Villa Ephrussi, il rifugio della baronessa che amava arte e viaggi

La prima volta che ho sentito parlare di Villa Ephrussi de Rothschild immaginavo una di quelle eleganti dimore francesi, circondate dal verde e ricche di opere d’arte. Sapevo che era situata a Cap Ferrat, promontorio di straordinaria bellezza in Costa Azzurra, ma non conoscevo la sua storia. Quando sono scesa dal treno a Beaulieu-sur-mer, però, ho intuito che si trattava di un luogo speciale. Dalla cittadina, dove si respira aria di Belle Epoque, parte (a destra della spiaggia) un sentiero pedonale che costeggia il capo, offrendo un panorama incredibile. Un quadro dai colori accesi, il blu del mare, il fucsia della bouganvillea che si arrampica sui muri, il verde delle palme, l’argento degli ulivi, le tinte pastello delle case che si intravedono dietro ai cancelli. Si cammina accompagnati dal rumore delle onde, dai joggers e dalle signore che passeggiano con i bambini.

Il gusto di Beatrice

Prima di arrivare nel paesino di Saint Jean Cap Ferrat, deviando a destra si percorre una salita che porta nel cuore della penisola, fino a Villa Ephrussi. Dall’esterno non si vede, perciò la curiosità aumenta man mano che ci si arrampica tra la vegetazione e il mare, incantati dalla vista. Infine si varca il cancello. E si resta a bocca aperta.

L’architetto francese Aaron Messiah conosceva il significato della bellezza. Il colore rosa dell’esterno, le forme eleganti di ispirazione classica, la disposizione degli ambienti, tutto fa pensare a una ricerca con un solo obiettivo: deliziare lo sguardo. La visita permette di scoprire la vita della sua proprietaria, Beatrice de Rothschild, figlia di banchieri e moglie del barone Maurice Ephrussi. Doveva essere una donna dal carattere eccentrico e dalle idee ben chiare, che amava viaggiare ed era affascinata dal Rinascimento italiano. Chiese all’architetto di costruirle una dimora su misura, che intendeva riempire di oggetti d’arte provenienti da ogni Paese.

La facciata rosa ricorda le ville italiane del Rinascimento

Un viaggio nel viaggio

Entriamo e ci troviamo in un patio colonnato, costruito su due livelli. La luce arriva da ogni parte, chiara, trasparente, in questa giornata di sole. Si passa da una stanza all’altra con la sensazione che non ci sia nessun dettaglio fuori posto: l’accostamento di stili e culture diverse esalta l’eccentricità, e allo stesso tempo il fascino, di questo luogo incantato. Arazzi, mobili d’epoca, bauli da viaggio, porcellane cinesi, merletti, sete, abiti e perfino i cuscini per i cagnolini da compagnia, sculture di giada… Beatrice poteva permettersi di comprare ciò che desiderava, durante i suoi viaggi. E amava le collezioni.

I giardini, dalla terrazza, assomigliano a una nave

La fontana di Villa Ephrussi crea giochi d'acqua

Quasi una nave

Perfino i giardini ricordano il tema del viaggio. Dalla terrazza panoramica al primo piano si ammira la fontana che domina il parco, da cui si vede il mare sui due lati. Assomiglia alla tolda di una nave, e fu Beatrice stessa a progettarlo. Palme, cipressi, ulivi, pini marittimi e aiuole fiorite sono disposti in modo simmetrico, con qualche eccezione che movimenta il paesaggio.

La baronessa amava il sole, il clima mite della costa e, per l’inverno, volle il riscaldamento in tutta la casa. D’estate, quando il caldo rendeva meno piacevole il soggiorno, Beatrice si spostava a Deauville, in Normandia. E quando il marito sperperò tutti i suoi averi nel gioco d’azzardo, si separò e continuò da sola la sua vita mondana. Una donna che sapeva ciò che voleva, sì, ma che aveva anche i mezzi per ottenerlo. E li ha usati per regalare anche a noi un angolo di meraviglia.

All'interno di Villa Ephrussi si uniscono stili diversi e si respira aria di viaggi

I sette giardini di Villa Ephrussi

Una residenza così non poteva che avere un parco sontuoso. L’ingresso ai giardini di Villa Ephrussi segna il passaggio in un mondo diverso, anzi, in più mondi diversi. Sette sono i giardini che compongono lo spazio verde della villa, ciascuno appartenente a una fascia climatica e a un Paese. Il giardino in stile stile moresco, con le grotte segrete, è forse il più bello, ma ogni angolo incanta e trasmette una sensazione particolare. Il profumo della salvia e del rosmarino nell’angolo provenzale. Le rose del giardino toscano. La pace di quello giapponese.

