Foglie rosse, mele gialle, zucche arancioni. Autunno in Svizzera e Alto Adige.

Per andare da Milano a Glorenza, in Alto Adige, prendere l’autostrada è la scelta scontata ma anche la più noiosa. Spesso la strada migliore per raggiungere un posto non è quella più facile. Le deviazioni portano a scoprire posti nuovi e, anche se in apparenza fanno perdere tempo, sono avventure da ricordare. E questo vale anche nella vita.

Esiste un’alternativa che conduce a nord e attraversa la Svizzera, fino al Bernina e oltre, tra laghi, valli e passi, per ammirare i colori dell’autunno che si riflettono nell’acqua, ritrovare paesaggi antichi e idilliaci dove il tempo sembra scorrere con un ritmo tutto suo.

Verso la Svizzera

Prima si costeggia il lago di Lecco in direzione Chiavenna, una strada che diventa affascinante verso la punta del lago, a Verceia, dove si attraversano prati verdi punteggiati di case di pietra grigia, e l’acqua riflette le montagne.

Chiavenna ha un centro storico grazioso, a cui si accede con un ponte sul torrente e dove si passeggia nelle strade strette, tra porticine di legno, bow-window decorate e botteghe storiche. Una sosta da Mastai per un caffè con pasticcini artigianali e poi si prosegue verso la Svizzera, superando il confine in direzione Maloggia. La strada sale lungo tornanti che serpeggiano tra boschi; le cime rocciose sono sopra di noi, la valle si apre ai nostri piedi. Se si passa in questa stagione, d’autunno, si vede la neve che imbianca le vette; abbassando il finestrino si respira l’aria fredda che profuma di pino.

Silvaplana e Saint Moritz

A Maloggia comincia lo spettacolo dei laghi, quelli di Sils, Silvaplana e Sankt Moritz. Chissà perché, questa zona mi fa pensare al Canada, al grande Nord: forse per i colori, quell’incredibile smeraldo che si distingue dal cielo, o per il silenzio, o la sensazione di vastità data dall’altopiano.

A Silvaplana ci fermiamo per ammirare lo spettacolo silenzioso della natura. Le foglie gialle ondeggiano sull’acqua, il vento increspa la superficie. Un uomo attraversa il lago con la sua barchetta, un altro cammina lungo la sponda. Il Bernina con i suoi paesaggi maestosi è lì, oltre i laghi.

Engadina

Proseguendo il viaggio non abbandoniamo l’acqua, perché seguiamo il corso dell’Inn fino a Celerina e oltre, entrando in Engadina. Prati, boschetti che salgono fino a lasciare il posto alle rocce, paesini con le case dai tetti spioventi e i campanili appuntiti. La zona del parco nazionale svizzero mi sembra un quadro, oppure un’illustrazione di quelle che si trovano nei libri di fiabe, con l’erba color verde pistacchio e le mucche che pascolano serene.

Müstair

A Müstair, nel Cantone dei Grigioni, mi ferma un ricordo, studi universitari di storia dell’arte che riguardavano il monastero di San Giovanni, un’antica abbazia benedettina fondata nel lontano 780 e trasformata più tardi in convento femminile. All’interno della chiesa, immersa nell’aroma d’incenso, si trovano un ciclo di affreschi carolingi che raffigurano le storie della Bibbia e sculture romaniche, un tesoro che ha portato l’UNESCO a dichiarare San Giovanni un sito patrimonio dell’umanità. Non stupisce che i monaci abbiano scelto questo posto idilliaco per un’esistenza di preghiera e lavoro.

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Glorenza

Il confine con l’Alto Adige è qui vicino, a Tubre, un paesino di poche case (ma pittoresche) e una chiesetta romanica in pietra, St Johannes, che si staglia contro i monti dalle cime bianche. Poco più in là, Glorenza, cittadina fortificata a cui si accede a piedi, lasciando la macchina nel parcheggio appena fuori dalle mura. Lungo la via che l’attraversa, Florastrasse, si incontrano le tipiche case altoatesine, di pietra bianca con i portici ad arco, altre color pastello, fino ad arrivare alla piazza principale e alla chiesa di Glorenza. In una vietta, tra portici e un’altra chiesa, ecco il mercato stagionale, che oggi esibisce zucche arancioni, mele rosse e verdi, funghi porcini, pere color ruggine. Anche i panifici hanno allestito una bancarella con i loro prodotti: torte di grano saraceno e marmellata di mirtilli, pane con pere e noci, strudel di mele, pane ai semi.

Lo strudel merita una parentesi, perché in Alto Adige non tutti gli strudel sono uguali. Alcuni lo fanno con la pasta sfoglia, altri con la frolla; in alcune baite assomiglia a una torta, in altre il ripieno consiste di sole mele e cannella, in altre ancora include frutta secca e cioccolato.

A Glorenza, nella pasticceria Riedl, l’impasto di mele è avvolto in una sfoglia sottile. Ma va provata anche la torta di ricotta, per non parlare della Linzer con mandorle e ribes rosso. Non mancano nemmeno una distilleria e il locale della Frost per gli appassionati; io preferisco un caffè con panna, prima di rimettermi in cammino verso Malles, nel cuore della Val Venosta.

Clusio

C’è un sentiero che collega le due cittadine e che attraversa i meleti, in un trionfo di frutti maturi e quiete. Invece di fermarsi a Malles, conviene proseguire per Clusio e dormire lì, magari all’Aquila d’Oro, Zum Goldnen Adler, un piccolo hotel familiare dove le stanze affacciano su un vecchio fienile e la colazione è un’esperienza sensoriale.

Miele di tarassaco, muesli, semi di ogni tipo, torte fatte in casa, yogurt fresco di montagna, marmellate artigianali e, per chi preferisce il salato, speck, formaggi e pane di segale. Passeggiare per il paesino dà l’impressione di essere tornati indietro nel tempo, anzi, che il tempo stesso si sia fermato a un’epoca in cui le giornate erano scandite dalle campane della chiesa e da quelle, monotone, delle mucche al pascolo.

Il lago di Resia

Mi raccontano del lago di Resia, non distante da qui, circondato dalle montagne, dal quale spunta il vecchio campanile di Curon; per costruire la diga che fornisce energia idroelettrica, il paese che sorgeva intorno alla chiesa fu svuotato e sommerso, ma il campanile rimane, come in una fiaba. Qualcuno dice che si sente il suono delle campane nelle notti d’inverno, quando il lago gela e si può camminare sulla superficie ghiacciata. Chissà se è vero. A me piace credere che lo spirito del passato alberghi in questi luoghi e li protegga, conservandoli così come sono, come un incantesimo benefico.

Caffè e dolci


Riedl Alois, via Malles 11, Glorenza. Qui si trovano le specialità dolci altoatesine. Lo strudel di mele è fatto con una pasta sottile che avvolge un ripieno di mele, uvetta, cannella e zucchero di canna. La torta di ricotta è formata da un cerchio di pandispagna su cui si adagia una crema soffice di ricotta, panna e yogurt, con mirtilli freschi. Infine, la torta Linzer è una crostata di mandorle e farina integrale con la marmellata di mirtilli neri.

Panificio Schuster, via dei Portici 3, Glorenza. Ottimi il pane alle pere, le composte di frutta, le barrette alla frutta che in Alto Adige sono molto diffuse. Si tratta di rettangoli di semi vari, noci, mandorle, frutta disidratata, miele e olio di cocco o di semi di girasole, ottime per la colazione con lo yogurt oppure come snack durante le passeggiate.

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