Caffè curiosi, golosi e vegetariani a Roma

A Roma, l’autunno si sta dimostrando clemente quest’anno. So che presto la nebbia arriverà a coprire le strade, la brina spunterà all’alba sui campi e l’aria fredda costringerà a stringersi nei maglioni. Ma adesso gli alberi sono ancora gialli e arancioni, a volte cremisi, e il cielo è azzurro come d’estate. Eppure quella luce dorata non è estiva. Il sole si abbassa presto, nel pomeriggio, tingendo l’orizzonte di un bagliore intenso, che sfuma nel rosa e poi nel violetto. Ammiro il tramonto dalla terrazza di Villa Medici mentre la luce accarezza i colli, la cupola di San Pietro, l’osservatorio e i tetti della città.

Roma Villa Borghese - orologio

Roma-Villa Borghese

Roma-lake

Quality Time a Roma

Ogni volta che vado a Roma, è come se dentro di me cambiasse qualcosa. Come se si spegnessero la tensione, il malumore milanese, quell’ansia ingiustificata di dovere fare di più, di non essere abbastanza, e per lasciare spazio alla parte migliore, la capacità di vedere la bellezza e di goderne, la sensazione di essere libera.

Tornare in una città che si conosce bene, in cui si è trascorsa una parte importante della propria vita, è un’esperienza diversa dalle altre. Non è un viaggio, né una visita di lavoro. Non è turismo. È come rivedere un vecchio amico e passare con lui quello che gli anglosassoni chiamano “quality time”. Tempo di qualità. Non c’è una definizione migliore.

Prati

Così, ogni volta colgo l’occasione per ripercorrere le strade a cui sono legata e per scoprire qualcosa di nuovo, un angolo, un negozio, un caffé. Per abitudine, finisco spesso per dormire nel quartiere di Prati, di cui conosco ogni via. Ha quel clima familiare per me, le strade alberate e parallele, i mille prodotti di Castroni, la gelateria dei Gracchi, la vista di San Pietro, le ville residenziali.

Alcune belle case ottocentesche sono state trasformate in alberghi discreti, come l’Hotel Farnese, in cui le camere hanno il soffitto a volta e si fa colazione in veranda, sul tetto. La colazione è un momento sacro per me. Mi piace sedermi accanto alla finestra e guardare fuori, mentre aspetto che il tè si colori e organizzo la ciotola dello yogurt, il piattino dei biscotti, la tazza di porcellana. Amo il profumo dei croissant appena sfornati e la vista della gente intorno a me, l’uomo che beve in fretta un caffè davanti al cellulare, la famiglia che ingombra la stanza, la coppia in vacanza che la mattina non parla.

Villa Borghese

Sotto un sole quasi estivo, percorriamo la via alberata, verde e gialla, che conduce in piazza Cola di Rienzo, per poi attraversare il ponte e raggiungere Villa Borghese. A Roma resta il mio parco preferito, nonostante la strada che lo attraversa. Il merito è della casa delle Rose, un angolo di Aracadia in città, con le barche che ondeggiano sul lago e il tempio che si riflette sulla sua superficie. E ogni volta scopro qualcosa di diverso, un particolare che non avevo mai notato: come il vecchio orologio ad acqua che scandisce il tempo in quest’oasi di pace. La scelta è tra la Galleria Borghese, che conserva opere di incredibile bellezza come Apollo e Dafne del Bernini, e Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia.

Lungo via Veneto

Avendole viste entrambe, scendo da via Veneto, un’altra delle vie di Roma che non riesco mai a evitare. Mi piace camminare tra gli hotel e le ambasciate. Non so perché, ma ho sempre la sensazione di trovarmi in uno di quei film americani ambientati in Italia, dove la protagonista riesce guarda intorno a sé e sorride, assaporando la bellezza.

Monti e raw chocolate

Una volta superati il Viminale e il Quirinale, si raggiunge il quartiere Monti, un dedalo di stradine costellate di botteghe, ristoranti, antiquari e vecchi negozi. L’edera ricopre i muri e si arrampica sui lampioni, formando tende verdi. Qui si trova un locale aperto da poco, Grezzo, una pasticceria crudista che vale la pena di provare se si ama il gelato al cioccolato.