All’interno del parco, con accesso dalla villa, si trova un delizioso caffè e sala da tè dove sedersi per una pausa nel verde, all’ombra degli alberi e di un pergolato. Non so se sia l’ambiente, ma anche i piatti sono deliziosi.

Il giardino spagnolo incanta con le vasche e i fiori vermigli

Il giardino giapponese di Villa Ephrussi invita al silenzio

Pensando a Beatrice

Mi affascinano queste donne del passato, che hanno saputo costruirsi intorno un mondo su misura. A volte vorrei appartenere a un’altra epoca, avere i mezzi per creare qualcosa di bello che sia reale, non virtuale. Mi rattrista la nostra dipendenza dalla tecnologia – e mentre lo dico sto usando un computer e la connessione internet.  Seduta sui gradini di pietra a guardare la baia di Villefranche, mi chiedo perché non possiamo vivere così, facendo solo ciò che amiamo, liberandoci dal “dover essere” social, indaffarati, presenti, puntuali, in forma, scattanti, brillanti, iperattivi. Perché non possiamo essere semplicemente esseri umani che esplorano il mondo, senza dover dimostrare niente a nessuno? Perché spesso non abbiamo il coraggio di fare le cose – le uniche – che ci renderebbero felici?

Sarebbe stato bello conoscerla, Beatrice. Viaggiare con lei, andare alla ricerca di oggetti curiosi da portare a Villa Ephrussi. Trascorrere i pomeriggi prendendo il tè nello splendido salone con vista sulla baia. Giocare a tennis. Passeggiare nel parco con un parasole in mano, parlando di tutto ciò di cui parlano le donne. Qui, a casa sua, mi sento a mio agio, come se fossimo grandi amiche. Forse, in un’altra vita, lo siamo state davvero.

  1. Doveva essere proprio un bel tipetto Beatrice. La immagino colta e interessante e hai ragione quando dici che ti sarebbe piaciuto conoscerla. Anche a me ha fatto subito simpatia. Il luogo poi dal vivo deve essere raffinatissimo e ricco di suggestioni. Questo posto invita al sogno 😍

    • Blueberry Stories

      Esatto, sembra di uscire dalla realtà ed entrare in un sogno. Sai cosa? Mi sembra incredibile che siano esistite davvero persone così, che hanno potuto farsi costruire case simili e condurre una vita fatta di… beh, tutto tranne che doveri. Ovviamente anche adesso attori, sportivi, modelle, magnati e artisti famosi fanno costruire ville e comprano addirittura isole, ma è diverso… non so dire il motivo, ma lo è.

  2. Che bella questa riflessione finale, mi ha toccata molto perché è una situazione che immagino spesso anche io. In più da quando ho il blog, sono diventata virtual-dipendente, cosa che mi ero ripromessa di non fare mai 😢
    Amo le ville e le loro storie, le vicissitudini, i personaggi, gli allestimenti e gli scorci. L’atmosfera che sanno trasmettere, la capacità di catapultarti in un altro mondo.
    E tu mi hai saputa coinvolgere in maniera perfetta….e cavoli che foto 😍
    Baci,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Grazie Claudia! Infatti, anch’io come te sono andata avanti per anni a dire che non amavo internet e tutto ciò che gli gira intorno, e poi ho aperto un blog. Ma sono convinta che sia una bella sfida per imparare a gestire la realtà virtuale senza esserne risucchiati 🙂

  3. Oramai sai quanto amiamo la costa azzurra..ed ogni volta che ne sentiamo parlare è un’ emozione. Ci immergiamo di nuovo nei ricordi, nei colori, nei suoni…sembra di essere lì! Ma questa villa poi, la bellezza!
    Sembra un quadro, soprattutto la foto dei giardini visti dall’alto! Grazie per avercene parlato! <3

    • Blueberry Stories

      Sì, sembra un quadro… io mi trasferirei subito, senza pensarci nemmeno un secondo. E’ uno di quei posti che mi hanno conquistato all’istante. Amore folle.

  4. Sarebbe stato davvero bello conoscere Beatrice. Doveva essere davvero una persona eclettica.
    La villa è meravigliosa <3

    • Blueberry Stories

      Proprio così, era eclettica e, a quanto pare, determinata a vivere secondo le sue regole. E… di sicuro aveva gusto! 🙂

  5. Che donna Beatrice: amante dei viaggi, delle cose belle. E non deve essere stato un gesto da poco, quello di separarsi dal marito e continuare per la sua strada, facendo le cose che più la rendevano felice.
    Posto spettacolare oltretutto, di cui non avevo mai sentito parlare.
    Buona domenica 🙂

    • Blueberry Stories

      La villa è un gioiello nascosto, non c’è che dire. E la sua proprietaria incarnava la filosofia che io non riesco mai a mettere in pratica, pur sostenendola: fai ciò che ti rende felice… Buona serata, Silvia 🙂

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