Cosa vedere a Portofino (e la vera pasta al pesto)

Portofino è una delle località italiane che non si possono descrivere a parole. Bisogna andarci, assaporare ogni attimo e guardarla da ogni angolazione. L’intero Golfo del Tigullio, in Liguria, è splendido: il mare azzurro si incastra tra gli scogli a picco, rivestiti di pini marittimi, palme e vegetazione mediterranea. Le case dai colori pastello formano paesini sonnacchiosi d’inverno, gremiti dai turisti nella bella stagione. Nelle baie si nascondono spiagge minuscole, che si raggiungono solo a piedi o in barca. E Portofino è la regina di questo tratto di costa.

Portofino, Liguria

Da Santa Margherita Ligure a Portofino

Che si arrivi in macchina oppure in treno, il punto di appoggio è Santa Margherita Ligure, cittadina elegante e aggraziata dove tanti milanesi (ma non solo) hanno comprato casa. I prezzi degli hotel e dei ristoranti sono più alti della media, tanto che molti preferiscono soggiornare nella vicina Rapallo, più alla mano. Una passeggiata a Santa Margherita, però, è d’obbligo, per vedere i giardini ben curati che si affacciano sul mare, per comprare la focaccia (liscia oppure di Recco, con la crescenza) e le torte salate del panificio Pinamonti. Noi compriamo una porzione di torta ai carciofi, una di fagiolini e una di riso, specialità ligure, con la pasta sottile e croccante e il ripieno morbido.

Non resistiamo e aggiungiamo anche un pezzo di focaccia di Recco, che gustiamo mentre raggiungiamo il molo da cui partono i traghetti per Portofino e San Fruttuoso. Andare in queste località via mare è decisamente più comodo, ma gli amanti del trekking preferiscono l’alternativa via terra. Per arrivare a San Fruttuoso, un antico monastero nel comune di Camogli, bisogna prevedere una lunga passeggiata che si inerpica per un tratto e porta attraverso prati e boschetti. E’ un percorso suggestivo e molto bello, da fare la mattina presto con uno zaino in cui stipare acqua e cibo per il picnic.

Oggi, però, noi siamo diretti a Portofino. Abbiamo deciso di andare via mare e tornare a piedi, all’ora del tramonto. Esiste anche un autobus che collega Portofino a Santa Margherita, ma nelle belle giornate è sempre pieno e non permette di godersi davvero il panorama. Meglio salire sulla barca e ammirare il blu del mare e la bellezza del promontorio.

Portofino dal mare

Il “piccolo villaggio” di Guy de Maupassant

Ed ecco, all’improvviso, scoprirsi un’insenatura nascosta, di ulivi e castani. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino. […] tutto si riflette nello specchio delle acque tranquille, ove sembrano dormire alcune barche da pesca”.

Così scriveva nel 1889 Guy de Maupassant, lo scrittore francese che rimase incantato dal fascino di Portofino. Questo luogo riparato dai venti e protetto dalle montagne, approdo sicuro fin dall’antichità, era un borgo di pescatori che, con l’affermarsi del turismo, si è trasformato in una delle destinazioni più esclusive d’Europa. Un anfiteatro di case dai colori pastello, tra le quali si incastrano botteghe e gallerie d’arte. Una piazzetta su cui si affacciano ristoranti e caffè (non a buon prezzo). Una chiesa, quella dedicata a San Martino di Tour, in stile romanico lombardo, situata nel cuore del borgo. Un quadro perfetto, che si potrebbe restare ad ammirare per ore.

Invece prendiamo la scala di pietra che parte dal borgo e sale alla chiesa di San Giorgio, da cui si gode una vista splendida sui due lati del promontorio. La chiesa perfetta per un matrimonio, con il vento che soffia sempre, anche nelle giornate più calde, e i suoi altari e pavimenti di marmo. Semplice e mistica sentinella del golfo.

barche ormeggiate a Portofino

Il faro e il castello Brown

Dalla chiesa, il sentiero prosegue tra la vegetazione che profuma di Liguria: rosmarino, pino, lavanda, limoni, ulivi. Il verde smeraldo che ci circonda è così intenso che è impossibile, qui, sentirsi stanchi o stressati. Si odono soltanto i suoni della natura, il frinire dei grilli e delle cicale, la musica del vento tra le foglie e, laggiù, l’infrangersi delle onde contro gli scogli. Raggiungiamo il Faro di Portofino, dove ci fermiamo a pranzare con la nostra torta ligure, seduti su una panchina di pietra.

