Toccata e fuga a Cannes: cosa vedere in due giorni

In treno verso Cannes, guardo il mare e rifletto. Il susseguirsi dei paesini e dei golfi, la luce che cambia, la gente che cammina sulla spiaggia mi invitano a pensare al motivo per cui, non appena mi allontano da Milano, mi sento libera. Sorrido pensando a Cannes, una delle mie città preferite, abbastanza piccola da essere accogliente ma sufficientemente grande da offrire tutto ciò che si desidera. Stavolta rimango solo due giorni, anzi, due mezze giornate. Cosa vedere?

Cannes Suquet

Cannes in due giorni? Si può

Tanto per cominciare, meglio prenotare un hotel in centro, per muoversi a piedi in ogni angolo della città. Quasi per caso abbiamo scelto l’Hotel de Provence, a pochi passi dalla Croisette (il celebre lungomare) e dalla stazione. Dalle foto sembrava grazioso, ma dal vivo è ancora meglio. Un giardino fiorito, con un arco verde che conduce all’ingresso, lo separa dalla via su cui si affaccia, tranquilla e silenziosa.

Visto che siamo in tre e la suite è libera, finiamo nell’attico. Mi ritrovo su una terrazza con vista panoramica, un dondolo, divani, lettini, e una statua di Buddha che invita alla meditazione. Non riesco a credere ai miei occhi. Ecco il vantaggio di arrivare all’ultimo minuto a metà settimana, quando il tempo non è dei migliori.

Hotel de Provence, cannes

Lungo la Croisette

È quasi un peccato non restare qui tutto il pomeriggio. Ma le ore volano e, nonostante le nuvole, il clima è mite. Decidiamo di passeggiare lungo la Croisette, a sinistra, fino ad arrivare ai giardini e al Club Nautico. Sul lungomare, la gente cammina con lentezza. Signore anziane che si rilassano al sole, bambini con i pattini, ragazze al cellulare che spingono il passeggino.

Si può proseguire fino a Cap de la Croisette per ammirare la vista della baia, le barche ancorate e le case nascoste dalle palme. Pur essendo una città associata alla ricchezza e alla “dolce vita”, Cannes non è snob, tutt’altro. Ci si sente a proprio agio anche con un paio di scarpe sformate, una felpa e vecchi jeans. È la tranquillità che si respira a far sentire in pace con il mondo intero.

Al ritorno, invece di rifare il lungomare decidiamo di attraversare la strada e costeggiare gli hotel di lusso e le boutique, che guardo quasi fossero gallerie d’arte. La moda non mi ha mai particolarmente attirato, se non per il piacere di guardare qualcosa di bello o di originale. Mentre il sole tramonta, oltrepassiamo il Palazzo del Festival, una costruzione sul mare che non colpisce certo per la sua architettura. Proseguiamo verso la città vecchia, costruita sulla collina intorno al castello.

spiaggia di Cannes

All’ora di cena

La sera, la via principale di Cannes – Rue Suquet – si trasforma in una sfilata di ristoranti. Uno dopo l’altro, accompagnano il visitatore fino in cima alla collina, dove la parte più pittoresca finisce e resta il silenzio. Le case di pietra dalle persiane color pastello, le lanterne accese, l’atmosfera tipica dei paesini medievali invitano a restare. Ma è difficile trovare il locale perfetto, accogliente, con poche proposte curate e prezzi adeguati. Tutto sembra fatto a misura di turista.

Così scendiamo di nuovo e prendiamo Rue Meynadier, che d’estate è presa d’assalto dai visitatori che entrano ed escono dai suoi negozi. Qui si vendono biscotti, cioccolato, lavanda, profumi, vestiti, cappelli, saponi, in un caos di colori e profumi. La via riporta in centro, verso Rue d’Antibes, la via commerciale che corre parallela alla Croisette.

