Settembre nella valle d’Astino: arte, passeggiate e golosità

Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Così cominciava la poesia I Pastori di Gabriele d’Annunzio, e a questi versi penso mentre, dal parcheggio di via Astino, mi incammino verso il monastero bergamasco. È un pomeriggio di fine estate, fresco, con l’aria pulita dalla pioggia di ieri e la luce dorata del tramonto. Il tratto pedonale che porta al complesso si snoda tra orti e alberi, che già si tingono di ruggine. A destra si vede la Città Alta con le sue mura, placida in cima alla collina.

Monastero di Astino

Valle d’Astino, un angolo bucolico appena fuori città

È strano pensare che siamo a poca distanza dal centro di Bergamo. Mi vengono in mente le Bucoliche di Virgilio, i pastori distesi sotto i faggi a suonare il flauto. Tutti questi richiami letterari sono giustificati dalla semplice poesia del luogo, un’abbazia recentemente restituita al suo antico splendore. Un tempo qui vivevano i benedettini vallombrosani, che coltivavano la terra, pregavano e promuovevano la fede e la cultura.

Dopo il restauro, Astino è diventato un centro di otium e di svago per i cittadini, che vengono qui a cercare un angolo di pace e di relax. Ma non solo. Per tutta l’estate il monastero di Astino ha ospitato mostre ed eventi, da incontri con i registi a lezioni di yoga. Nel chiostro e nella splendida cantina, inoltre, si sono riuniti alcuni dei migliori ristoranti di Bergamo. Così si può assaggiare uno dei gustosi piatti vegetariani di Sweet Irene o una pizza di Mimmo (di cui ho parlato qui), dopo avere visitato il complesso.

girasoli ad Astino

orto botanico di Astino

Ora et labora

Le dolci colline fanno da sfondo al complesso monumentale e all’orto botanico, che oggi ha già i colori dell’autunno. I girasoli svettano sulle zucchine, le zucche e le erbe aromatiche. Una guida sta insegnando a un gruppo di signore a distinguere i vari ortaggi. I monaci modellarono questa terra, che ancora porta i segni della loro opera. Ma erano attivi anche dal punto di vista culturale, trascrivendo codici e manoscritti. Purtroppo i volumi dell’antica biblioteca monastica sono andati perduti, ma si stanno conducendo ricerche per ricostruire le letture dei vallombrosani.

Alla chiesa, dedicata al Santo Sepolcro, si accede attraverso una scala di pietra. La struttura è quella tipica delle chiese vallombrosane, a croce “commissa”, e fu consacrata nel 1117. Sono evidenti gli interventi operati nel Seicento e Settecento, quando l’interno fu adattato al gusto tardo barocco. L’esterno è più suggestivo dell’interno, con gli antichi pilastri e gli affreschi che ancora ricoprono i muri.

Chiesa del Santo Sepolcro, Astino

Il porticato di Astino

Il bello della provincia

Fa piacere vedere che complessi abbandonati al loro destino vengono restaurati e rivalutati. Un luogo come questo, in una posizione così amena, non poteva essere ignorato. La bellezza deve essere curata, perché sono questi angoli del passato che rendono l’Italia speciale. E credo che siano proprio le cittadine di provincia a conservare l’anima di questo Paese, con i loro monasteri, le vie strette, le torri, gli orti e le chiese. Bergamo riserva sempre piacevoli sorprese. Grazie al comune, attivo nel promuovere eventi e iniziative culturali e di svago, c’è sempre qualcosa da scoprire.

Dal monastero di Astino, una strada nel verde si snoda sulla collina e porta in Città Alta. La passeggiata dura meno di mezz’ora e permette di godere il panorama e la quiete dei boschi. Nella parte alta di Bergamo, in Piazza Vecchia, è stato allestito un prato dove tutti possono sedersi, mangiare un gelato, risposare. I bambini se ne stanno con il naso all’insù per vedere i palloni bianchi, simili a soffioni giganti. Una mostra del legno permette di ammirare i mobili e gli oggetti di design realizzati con questo materiale. Mentre il sole cala dietro al Duomo e al Battistero con i suoi marmi rosa, le colonne, gli archi e gli intarsi, penso che gite come questa riescono davvero a rallegrare i primi weekend autunnali.

Duomo, Bergamo Alta

COME VISITARE ASTINO

Astino si raggiunge da Bergamo, impostando “via Astino”. Si lascia la macchina nel parcheggio indicato e si prosegue a piedi. La passeggiata è breve e bellissima. Ci sono anche gli autobus cittadini che arrivano al monastero, 8B e 9B (direzione Mozzo). Per prenotare una visita guidata, basta andare sul sito.

La terrazza, dove si trovano le fantastiche pizze di Mimmo, è aperta ormai solo nel weekend, fino al 1 ottobre, dalle 18 alle 24. Oppure la domenica a pranzo dalle 12 alle 15.

In settimana trovate invece aperto il bistro nel chiostro, ma solo dalle 16. Nel weekend è invece aperto tutto il giorno. Per una birra artigianale o un bicchiere di vino potete andare nelle suggestive cantine, tra botti e tavoli di legno.

  1. Quanto hai ragione: dedicare il proprio tempo libero, alla scoperta di luoghi come questo, in cui natura, architettura, storia, arte e tradizione si fondono, fa bene all’anima e aiuta ad apprezzare anche l’arrivo della nuova stagione.
    Noi dedichiamo sempre le nostre domeniche alla scoperta. Che sia di un sito storico, di un paesaggio o di una sagra, ma ognuno di quei momenti diventa speciale, anzi, francamente ci fa star bene e ci aiuta nell’affrontare il resto della settimana.
    E’ un pò come se il bello, aiutasse a liberare la mente a ricaricare il fisico.
    Molti pensano che il fine settimana lo si debba trascorrere sul divano, ma per quanto mi riguarda quelle rare volte in cui lo faccio, mi sento più stanca e spossata di prima. Forse perché nell’uscire per scoprire posti nuovi, si ritrova la pace di un tempo, se ne assorbe l’anima.
    Foto bellissime ed un’atmosfera magica, che mi fanno venir voglia di organizzare subito qualcosa per il prossimo fine settimana. E mi segno la Valle d’Astino per quando capiterò da quelle parti: mi ha conquistata!
    A presto,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      La penso esattamente come te. Non serve andare lontano, a volte, per scoprire angoli splendidi e regalarsi un giorno di serenità, di svago, di riflessioni, di contemplazione della bellezza.
      Quando piove e fa freddo ti confesso che il richiamo del divano, del tè caldo e della torta davanti a una serie tv o a un film vince su tutto, ma se splende il sole, stare in casa proprio è una tortura.
      Spero che tu riesca a fare un salto qui: io sono di parte, lo so, ma Bergamo è proprio deliziosa.
      A presto e grazie!

  2. Mi piacciono molto questi posti dove allo stesso tempo si può scoprire una parte di storia e arte di un territorio, e rilassarsi. Poi la vicinanza alla città rende tutto più semplice. Anche l’idea di promuovere il territorio attraverso la pizzeria e il bistro mi sembra un’ottima idea. Ecco, ora vorrei salire su un treno per Bergamo 😍

    • Blueberry Stories

      Ma sai che a Bergamo organizzano tante cose davvero carine? Devi venire! E poi è piena di posticini dove si mangia bene, il che non guasta 🙂

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