Sì, è decisamente uno dei posti più belli del mondo. A malincuore ci stacchiamo dalla vista del faro, ipnotico come tutti i fari – simboli di libertà e di orizzonti lontani – e riprendiamo il sentiero. Tornando verso il borgo, deviamo a destra per vedere il castello Brown. Questa fortezza militare costruita nel X secolo e spesso presa di mira dai pirati saraceni, fu ampliata e rafforzata nel corso del tempo. Deve il suo nome a Sir Montague Yeats Brown, console inglese a Roma, a cui il castello fu venduto nel 1870. Parlando di matrimoni, ecco il luogo perfetto per la festa, sotto il pergolato del giardino, tra rose e scorci da sogno.

tramonto in Liguria

E per cena? Pasta al pesto

La luce è calda e dorata quando decidiamo che è ora di avviarci verso Santa Margherita. Stavolta torniamo a piedi, camminando lungo la strada che costeggia il mare. Purtroppo è aperta alle macchine ed è spesso trafficata, ma vale lo stesso la pena di percorrerla tutta con lo sguardo rivolto verso il mare. Ci vuole un’ora e, a metà strada, si costeggia la baia di Paraggi, dove si trova la deliziosa spiaggetta di sabbia dei Bagni Fiore. Con il ristorante e le terrazze panoramiche in legno-teak, i Bagni Fiore sono una struttura di lusso, una di quelle da provare una volta nella vita. Se non altro per il panorama.

Non si può lasciare la Liguria senza assaggiare un piatto di pasta al pesto, forse il più famoso tra i piatti regionali. Il vero pesto si fa con basilico, pinoli e olio extravergine di oliva, tutto rigorosamente pestato a mano nel mortaio. Niente coltello, niente frullatore. Il sapore, va detto, non ha nulla a che vedere con quello del pesto che si compra nei vasetti. E, una volta provato, viene voglia di correre a comprare gli ingredienti, un mortaio e mettersi all’opera anche a casa.

LA SPESA LIGURE

• Panificio Pinamonti, Via dell’Arco, 23, Santa Margherita Ligure: focacce, torte dolci e salate tipiche della regione.

• Pestarino, via Palestro 20, Santa Margherita Ligure: un’antica pasticceria che serve un ottimo caffè, ma vende anche prodotti locali e pasta fresca. A pranzo si può ordinare un piatto di trofie al pesto o al sugo di noci, tutto fatto in casa.

• Ristorante da ö Battj, via Ruffini 2, Santa Margherita Ligure: non affaccia sul mare ed è molto informale, ma la pasta al pesto è succulenta e il pesce freschissimo.

  1. Portofino manca alle mie visite, quindi ho letto con piacere questo post, per prendere ispirazione. Devo dire, infatti, che vorrei tornare sul Golfo dei Poeti fuori stagione, per godermi un paio di giornate di tranquille visite.
    Alcuni anni fa, abbiamo trascorso un lungo fine settimana a Portovenere e alle Cinque Terre, ma vorrei inserire Portofino, Tellaro e Lerici. Non più in estate, però. Pensavo all’autunno.
    Amo i colori e le atmosfere dei borghi liguri. Secondo me sono unici! Una tavolozza allegra di tonalità, esaltate da ombre e luci. Passeggiare per quei vicoli stretti ed avvolgenti, fra piccoli negozi o, semplicemente,composizioni floreali, è qualcosa che amo alla follia. Sulla questione focacce, torte rustiche e pasta al pesto, poi, direi che non si può aggiungere nulla. Non fosse altro perché inizio ad avere una certa acquolina in bocca!
    A presto,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Se non sei ancora stata a Portofino, devi proprio andarci! Assomiglia un po’ a Porto Venere, in effetti. La passeggiata verso il faro è bellissima… e sì, ti consiglio decisamente di organizzare fuori stagione. Maggio o settembre sono perfetti, ma anche altri mesi, basta che ci sia il sole: la Liguria con nuvole e pioggia cambia totalmente aspetto. Ti abbraccio!

  2. Bellissima idea quella di arrivare in barca e tornare a piedi! Anche perché direttamente dal mare deve esserci una vista pazzesca. Purtroppo non la prendo mai in considerazione per una gita domenicale, nonostante non sia lontana, perché temo il traffico, la gente per le vie, ecc…
    E quella pasta con il pesto? E la focaccia di Recco? Famissima 😉

    • Blueberry Stories

      Silvia, ti do ragione, la domenica non è consigliabile d’estate. Fuori stagione, però, è un altro discorso… credo che, evitando i ponti, si possa ragionevolmente sperare che anche il fine settimana sia adatto. La Liguria è un disastro davvero: ho fatto tante di quelle code in autostrada, da cancellare il barlume di relax che dona il mare. Perciò opto per il treno, ormai. Più lungo il viaggio ma niente code… Mmm, adesso vado a preparare una torta salata, tanto per stare in tema!

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