Qualcosa di vecchio, di nuovo e di dolce a Milano (da Marchesi)

C’è qualcosa di nuovo nell’aria, il vento soffia dall’est e porta cambiamenti. Blueberry Stories si rinnova e cambia casa. I traslochi fanno bene, costringono a scegliere ciò che davvero conta e danno una carica di energia. A breve vedrete il nuovo design, che farà da sfondo ai contenuti a cui siete abituati: storie di viaggi, di città e di ampi spazi, tra comfort e ritmo lento, alla ricerca delle piccole cose che rendono speciali le giornate. Il blog è nato da un’esperienza metropolitana e mi piace pensarlo legato ai caffè. Locali accoglienti, shabby chic, organic o tradizionali stanno nascendo negli angoli delle nostre città, attirando i freelance che arrivano con il computer, i viaggiatori curiosi e affamati e tutti coloro che vogliono trascorrere qualche ora a leggere in un ambiente cozy, dove sentirsi a casa.

Marchesi, Prada

Oggi piove. Dopo mesi di siccità, la città è avvolta da un manto di umidità e la luce è fievole fin dal mattino. Un clima che non invita a uscire, anche se è arrivato il weekend e abbiamo bisogno di concederci una pausa. In giornate come queste ci vuole un ambiente caldo, qualcosa di dolce, una poltroncina comoda e un tè alla vaniglia. In poche parole (francesi): une pâtisserie.

Una pausa da Marchesi

Tutti a Milano conoscono Marchesi. Pasticceria storica, caffè, luogo di ritrovo per milanesi chic, tappa obbligata per il panettone natalizio, salotto in cui chiacchierare davanti a un cappuccino e a una fetta di meringa o a un piattino di macaron. Il negozio storico è in via Santa Maria alla Porta, all’angolo con Corso Magenta, in un edificio del Settecento che, all’inizio (dal 1824), ospitava una pasticceria. Si andava da Marchesi per acquistare le raffinate scatole di cioccolatini con la carta dorata, le gelatine di frutta, i biscotti di pastafrolla e le torte della tradizione, fragranti e profumate. In seguito il locale si è allargato ed è stato aperto il caffè, meta preferita dalle signore milanesi amanti della tazzina di espresso e delle praline.

Il nuovo Marchesi ha un’atmosfera tutta sua. Si trova in Galleria, sopra il negozio di Prada, ed è il rifugio ideale quando si passa dal centro di Milano e non ne se ne può più della folla. Sembra una contraddizione, in realtà, perché Marchesi è sempre affollato e non si direbbe un luogo di pace. Invece, una volta salite le scale e conquistata una poltroncina, tutto cambia. Guardo fuori dalla finestra e vedo la gente che attraversa la Galleria Vittorio Emanuele con la sua cupola di vetro, i turisti che si fermano a fotografare. I cittadini che camminano veloci, le signore impellicciate che portano a spasso il cagnolino.

All’interno domina il colore verde chiaro; una parete è occupata dalle vetrinette in cui sono esposte le scatole di cioccolatini. I dolci sono classici, fatti a regola d’arte: i bigné con la panna montata, la torta Sacher, la meringa, la crostata con pistacchi e fragole. La pasticceria mi affascina non solo per il gusto, ma per l’aspetto artistico, perché la cucina sa essere arte.

Muffin e caffè

Una cioccolata con vista

Quando sono stata per la prima volta nella nuova sede di Marchesi, mi sono sentita a Parigi. Forse per gli eleganti macaron esposti in vetrina, forse per gli specchi e i velluti, ho avuto un momento proustiano. Uno di quelli in cui alla polvere della realtà (che a Milano non manca) si mescola un pizzico di magia.

Senza dubbio ha contribuito la cioccolata fondente dal gusto intenso e dalla consistenza cremosa, che rende più dolce l’inverno e migliora l’umore. Anche nelle giornate in cui soffia un vento gelido e la stanchezza della settimana pesa sulle spalle, come oggi. Solo una tazza profumata e fumante, con una nuvola di panna fresca a parte, può distrarre dal desiderio di fuggire lontano. I nostri pasticceri sanno lavorare il cioccolato, non c’è dubbio. Arriva anche un piattino di frolle mignon con le mandorle, una sorpresa molto gradita.

La prossima volta, per un caffè ci sposteremo in Porta Nuova, nella Milano dei “grattacieli” dove hanno aperto un locale molto particolare. Ma non vi anticipo nulla. Ci rivediamo sul nuovo Blueberry Stories.

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