Un weekend a passeggio tra i quartieri di Amsterdam

Amsterdam è una di quelle città che ti avvolgono, trascinandoti nella loro routine quotidiana senza che tu te ne accorga. È un sabato d’autunno, splende il sole dopo un acquazzone e la temperatura è quasi mite. Attraversare la città in macchina rende subito l’idea dello spirito del posto: biciclette invece di macchine, canali nei quali si riflettono gli edifici. Ponti. Caffè che si susseguono nelle vie e case di mattoni rossi. Acqua. Alberi dalle foglie rosse e color ruggine che sfilano lungo i viali, foglie sparse sui marciapiedi, fiori davanti ai portoni.

Il centro storico

Mi stupisce il silenzio. Scendendo dall’auto, non sento i rumori della metropoli caotica e cacofonica. Passa un tram, passano tante bici. “Fai attenzione alle bici, che ti investono” mi ammonisce mia sorella, che ad Amsterdam vive e mi salva da un impatto con un ciclista scatenato. Sono loro i padroni della strada. Sfrecciano veloci, incuranti delle condizioni meteo, con borse della spesa, bambini, cani, nei loro cestini. Non si fermano per fare passare i pedoni. Parcheggiano ovunque sia consentito: ovunque mi giro, vedo biciclette. Però l’aria è pulita. Pulitissima. Mi sembra quasi irreale. (Più tardi scoprirò che, soprattutto nelle vie centrali, si sente un odore caratteristico – di un certo tipo di fumo).

La nostra base è su Eerste Constantijn Huygensstraat, nella zona sud-ovest di Amsterdam. Approfittando del sole, visitiamo il centro storico, che il sabato pomeriggio non è il luogo più tranquillo del mondo. Turisti, cittadini, giovani e anziani affollano le strade strette. Il cuore antico della città, quello più fotografato, riflette lo stile tipico del Nord Europa. Case dai tetti aguzzi, bianche, color cioccolato e color fumo. Vicoli, gatti alle finestre, scale ripide e strette.

Attraversando i canali, si arriva nel Red Light District (Rossebuurt), il quartiere a luci rosse con le donne in vetrina.  Amsterdam è fiera del suo spirito libero e tollerante, che si manifesta in modi diversi. La prostituzione è legale e regolamentata e questa zona è sorvegliata dalla polizia. Io preferisco concentrarmi sull’aspetto storico, perché questo è uno dei quartieri più vecchi di Amsterdam. Le vie sono tortuose, acciottolate, gli edifici risalgono al 14esimo secolo e sono affascinanti da guardare, così come la chiesa vecchia, o Oude Kerk.

Amsterdam, centro storico

Amsterdam, porto e barche

Vecchio e nuovo ad Amsterdam

Usciamo in fretta dal caos del centro e ci fermiamo su Damrak, davanti a una vera e propria cartolina. Le case riflesse nell’acqua, stagliate contro il cielo limpido, producono l’effetto di un quadro. Essendo costruiti sulla sabbia, gli edifici sono storti: alcuni sembrano pendere da un lato, altri sono sporgenti. Mi vengono in mente i quadri fiamminghi, il modo in cui i pittori rappresentavano il paesaggio e le architetture di un tempo.

Davanti a noi c’è la stazione ferroviaria. Un luogo tutt’altro che banale, perché si tratta di una costruzione imponente con un’elegante facciata neogotica e due torri dell’orologio. Ricorda lo stile di St Pancras a Londra. Fu progettata da Pierre Cuypers, lo stesso architetto del Rijksmuseum, nel 1875, per dare un ingresso monumentale alla città. Se si supera la costruzione, passando accanto a un incredibile deposito di biciclette su più piani, si arriva allo stretto che taglia la città. Davanti a noi si stagliano edifici moderni, molto diversi da quelli alle nostre spalle. Uno di questi ospita l’EYE Film Museum. Sarà la luce dorata del tramonto, o i riflessi sull’acqua, ma sono convinta che anche quel quartiere sia tutto da scoprire. Si raggiunge con un traghetto gratuito, ma lo lascio per la prossima volta.

Amsterdam nord

I canali occidentali

Mentre il sole tramonta, torniamo verso casa passando per il quartiere di Jordaan. Ci fermiamo davanti alla casa di Anna Frank, la giovane ebrea che visse nascosta in questa casa alta e stretta, incastrata tra le altre, e scrisse il diario che ha toccato il cuore di tutti noi. Guardando la porta verde su Prinsengracht, davanti alla quale si snoda una lunga coda di gente che aspetta di entrare, tornano in mente le frasi scritte da Anna, la sua capacità di continuare a credere nei suoi ideali. “‘Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora”.

Con una malinconia sottile osserviamo i canali, le case, le biciclette, i fiori e gli alberi dai colori autunnali, la maestosa chiesa protestante in stile rinascimentale, la Westerkerk. Camminando, sbirciamo attraverso le finestre del piano terra, negli appartamenti della gente. Non ci sono le tende e si intravedono stanze ben arredate, alcune disseminate di giocattoli, altre di libri. Una signora sta cucinando. Qualcuno guarda la televisione. Incontriamo un ristorante thai, un  delizioso caffè, ma ci fermiamo per cena in un posto che esibisce uno struzzo all’ingresso: De Struisvogel. Pochi piatti nel menu, panche di legno, un giovane e affascinante cameriere che parla benissimo inglese, ingredienti biologici. Questo piccolo ristorante è caldo, accogliente e relativamente a buon prezzo, per gli standard di Amsterdam.