Bisogna esplorare le piccole traverse per trovare un posticino di solito affollato, dove conviene quasi sempre prenotare. Si tratta del Bobo Bistrot (Rue Commandant Andre 21), informale ma curato. Servono piatti biologici come la tartare di salmone con insalata di bulgur e avocado. Hanno perfino una pizza dignitosa, preparata da un pizzaiolo italiano.

Jean Paul Pelè pasticceria

un caffè a cannes

Il fascino della città vecchia

La mattina seguente lasciamo l’hotel a malincuore. Ci si abitua in fretta a un letto comodo, alle vetrate attraverso le quali risplende la luna e un bagno più grande di casa mia. Troviamo una boulangerie per fare colazione con una fetta di flan alle ciliegie e un caffè francese. Poi torniamo verso la città vecchia, per visitarla alla luce del sole.

Consiglio di oltrepassare il porto, costeggiare le spiagge per un tratto e seguire, a destra, l’indicazione per Le Suquet. Si sale a piedi lungo vicoli affascinanti, in cui fermarsi a sbirciare gli angoli nascosti e a scattare fotografie. Percorrendo Rue de la Castre si arriva alla chiesa di Notre Dame d’Espérance e infine al castello, con una splendida vista sulla città.

Furono i monaci che vivevano sulle isole di Lerino a trasferirsi sul Suquet, dopo un attacco dei saraceni alla fine dell’800. Poco dopo il 1000 fu edificato un castello e cominciò la vera e propria storia della città di Cannes, che divenne indipendente dai monaci solo nel 1530.

Boutique e caffè

Per pranzo conviene tornare nella zona compresa tra la stazione e la Croisette. I grandi magazzini La Fayette sono il punto di riferimento per Rue Hoche, una via pedonale costellata di caffè invitanti e informali. C’è l’imbarazzo della scelta, tra osterie, bistro e caffè. La nostra è caduta su Volupté, in origine una sala da tè in cui servono ottime insalate e sandwich. Per un caffè e un dolce, invece, bisogna fermarsi da Jean-Luc Pelé, una boulangerie d’autore che offre prodotti squisiti. Compriamo anche il pane con fichi, nocciole e cereali, da portare a casa.

Lungo Rue d’Antibes, il mio negozio preferito è Fragonard. La Provenza è famosa per i profumi e le essenze di Fragonard sono delicate, invitanti. Ma ad attirarmi sono soprattutto i vestiti, le stoffe, gli accessori in vendita nel negozio, che mi ricorda un po’ Anthropology. Prima di riprendere il treno, c’è ancora tempo per una toccata e fuga sulla spiaggia. Sono a piedi nudi, senza nessuno intorno. Per qualche attimo, il mare è tutto mio.

COMBINAZIONI IN COSTA AZZURRA

Alla visita di Cannes si possono abbinare un giro di Antibes e Mougins in autobus. In treno si raggiungono comodamente Nizza, Mentone e Beaulieu, dove bisogna assolutamente vedere la splendida Villa Ephrussi.

  1. Pingback: Antibes, Cannes, Mougins (& briochettes)

  2. Penso che mi piacerebbe molto Cannes durante la “bassa stagione”: quando non fa ancora troppo caldo e le strade non sono ancora affollate di turisti che si fanno fotografare davanti alla vetrina di Vuitton – forse non fanno proprio tutti così, e forse sto mescolando i ricordi di Cannes con quelli di Montecarlo 😉
    Adoro Fragonard: ci sono stata con i miei genitori – nel negozio di Grasse – più volte da bambina ma ricordo ancora benissimo il profumo che si respira. Ho visto che ha aperto anche a Milano ma immagino non sia così poetico…

    • Blueberry Stories

      No, infatti, non è così poetico… e, soprattutto, non è così grande! Niente stoffe e accessori. Un negozietto piccolo che vende solo profumi, creme e saponette. Così finisce che, quando ci passo davanti, mi dico: niente, devo proprio tornare a Cannes. Per me è la città ideale, un po’ come Barcellona, solo più piccola e raccolta. E sì, decisamente va vista fuori stagione!

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