I dolci, si sa, sono la mia passione: il profumo del cacao, della vaniglia, della cannella, del burro e dello zucchero in forno. Qui non ci sono profumi, perché il crudismo non contempla alcuna forma di cottura. Ma il gusto e la cremosità del gelato alla mandorla, al pistacchio e alla nocciola, oltre che al cioccolato, conquista al primo assaggio.

Piazza Navona

Ma poiché io sono legata alle mie abitudini inglesi, mi inoltro nelle vie che portano a pIazza Navona per cercare un altro angolo, un rifugio che mi ricorda il tempo in cui lavoravo proprio qui, accanto a una delle piazze più belle del mondo. Il Chiostro del Bramante unisce arte, silenzio, e piacere. Il caffè al primo piano ha un salottino da cui si contemplano le Sibille di Raffaello, dipinte nella chiesa di Santa Maria della Pace.

È il luogo perfetto per un tè e una torta fatta in casa, e per un giro nella deliziosa libreria del chiostro. Passeggiare nelle vie circostanti, per me, significa attraversare tanti ricordi. Via del Governo Vecchio, con i suoi negozi vintage. Via dei Coronari, con le botteghe dai soffitti di legno. La stessa atmosfera si respira intorno a Campo de’ Fiori, dove si trovano – nascosti nei vicoli meno battuti – vecchie librerie e negozi di tè e di porcellane. Via Giulia conduce verso il quartiere ebraico, dietro al teatro Marcello, dove ci si imbatte nelle torte viennesi de La dolceroma e un panificio vende la golosa crostata di visciole e ricotta.

Villa Medici a Roma

Roma - dettaglio

Roma - Sant'Anselmo

Roma - Aventino

Roma-Aventino

Via Margutta

Quando il sole tramonta e si accendono i lampioni, mi piace passeggiare intorno a Piazza di Spagna. Via Margutta è senza dubbio uno degli angoli più magici di Roma: il silenzio, i cortili segreti, i soffitti affrescati. È qui che trovo uno dei miei ristoranti preferiti, Ristorarte Margutta, con cucina vegetariana e ambiente di design.

L’altro è la Taverna Angelica, dall’altra parte del Tevere, proprio sotto le porte del Vaticano. Non è difficile avere al tavolo accanto due Monsignori che discutono dei massimi sistemi davanti a una bavarese al cioccolato bianco, sotto i lampadari che assomigliano a cappelli di paglia vietnamiti. I piatti sono gustosi ma leggeri, spesso originali, e variano con le stagioni.

L’Aventino

Le visite brevi comportano sempre una scelta tra i miei due colli preferiti, il Gianicolo e l’Aventino. Offrono due viste speculari, da due luoghi ricchi di arte e di bellezza. Questa volta però è l’Aventino che voglio rivedere, con la salita ombrosa, la dolcezza del giardino degli aranci e le tre chiese romaniche di Santa Sabina, Sant’Alessio e Sant’Anselmo.

Da piazza sant’Anselmo, in discesa, si costeggiano ville che costringono a camminare con il naso all’insù, incantati dagli alberi di arance, dalle palme e dalle dimore di un tempo. Anche se è tempo di tornare a Nord, c’è ancora tanto da vedere e rivedere. Lo conservo per la prossima volta.

Roma-bridge

san pietro, roma

HOTEL SELEZIONATI

Relais Giulia; Hotel Indigo, via Giulia 62
Hotel Farnese, via Alessandro Borghese 30 (metro lepanto)
Hotel Villa Pinciana, via Abruzzi 11

FOOD GUIDE

Chiostro del Bramante, Via Arco della Pace 5
Pasticceria crudista Grezzo, via Urbana 130
Pasticceria viennese Dolceroma, via del portico di Ottavia
Gelateria naturale dei Gracchi, via dei Gracchi 272
Ristorarte, via Margutta 118
Taverna Angelica, piazza Americo Capponi 6

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