La Costa Azzurra d’autunno + i giardini esotici di Val Rahmeh

Torniamo indietro nel tempo, all’epoca dei primi giardini esotici europei. Siamo in Costa Azzurra, a Mentone, dove nel 1905 si trasferiscono un ex generale britannico, Sir Percy Radcliffe, e la moglie Rahmeh Theodora Swinburme. Sir Percy acquista una proprietà in collina, con vista mare, e fa costruire una villa circondata da palme e ulivi. Una cinquantina di anni dopo, la casa passa all’eccentrica Miss Campbell, appassionata di piante e di gatti. Miss Campbell aggiunge un secondo giardino e fa costruire la fontana Waterfield. Si crea così un ambiente tropicale in cui crescono bambù giganti, felci e palme australiane, che prosperano nel microclima della costa francese. E questo splendido angolo di Mentone diventa un piccolo Eden.

I giardini esotici di Val Rahmeh

I giardini esotici di Val Rahmeh

Il parco di Val Rahmeh si raggiunge a piedi dal centro di Mentone, percorrendo il lungomare verso Garavan e svoltando a sinistra nella Avenue St Jacques. Scale e sentieri immersi nel verde conducono in pochi minuti in collina, tra buganvillea e ulivi. Si sentono soltanto gli insetti ronzare e, lontano, la voce dei gabbiani. Una parete di bambù indica che siamo arrivati a destinazione. I giardini offrono asilo a millesettecento specie, tra piante alimentari e curative, ulivi, agrumi, palme, bambù e fiori tropicali. Già oltrepassando il cancello di ferro battuto si respira un’aria diversa. Sembra di fare un viaggio lontano, tra isole e terre sconosciute, profumi intensi e colori accesi.

Pagato il biglietto, si comincia il percorso guidato all’interno dei giardini esotici. Alcune specie sono sorprendenti, come il pino colonnare della Nuova Caledonia, lo zapote bianco dell’Amazzonia e il Sophora Toromiro dell’Isola di Pasqua. Questa pianta, che appartiene alle leguminose, era diffusa in Polinesia nel 17esimo secolo e i suoi semi furono portati a Göteborg dall’archeologo ed esploratore norvegese Heyerdahl. Alcuni degli esemplari coltivati al Nord arrivano a Val Rahmeh nel 1993 e sono preziosissimi, perché l’eccessivo sfruttamento ha fatto scomparire il Sophora nell’isola di origine.

Poi banani, ninfee, il Chorisia speciosa del Brasile che proprio in questo periodo produce una fioritura rossa scura. Canna da zucchero, avocado, perfino piante magiche e tossiche. Per me i giardini esotici sono un regno delle meraviglie, un passaggio incantato verso mondi lontani nello spazio e nel tempo.

fiori nei giardini esotici di Val Rahmeh

Colori d’ottobre e aria di mare

Lasciati i giardini esotici, si può tornare verso il centro di Mentone senza scendere al mare, attraversando la città vecchia. Ne ho già parlato in un altro articolo, ma ogni volta che torno in un posto, noto qualcosa di nuovo. Non mi ero mai accorta di quanto fossero strette e ripide le scale di pietra delle case. Né che le vie fossero tutte collegate da passaggi e tunnel. La vista dalla chiesa di Saint Michel incanta sempre, al tramonto.

La Costa Azzurra è bella in qualsiasi stagione, ma l’autunno è il momento migliore per visitare spiagge e città. Splende il sole ma non fa troppo caldo. La sera, l’aria fresca del mare invita a infilare un maglioncino, ma si può passeggiare per ore senza avere freddo. Il turismo di massa è finito, negli hotel si incontrano le coppie di pensionati inglesi e francesi e qualche viaggiatore solitario, che parte la mattina con lo zaino e torna la sera. Si trova posto nei locali sul lungomare e si può restare a guardare il panorama per tutto il tempo che si desidera, senza essere disturbati. E i prezzi sono dimezzati rispetto alla stagione estiva. Eppure si respira ancora aria d’estate.

Mentone al tramonto

A passeggio tra le ville di Cap Ferrat

Approfittando di questo clima piacevole, decido di prendere il treno per Beaulieu. Da lì, a piedi, si può passeggiare per Cap Ferrat, fermandosi nelle piccole baie che si raggiungono tramite i sentieri, detti chemins. Cap Ferrat è un’isola dedicata al lusso. Dominata dalla splendida Villa Ephrussi, la penisola è un parco che ospita le dimore dei ricchi. Ma ricchi seri, che costruiscono monumenti alla bellezza, senza dettagli pacchiani o fuori luogo. Le strade e i sentieri fiancheggiano mura di cinta, siepi, cancelli oltre i quali si scorgono le costruzioni color pastello. Molte sono chiuse, alcune hanno le finestre aperte ad accogliere il sole. La villa “Les Bruyères” appartenne per un periodo al figlio della regina Vittoria; “La Mauresque” fu residenza dello scrittore inglese Somerset Maugham. Di sicuro, un posto ideale per l’ispirazione artistica.

