Venezia tra le calli e le pagine di un libro

Non c’è niente di più facile che perdersi a Venezia. Dimenticate Google Maps e iniziare a camminare per le strade strette di una delle più bizzarre, affascinanti città del mondo. Seguite il vostro istinto. Esplorate. Fotografate. Ascoltate. Annusate.

Arrivare a Venezia è come entrare in un libro. E un libro mi torna in mente, passeggiando per Venezia: Le città invisibili di Italo Calvino. Immaginando un incontro tra Marco Polo, il celebre esploratore italiano che nel 1271 intraprese un viaggio da Venezia attraverso l’Armenia e la Persia, fino alla Cina, e l’imperatore Kublai Kan, Calvino descrive una serie di città immaginarie che, in realtà, rappresentano Venezia.

“Ti è mai accaduto di vedere una città che assomigli a questa? – chiedeva Kublai a Marco Polo sporgendo la mano inanellata fuori dal baldacchino di seta del bucintoro imperiale, a indicare i ponti che s’incurvano sui canali, i palazzi principeschi le cui soglie di marmo s’immergono nell’acqua, l’andirivieni di battelli leggeri che volteggiano a zigzag spinti da lunghi remi, le chiatte che scaricano ceste di ortaggi sulle piazze, dei mercati, i balconi, le altane, le cupole, i campanili, i giardini delle isole che verdeggiano nel grigio della laguna.”

venezia-cortile

venezia-ponte

Venezia ha il fascino del luogo unico al mondo. Nessuna città può assomigliarle. Venezia sembra nascere dal mare come un miraggio, fatto di cupole, vicoli stretti, canali, gondole, archi di pietra dietro ai quali si nascondono giardini, palazzi sontuosi, finestre ogivali, vecchie botteghe e ponti. Venezia vive in un sogno, per questo è facile perdersi. Ma perdersi, secondo me, è il modo migliore di visitarla.

Rio Marin

Oggi attraversiamo il ponte degli Scalzi, davanti alla stazione, e percorriamo Calle Lunga. Giriamo a sinistra e raggiungiamo Rio Marin, poi svoltiamo a destra e seguiamo il canale, senza una meta precisa. Guardate le case, trovate angoli nascosti, scattate foto alle finestre e alle gondole. Ascoltate il silenzio. E’ una zona poco battuta dai turisti e, per questo, ha un fascino speciale. Pur essendo andata a Venezia tante volte, l’ho scoperta solo un paio d’anni fa, perdendomi. Lungo il canale, si trovano gradini di pietra su cui sedersi a consumare un pranzo al volo, circondati dalla quiete. Nella Pasticceria Rio Marin si può ordinare una fetta di crostata o di tiramisù da gustare seduti ai tavolini lungo il canale, mentre le imbarcazioni scivolano accanto a noi.

Dorsoduro

È l’occasione giusta per visitare il sestriere di Dorsoduro, una zona elegante e costellata di celebri palazzi e musei. La passeggiata comincia da Campo Santa Margherita, un’ampia piazza sulla quale si affacciano negozi e caffè, e prosegue verso Ca’ Foscari, sede universitaria, dove ci si trova a costeggiare i canali in mezzo agli studenti che discutono delle lezioni di architettura o di archeologia. Si passa poi davanti a Ca’ Rezzonico, che offre un incantevole viaggio nel Settecento veneziano, per arrivare a Campo San Barnaba, spesso usato come set cinematografico, con la facciata neoclassica della chiesa di San Barnaba.

Proseguendo, si arriva alla Basilica di Santa Maria della Salute, sulla punta dell’isola, una costruzione barocca a cui è legata una delle feste popolari più amate dai veneziani. Osservate il mare di fronte a voi, le altre isole – la Giudecca, San Giorgio. Anche questa è Venezia. Sulla via del ritorno, percorrendo Cal del Bastion si raggiunge la Collezione Peggy Guggenheim, ospitata nell’incompiuto Palazzo Venier dei Leoni, progettato dall’architetto Lorenzo Boschetti. Il complesso comprende uno splendido giardino con opere d’arte moderna e un’atmosfera elegante e rilassata. Più avanti, Palazzo Contarini Polignac sfoggia la sua bella facciata rinascimentale rivestita di marmi policromi e gli affreschi (all’interno) del Tiepolo. Si arriva così alle Gallerie dell’Accademia, che vale una visita con la dovuta calma per ammirare i dipinti veneziani e veneti, da Giorgione a Tintoretto, da Bellini al Canaletto.

La Fenice

E così, attraversando il Ponte dell’Accademia ci si trova in Campo Santo Stefano, oltre il quale, verso est, si trovano il teatro La Fenice e Santa Maria del Giglio. Lo storico Hotel Ala, con le sue tipiche decorazioni veneziane e lo stile settecentesco, offre l’occasione di proseguire questo viaggio nel tempo, per riprendere l’esplorazione il mattino dopo.

  1. ciao ilenia
    venezia è sempre unica..sono felice di averla a pochi km da casa mia (sto a verona) ma dovrei forse tornarci piu spesso…
    ti auguro una buona settimana
    daniela

  2. Ciao Daniela, è sempre un piacere leggerti 🙂
    Ho visto Venezia tante volte, eppure non finisce mai di stupirmi… e ogni volta mi ritrovo a chiedermi cosa possa provare uno straniero che vede una città così, sospesa tra cielo e acqua…

Rispondi