Lubecca, fiabe e locande da marinai

Quando sono stata a Lubecca ho pensato: questo è il posto in cui sono ambientate le storie dei Fratelli Grimm. È vero che le fiabe sono ambientate in un luogo e un tempo immaginari, ma da qualche parte gli autori avranno pur tratto ispirazione. Anche se creiamo mondi fantastici, prendiamo spunto dalla realtà.

strada di Lubecca

Lubecca e la sua storia

Vicoli, travi di legno, ciottoli, locande, archi e alberi dai tronchi nodosi. Già la storia di Lubecca è affascinante. La città tedesca fu fondata nel 1143 e, in seguito, fu eletta regina della lega anseatica: in altre parole era la potenza commerciale del tempo, crocevia di uomini e merci. Oggi è patrimonio culturale dell’UNESCO e per fortuna conserva ancora l’atmosfera di una volta, tra chiese gotiche, conventi e dimore borghesi che si affacciano sul fiume Trave.

A Lubecca si accede passando sotto una porta che assomiglia molto a un castello, la Holstentor, con i torrioni di mattoni e i tetti a cono. Ci si inoltra così nel cuore medievale, sbucando nella piazza centrale dove sorge il Municipio gotico. Se, guardandolo, vi chiedete il motivo delle due aperture circolari che “decorano” la costruzione, è presto detto: servivano a ridurre il forte impatto dei venti che soffiano dal Baltico. Le guglie della Marienkirche, splendida chiesa in stile gotico, svettano a poca distanza.

Lubecca, ingresso alla città

Indietro nel tempo

Una visita al Museo Anseatico riporta indietro nel tempo e permette di scoprire la storia di questa città, dove i mercanti si radunavano per comprare e vendere le loro merci, i cittadini si muovevano con le barche lungo il fiume, che ghiacciava nei lunghi inverni, mentre le donne ricamavano, cucinavano, tessevano.

Chi ama i romanzi di Thomas Mann deve fare un salto nella casa dei Buddenbrook, mentre i golosi devono seguirmi al Niederegger Café, che si incontra camminando lungo la Breiterstrasse. È una pasticceria, in realtà, fondata all’inizio del 1800 e diventata famosa per il marzapane; chi – come la sottoscritta – non ama i dolci di marzapane, troverà consolazione in un caramel brownie accompagnato da una tazza di tè nero.

Vagando per le fiabesche stradine, ammirando le facciate di mattoni rossi e curiosando nei cortili, si finisce per abituarsi all’atmosfera d’altri tempi e a desiderare di restarci ancora per un po’.

Lungo il fiume, le case fiabesche di Lubecca

Una locanda da marinai

Ecco perché, quando scende la sera, si finisce per entrare da Schiffergesellschaft: se guardate il sito, leggete la logline “Nostalgia for distant times”. Rende bene l’idea del locale, ospitato in un edificio medievale che, nel sedicesimo secolo, fu acquistato dalla Compagnia dei Capitani. L’arredamento e le navi appese al soffitto ricordano i tempi in cui i marinai si fermavano a mangiare, seduti al lungo tavolo di legno e divisi in base al porto di provenienza. Si assaggiano piatti locali, aringhe, patate al cartoccio, pesce fresco cotto al forno. Oppure si va da Luebecker Hanse (Kolk 7), simile nell’arredo e nella cucina.

In centro a Lubecca come in un quadro fiammingo

Verso il mare

Il mare non è distante da Lubecca. È il mar Baltico, che ha un suo fascino soprattutto d’estate, quando le spiagge dorate come Travemünde si popolano di bambini che corrono sulla sabbia e di adulti che passeggiano, leggono un libro o guardano il mare, protetti dalle strutture in vimini che qui sostituiscono i classici ombrelloni. Si va in treno, si torna in battello e ci si lascia conquistare dalla bellezza selvaggia – anche se qui è in parte addomesticata – di un mare diverso dal Mediterraneo.

Noi siamo arrivati a Lubecca dalla Danimarca, dopo avere attraversato la Scandinavia, e l’emozione di varcare gli invisibili confini tra uno Stato e l’altro era parte del viaggio. Dalle foreste e laghi della Svezia ai verdi campi danesi, dai mulini a vento alle spiagge sul Baltico, ogni cosa sembrava appartenere a un quadro, uno di quei dipinti dei pittori nordici che ritraggono il paesaggio e la vita quotidiana.

Lubecca appare così, lungo il fiume e all’ombra dei salici, come una città che spunta dal passato per farci innamorare della vecchia Europa, con le sue guglie, i suoi torrioni e le sue case dai tetti strani, con i vicoli stretti, le botteghe e il marzapane.

Si entra a Lubecca dalla sua porta medievale

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