pietra, Bangkok. Ha bisogno di tempo e pazienza, di qualcuno che desideri davvero conoscerla profondamente, osservarla in tutte le sue sfaccettature, per infine innamorarsene, apprezzando anche quelle sue inclusioni che la rendono unica. E alle pietre penso, mentre visito il mercato di gemme di Chantaburi , nel sud del Paese.

Il fascino delle pietre, a Chantaburi

È un posto fuori dal tempo e dallo spazio, così come li conosciamo. Un caleidoscopio di rumori e odori e colori e pietre. Non ho mai visto tante pietre tutte insieme in vita mia. La sua energia è straordinaria e un brivido strano mi scuote mentre lo attraverso.

Osservo meravigliata i venditori  di gemme che vagano a piedi con gli zaini pieni di gioielli in cerca di acquirenti, oppure si siedono ai tavolini lungo la strada e lasciano che i clienti vadano da loro. Pietre e persone, persone e pietre. L’incrocio di due vie segna il centro di un universo parallelo lastricato di cristalli colorati.

Un supervisore mi fa sedere a un tavolo, porta una bacinella, una pinza lunga e una lampada, poi inizia a chiamare i venditori. Provengono da tutto il mondo, Africa, India, America, Birmania e Cambogia, in un crogiuolo di lingue, colori e profumi da restare senza fiato. Uno dopo l’altro, tirano fuori dei sacchetti di tela con dentro le pietre e le versano nella bacinella. Ce ne mettono davvero di tutti i tipi, di tutti i colori e di tutti i tagli. Mi gira la testa. Penso a cosa mi ha portato qui. Sono state le pietre, sono state loro a chiamarmi…

La serenità di Buddha ci allontana dalla frenesia della vita moderna.

L’anello “magico”

Era il giugno del 2015. Avevo perduto un anellino con una pietra di zaffiro a cui ero molto affezionata e pensai di cercare su internet se ne avessi trovato un altro. Il primo risultato che trovai, però, fu la descrizione delle proprietà di questa pietra, che è la pietra della saggezza ma anche simbolo di amore e fedeltà. Ne restai talmente affascinata che sospesi le mie ricerche per mettermi a leggere anche i significati delle altre pietre. Uno, in particolare, mi colpì, quello della pietra di luna, la pietra femminile per eccellenza, legata alla fertilità. Lessi che dovrebbe essere indossata dalle donne che desiderano avere un figlio e durante la gravidanza, per protezione. In quello specifico momento della mia vita il significato di quella pietra che trae il suo potere dalla luna mi restò particolarmente impresso.

Si cammina sulla via delle pietre in Thailandia, alla ricerca della magia.

Pietra di luna

Qualche giorno dopo partii con mio marito per un viaggio in Malesia e lì, in un centro commerciale di Kuala Lumpur, trovai un negozietto carino di pietre e cristalli. Il profumo di incenso e le luci soffuse gli regalavano un’atmosfera davvero suggestiva… quasi magica. Così comprai un anellino con la pietra di luna e pensai: “Provare non costa niente…”.

Quando, una volta tornata a casa, scoprii di essere incinta, non riuscivo proprio a crederci. Da quel giorno non mi tolsi mai quell’anello dal dito, tranne nelle notti di luna piena, quando lo mettevo sul davanzale della finestra per farlo “caricare” alla luce della luna. Parallelamente, iniziai a scrivere la storia di una ragazza che aveva un negozio di pietre e che conosceva uno a uno i significati di gemme e cristalli e gli straordinari effetti che possono avere sulle persone, specie nel campo dei sentimenti, dell’amore.

Il romanzo

Ho impiegato nove mesi a scrivere “La voce nascosta delle pietre”, gli stessi nove mesi che ha impiegato il mio piccolo Diego a crescere dentro di me. Sono nati quasi insieme, per questo il libro per me è particolarmente importante. All’inizio, ho conosciuto Luna nel suo negozio. Era lì che l’avevo pensata e tra quelle mura avevo dipanato la sua storia. Ma lei non ci stava. La nipote del grande cacciatore di gemme Pietro Tommei, viaggiatore indomito e famoso spirito libero, non poteva resistere a lungo tra quelle quattro mura. Sì, era tra le sue amiche pietre, ma lei aveva bisogno di qualcosa di più. Lei aveva sete di avventura.

Il blu del cielo, il bianco dei templi. La Thailandia colpisce con i suoi contrasti.

I ricordi che diventano presente

Per questo adesso è qui con me, alla scoperta di questo paesaggio esotico dai colori talmente accesi da sembrare ritoccati con Photoshop. Lungo la strada vediamo i gibboni saltare da un albero all’altro e sentiamo un frastuono fondere l’aria. Un fragore composto da mille canti di uccelli diversi che si alzano in volo in un’unica nuvola colorata.

La baia di Ban Phe, nella costa sud, dov’è la casa della nostra amica Giada, è un dipinto suggestivo che non smetteresti mai di guardare. Il mercato del pesce, le bancarelle e i negozietti lungo la strada animano questo sonnolento e pittoresco villaggio che sorge su una delle bellissime spiagge del Golfo della Thailandia. Le barche dei pescatori ondeggiano variopinte lungo caratteristici porticcioli in legno, dove attraccano anche i traghetti per Koh Samet, l’antica isola dei pirati, amata da Leonardo. Ma la vera perla di questo posto sono i suoi abitanti e il loro incrollabile sorriso, più luminoso del sole di questa mattina. Credo che Luna e io potremmo restare in questo paradiso per sempre, ma è ora di andare.

Mentre scrivo la sua storia, il suo amore per i viaggi e la scoperta finisce col contagiare anche me. Così la seguo, scattante e intrepida proprio come il suo Super Nonno, afferrare lo zaino e puntare lo sguardo su un nuovo orizzonte. Non so dove andremo adesso, ma so che saranno le pietre a guidarci. Loro conoscono la strada. Loro sono la strada.”

Chiara
www.chiaraparenti.com

Cose da fare in Thailandia (secondo Luna)

Visitare il mercato delle gemme di Chantaburi e lasciarsi invadere dalla incredibile energia delle pietre
Mangiare il favoloso pad thai di Giada
Bere cha, tè freddo thai in una tiepida serata al chiaro di luna
Andare a Koh Samet alla ricerca dell’antico tesoro dei pirati
Lasciarsi conquistare dai sorrisi delle persone
Lasciarsi affascinare dal caotico disordine di Bangkok
Riempirsi gli occhi del verde delle foreste e dell’oro dei templi
Visitare le antiche miniere della “Montagna dell’anello di Zaffiro”
Seguire le pietre, ovunque ti chiamino
Lasciarsi cambiare da questa terra ricca di magia e tornare un po’ diversi rispetto a quando si è partiti.

Photo credits Sara Leveri

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