I romantici ameranno le case in stile classico, quasi fiabesco. Chi preferisce l’architettura minimal e geometrica, resterà incantato di fronte alla Californie, di legno e vetro. Il verde è rispettato: niente tagli selvaggi, le ville sono inserite perfettamente nel paesaggio circostante. Scendo verso la Plage de Passable, una piccola baia dove qualcuno sta facendo il bagno. L’acqua – trasparente – non è fredda; il clima è così piacevole che viene voglia di restare per ore, seduti su uno scoglio, a guardare il mare.

una villa a Beaulieu-sur-mer

La Chapelle Saint Hospice e ritorno a Saint-Jean

Percorro il capo fino al faro, per poi risalire verso il villaggio di Saint-Jean-Cap-Ferrat. Questo borgo dalle tinte pastello, che ricorda i quadri dei pittori locali, ha ciò che serve per un buen retiro di qualche giorno. Hotel di lusso e più modesti, ristoranti sul mare, una spiaggia di sabbia, un porto turistico dove sono ancorate le barche e dove si trovano negozi e caffè. Rispetto a luoghi come Portofino, i prezzi non sono impossibili. Dal paese parte un sentiero panoramico, il Sentier du littoral, che si snoda in senso circolare e tocca Point de Saint Hospice. Qui si trova “La Fiorentina”, una villa in stile toscano fatta costruire dalla contessa de Beauchamp nel 1917.

A un certo punto, seguendo l’indicazione per la Chapelle Saint Hospice, si sale verso la chiesetta che domina il promontorio. È un luogo di pace e silenzio, protetto da un’imponente statua della Madonna con Bambino. Accanto si trova il cimitero militare belga. Mentre torno a piedi verso Beaulieu, incontro giovani mamme che spingono il passeggino, vecchietti seduti sulle panchine, un ragazzo con il cane. Come dev’essere abitare qui? Ho la certezza che luoghi come questi plachino l’anima, curando dallo stress.

Poi arrivi in stazione e torni alla realtà. C’è un problema sulla linea e i treni arrivano solo fino a Monaco. Va bene, prenderemo il bus a Monaco. Alla fermata, il delirio. Gente che deve tornare a casa dopo il lavoro, turisti che devono tornare a Mentone. I bus sono tutti pieni e nessuno ha pensato di metterne altri. In Francia come in Italia, ognuno deve arrangiarsi da solo. Noi italiani formiamo un gruppetto e prendiamo un autobus cittadino che porta all’inizio di Roquebrune, da dove proseguiamo a piedi lungo la strada. Siamo in sei e l’adrenalina ci spinge ad andare avanti, anche se è sera, siamo stanchi e increduli per la non-gestione dell’emergenza. Tutto il mondo è paese, insomma. Per fortuna esistono i giardini esotici e le oasi di bellezza in cui rifugiarsi e dimenticare il resto.

TEATIME & MORE

Poteva forse mancare un piccolo accenno ai miei indirizzi preferiti a Mentone?

The Loving Hut, Promenade du Soleil, Menton. Ristorante vegano che piace anche ai non vegani. La loro cheesecake al cioccolato è strepitosa.
Coté Sud, Quai Bonaparte, Menton. Ristorante mediterraneo con un arredamento shabby chic e un buon assortimento di piatti, tutti cucinati con cura. Parlano italiano e sono tutti molto gentili.
Vanilla Bakery, 3 Avenue Félix Faure, Menton. Un caffè italiano con croissant molto buoni e tè francese.

  1. La storia di questo posto mi ricorda un romanzo e in effetti sarebbe l’ambientazione perfetta per una bella saga famigliare.
    La Costa Azzurra fuori stagione deve essere davvero bella, senza le orde di turisti che si spostano dalla spiaggia in città. Peccato per l’inconvenite dei trasporti!
    Buona giornata ❤️

    • Blueberry Stories

      Hai ragione, non ci avevo pensato: mi stupisce che nessuno abbia ancora scritto una bella saga ambientata in quei luoghi! Nonostante la pessima gestione della situazione da parte dei francesi (che sono fratelli degli italiani, inutile che lo neghino), continuo ad amare la Costa Azzurra. E’ più bella della California, secondo me. E qui si potrebbe aprire un dibattito 😀

  2. E qui io m’innamoro… Hai saputo trasportarmi con te, in questa atmosfera d’altri tempi. Perché quando penso alla Costa Azzurra, con la mente corro sempre al passato, ad un’epoca che ormai non c’è più. Ma con il tuo post, questa sensazione si è amplificata. Forse per la magia di leggere di una Costa Azzurra fuori stagione, immersa nell’atmosfera autunnale.
    Ti giuro, mi è parso di vedere i colori, di sentire i profumi, di essere lì a rilassarmi insieme a te.
    Anche io amo molto i giardini botanici e le ville, ma le amo ancora di più quando non ci sono milioni di turisti attorno a me! Purtroppo, di rado ho l’occasione di visitarli in questo contesto…
    Peccato per il disguido di fine giornata, soprattutto per la grossa difficoltà in cui vi ha messo. Siete stati comunque bravi a far fronte al disservizio…e si, davvero tutto il mondo è paese. Alla fine fa piacere sapere che, noi italiani, non abbiamo insegnato nulla di nuovo😉.
    Un abbraccio,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Sono assai contenta di averti trasportato in questo luogo fantastico! I giardini sono posti magici, infatti, come ben sai, ho adorato il tuo post sui giardini botanici in Thailandia. Ecco, parlando di mete che occupano un posto speciale nel nostro cuore, la Costa Azzurra è una delle mie. La conosco troppo bene ormai per non notare i lati negativi, ma non importa: passo oltre, perché mi trasmette sensazioni sempre nuove e belle. Se fossi rimasta a piedi in qualsiasi altro posto, la sera, con diversi chilometri da fare a piedi, sarei andata in crisi. Ma lì si fa, perché le passeggiate tra un paese e l’altro sono previste e non sono difficili. Però si finisce sempre per farsi forza tra connazionali 🙂

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