Passaggio in Provenza: Cagnes-sur-mer e Saint Paul

C’è qualcosa di magico nel visitare i borghi antichi della Provenza. Mi piace arrivare così, in un bus che arranca nelle vie strette e si ferma fuori dalle mura, tra le quali è racchiuso il borgo. Una breve fuga a Cagnes-sur-mer con la famiglia, alle porte di Nizza, mi ha dato l’occasione di scoprire un posto nuovo e di rivederne uno dopo più di quindici anni. Il sole sta già calando quando passeggiamo sul lungomare, per farci un’idea della cittadina. Cannes-sur-mer non ha il fascino di Mentone o di Cannes. Non si respira aria di turismo, ma di vita quotidiana. Qualcuno si siede sulle panchine a guardare il mare. Altri portano a passeggio il cane. I ristoranti sulla spiaggia sono chiusi, la stagione è ormai finita. Ma scopriamo che esiste un borgo antico appollaiato sulla collina: la città vecchia.

FINESTRA IN PROVENZA

Il borgo antico di Cagnes-sur-mer

Decidiamo di andarci subito. Una piacevole passeggiata che porta dal lungomare a Square Bourdet, capolinea di molte linee di autobus. Da qui parte anche la navetta gratuita che si inerpica su per la collina, fino a raggiungere il vecchio borgo. E, a sorpresa, si rivela uno dei più belli della zona. Le case di pietra, rivestite d’edera e fiori, sfilano lungo i vicoli stretti che di dipanano dal Castello Grimaldi. Il paesino è immerso nel silenzio irreale del crepuscolo, immobile nella sua bellezza senza tempo. Un gatto sonnecchia sui gradini, sotto un arco. Il sole scompare piano, tingendo il cielo di rosa e oro. Lontano si vede il mare.

In Provenza a casa dei pittori

Un altro motivo per visitare Cagnes è che qui si stabilì Auguste Renoir, alla ricerca dei colori della Provenza. Il Museo a lui dedicato è segnato su tutti i cartelli. Un’insegna tra le vie acciottolate ricorda che qui visse anche Yves Klein, il pittore dell’immateriale, che con le sue opere astratte cerca di evocare il passaggio dal visibile all’invisibile. Non è difficile immaginare cosa abbia attratto i pittori: i colori sono più intensi, come se fosse stato applicato un filtro. Invece è la Provenza, terra d’arte e di profumi, di lavanda e di miele.

Cagnes, borgo antico

Soste golose a Cagnes

A metà pomeriggio, dopo una lunga passeggiata, le vetrine delle patisserie sono un richiamo a cui è impossibile resistere. E non abbiamo intenzione di farlo, perché il cibo è uno dei più grandi piaceri della vita – e dei viaggi. Entriamo da Vogade, in Blv Maréchal Juin, e vedo subito la tarte amandine aux poirs, la torta di mandorle e pere: una frolla burrosa che avvolge una crema di mandorle e frutta. Per non sbagliare compriamo anche un paio di panini all’uvetta, il pain aux raisins che si trova in ogni boulangerie francese.

La sera, mentre un vento freddo ricorda che, nonostante il tempo splendido, non è estate, torniamo sul mare. Cerchiamo un ristorante che sia accogliente, piccolo, lontano dai locali turistici. Svoltiamo per caso in una traversa del lungomare (Avenue des Oliviers) e troviamo La Trappe: una stanza soltanto, pochi tavoli, il menu scritto sulla lavagna. L’atmosfera è invitante, dalla cucina arriva un buon profumo di pesce alla griglia. Ci sediamo e la proprietaria ci illustra i piatti del giorno, molto semplici, accompagnati dalla classica ratatouille. E non restiamo deluse.

Saint Paul de Vence

Gli artisti di Saint Paul de Vence

Il giorno seguente si riprende il bus, stavolta sotto un sole ancora caldo nonostante il vento frizzante d’autunno. Il 400 porta a Saint Paul de Vence, uno dei borghi più belli della Provenza. A Saint Paul sono legati i nomi di Picasso e Chagall, per citare i più famosi. Appare in cima a una collina, circondato dalle mura, con l’alta torre che si scorge da lontano. Atelier di artisti, negozi di prodotti provenzali, perfino boutique sfilano lungo la strada principale, che attraversa il borgo.

I fiori, i colori e l’aroma delle erbe della Provenza mi riempiono la mente, e rifletto su cosa adoro del viaggio: quando si cammina per le strade di luoghi che appartengono più al passato che al presente, il tempo si ferma. E con esso i pensieri. Si guarda, si mangia un panino in una piccola sala da tè nascosta in una viuzza, si assaggia il miele alla lavanda, si cerca il mare oltre le colline e si entra in chiesa, sotto gli archi di pietra. Il resto del mondo non esiste più. Resta solo il piacere di assaporare l’attimo.

  1. cara ilenia
    ho adorato sain paul de vence , aix en provence, arles, avignon e altri borghi ..putroppo non sono stata a cagnes, la provenza è tutto un gioiello da apprezzare e gustare..una vita non basterebbe a visitarla bene tutta…
    buon domenica e complimneti sia per le foto (mi hanno fatto sentire nostalgica subito) e per il testo scritto divinamente:-)
    daniela

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