De Pijp, ovvero: la passeggiata domenicale

La qualità della vita sale in modo significativo se la città offre quartieri in cui passeggiare nel verde la domenica mattina. Nell’atmosfera sonnacchiosa del weekend, scendi in pigiama a prendere un tè e una fetta di banana bread da Bakker Bertram e ti godi la tua parentesi di pace. Per chi abita ad Amsterdam, questo è possibile. Con calma raggiungiamo De Pijp, un quartiere dall’atmosfera bohémienne nella parte sud di Amsterdam, sotto la zona dei musei. Le case di mattoni rossi con gli infissi bianchi mi ricordano Londra, così come le porte lucide e i parchi in cui la gente va a correre. Per un brunch domenicale c’è l’imbarazzo della scelta, i caffè carini si susseguono nelle vie senza macchine. È anche il quartiere dei mercati, dei locali trendy e dei ristoranti etnici.

Il quartiere dei musei e il mercato dei fiori

A pochi passi, tra piazze ed edifici eleganti, si trovano i musei più famosi di Amsterdam, il Rijksmuseum dedicato all’arte fiamminga, il Museo Van Gogh e lo Stedelijk Museum. Bisogna fermarsi qualche giorno per rendere onore a queste splendide collezioni. Noi siamo di fretta e così ci spostiamo verso il centro, per visitare il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante. Lungo il canale si trovano cassette piene di bulbi di tulipani, ma anche souvenir che stonano tra le sementi e i vasi di fiori.

Di fronte, ancora caffetterie, una dopo l’altra. Tutte arredate in stile nordico, proprio come sulle riviste. Amsterdam è una tentazione continua: ti fermeresti ovunque a fare merenda, mentre guardi la gente o scrivi sul tuo laptop. Ognuno è vestito come vuole, resta qui per ore se lo desidera e non sarà disturbato.

Amsterdam, mercato dei fiori

Porte, porticine e locali

E poi ci sono le porte. Verdi, rosse, scure, solitarie o accoppiate, coperte di edera o di vite canadese, con una bicicletta parcheggiata di fronte o un gatto che sonnecchia sulla soglia. Trasmettono un senso di calore, di casa, di hygge scandinavo. Non sembra di essere in una metropoli, ma in una cittadina a misura d’uomo, un luogo in cui “appendere il cappello”, come diceva Chatwin.

Il mercato immobiliare ad Amsterdam non è diverso da quello delle altre capitali europee: gli appartamenti sono belli, ma cari. I giovani lavoratori spesso decidono di compare, perché ottengono facilmente un mutuo al 100% e, se si trasferiscono altrove, vendono. All’interno, gli appartamenti sono più belli di quelli che si trovano a Londra. Il costo della vita è simile a Milano. Solo che qui basta una bicicletta per spostarsi – se si tollerano il vento gelido, la pioggia, il rigido clima invernale. Gli olandesi non sembrano soffrire, ma in questa giornata assolata di inizio ottobre noi abbiamo già la giacca a vento.

Ad affascinarmi sono anche i locali, quei ristorantini lungo i canali dai nomi difficili da comprendere. Uno di questi è Spingaren: ambiente piacevole, piatti curiosi e antipasti da dividere, per onnivori e vegetariani. Mentre torniamo a casa la sera, con i lampioni accesi, penso che Amsterdam mi ispira lo stesso pensiero di Copenhagen: qui potrei trasferirmi. Subito.

Amsterdam, quartiere musei

  1. Mi hai fatto fare un salto indietro nel tempo e vivere Amsterdam attraverso il tuo racconto: che emozione! Ricordo i profumi, i colori, la tranquillità delle persone… Il rischio di venire investiti dalle biciclette, perché si è successo anche a me!
    Mi piace tantissimo l’atmosfera che sei riuscita ad evocare, soprattutto in una stagione in cui Amsterdam dà il meglio di sé. Io l’ho vista in estate, ma adoro follemente l’atmosfera suggestiva dell’autunno, che la colora di tinte ovattate ma allo stesso tempo luminosissime!
    È stato bellissimo leggere il modo in cui Amsterdam ti ha assorbita. Ho provato io stessa la sensazione di essere lì, e di godermela come i suoi cittadini. Una città non solo bella, ma dalla personalità forte e dall’etica sicuramente migliore della nostra! Una libertà che si traduce in civiltà.
    Complimenti Ilenia, per il post pieno di atmosfera e per le foto veramente stupende!
    Un abbraccio,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Grazie mille come sempre, Claudia, delle tue belle parole. Esatto, Amsterdam mi ha assorbita e, anche se sono certa che abbia i suoi difetti, mi ha lasciato una sensazione molto positiva. Mi assicurano tutti che con il vento e la pioggia piace molto meno, e non ho dubbi. Eppure, in qualche modo mi ha colpita più di Copenhagen, per esempio, che pure adoro.
      Saranno quell’aria di libertà e l’assenza di stress e di traffico…
      Un abbraccio!

  2. Io sono stata ad Amsterdam a fine aprile e faceva talmente freddo che non ho avuto il coraggio di noleggiare una bici. Invece la gente che vive lì pedalava come in una giornata estiva, senza guanti e senza cappello, e sembrava non soffrire affatto. Ma forse è solo questione di abitudine, o forse il fatto di abitare in una città così bella fa sì che tutto il resto passi in secondo piano.
    Bellissimo racconto 😍

    • Blueberry Stories

      Ecco, tu hai sperimentato il freddo di cui mi parlano… Nemmeno io, ti dico la verità, avrei il coraggio di usare la bici come loro. Sono abituati fin da bambini, mentre noi abbiamo una diversa percezione delle temperature. La cosa bella è che Amsterdam, tutto sommato, è piccola, quindi gli spostamenti sono comodissimi anche con i mezzi pubblici. E il fatto che loro, intrepidi, usino sempre la bici permette di abbattere il traffico 🙂

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