A Bressanone in cerca dello Spirito del Natale

Quest’anno ho cercato altrove lo Spirito del Natale, in montagna, in una città altoatesina che molti conoscono per i mercatini: Bressanone. Non riesco proprio a sentire il Natale in città. Sarà il clima così poco invernale, oppure il traffico snervante, o un’inquietudine generale che non va d’accordo con l’atmosfera festiva. Ricordavo Bressanone incappucciata di neve e l’ho trovata sotto il sole, ma l’aria pungente, le luci sugli alberi, sui tetti e sui cornicioni delle finestre, le statue del presepe di legno in giro per il paese, i nastri d’oro e d’argento, i locali caldissimi, il succo di mela bollente, la stube addobbata con vischio e rami di pino, le nuvole rosa al tramonto sulle cime bianche… mi hanno fatto sentire per qualche giorno a Natale.

Natale a Bressanone

L’Alto Adige è una regione di confine, a cavallo tra Italia e Austria. Se questa commistione è già evidente a Bolzano, ancora di più si sente qui, in mezzo alle montagne, dove tutti parlano austriaco e i paesini sono puliti, ordinati, e hanno uno stile diverso dal resto della nazione.

Bressanone è una delle mie mete preferite. Abbastanza piccola per essere pedonale e tranquilla, abbastanza grande per avere tutti i servizi, i negozi, i ristoranti, le attrazioni culturali che rendono un luogo stimolante. Al centro, la cattedrale e una chiesa adiacente, più piccola ma forse più bella, in cui si celebra la Messa in tedesco e in italiano. A Capodanno si spengono le luci nella navata e si accendono solo le candele, creando un’atmosfera mistica.

Mercatini nella Vecchia Bressanone

I mercatini

Nella piazza antistante, ecco i mercatini che tanto vanno di moda in questi anni. Sotto le casette di legno si vendono oggetti di artigianato locale, calze e ciabatte, pane e dolci, tisane, addobbi per l’albero e vin brulé, il cui profumo si diffonde nell’aria fredda e pulita. Non acquisto mai nulla, però mi piace camminare in questo clima nordico che tanto mi ricorda i paesi più a Nord, dove l’inverno è lungo e le tradizioni pagane si mescolano a quelle cristiane.

Dalla piazza si dipartono le vie porticate, sui cui si affacciano le case dai colori pastello con i bow window che si ritrovano anche a Vipiteno, altra cittadina incantevole non lontano da qui. Camminando in queste strade, sembra di essere in un presepe: gli archi di pietra, i cortili nascosti, un vecchio pozzo, una torretta di pietra, il campanile a punta. La sera dopo cena, la città si svuota, i negozi chiudono e si passeggia in silenzio, con le lucine di Natale. È facile dimenticare la realtà e godersi questi attimi di pace e di solitudine, lontano dalla pazza folla.

Strudel da Kircherhof

Itinerario goloso

Negli anni ho trovato i miei punti di riferimento, i miei posti preferiti. Il negozio di tè in piazza, dove comprare tazze e tisane. La bottega del formaggio e dello speck, sotto i portici. Il Caffè Adler, dove servono i tortini di papavero con il succo di mele caldo. Il panificio Profanter, dove si comprano le fette di crostata Linzer, torta di grano saraceno, torta di mele e cioccolato. L’enoteca Vitis, con il fuocherello acceso per l’aperitivo.

Bressanone è una città antica: fondata nel 901, nel corso del Medioevo fu governata dal Vescovo di Brixen – e infatti il palazzo vescovile, accanto alla cattedrale, vale una visita. Accanto al Caffè Adler, poi, un ponticello che attraversa il fiume Isarco porta nella parte più antica della città, con case di pietra e botteghe a cui si accede abbassando (letteralmente) la testa per passare sotto le porte ad archi.

Nella… tana dell’alchimista

Per una delle tante invenzioni intelligenti di questa regione, gli hotel (che spesso hanno una dependance adibita a residence) danno agli ospiti la Brixen Card, che permette di usare tutti i mezzi pubblici per muoversi tra le cittadine e l’accesso gratuito ai musei.

Tra questi ce n’è uno originale e interessantissimo, il Museo della farmacia, vicino al Ponte Aquila. In una casa dalle pareti e soffitti rivestiti di legno si trovano strumenti, erbe, minerali, alambicchi e volumi che raccontano l’evoluzione dell’arte farmaceutica nell’arco di quattrocento anni, e una stanza arredata con mobili d’epoca rende l’idea di come doveva essere un tempo. Ci si sente un po’ nel laboratorio di un alchimista, anzi, nello studio del professore di pozioni a Hogwarts, tanto che viene spontaneo immaginare una storia di maghi, scuole ed elfi domestici ambientata anche qui.

Abbazia di Novacella, chiostro

L’Abbazia di Novacella

Sempre approfittando della card, mentre la luce pomeridiana disegna il profilo delle montagne raggiungiamo la splendida Abbazia di Novacella.

Dopo averla vista tante volte dall’esterno, questa volta decidiamo di visitarla con la guida, che accompagna gruppi di 10 persona una volta ogni ora e li conduce nella chiesa in stile barocco austriaco, con stucchi incredibili color pastello, nella pinacoteca in cui si ammirano trittici di pittori locali, e nella biblioteca, che custodisce manoscritti, volumi e pergamene custoditi per secoli.

Novacella, che si trova a pochi chilometri da Bressanone in mezzo ai vigneti, è un monastero agostiniano finanziariamente autonomo: i religiosi si occupano della cultura, mentre i laici provvedono all’economia. I soldi arrivano dalla vendita del celebre vino bianco, delle tisane fatte con le erbe coltivate nell’orto dell’abbazia, dal miele e dalle marmellate della zona, e dal turismo. Il complesso comprende anche una scuola media maschile “full board”, frequentata soprattutto dai ragazzini che vivono nei masi tra i monti e che non possono spostarsi ogni giorno tra casa e scuola.

Maranza

Sui monti di Rodengo

Nei dintorni di Bressanone ci sono tanti altri posti da visitare. Stavolta ne scegliamo tre, per non allontanarci troppo e combinare passeggiate sotto il sole in alta quota e clima natalizio.

Non c’è nessuno a Rodengo, un minuscolo borgo con un castello da cui parte un lungo (e facile) sentiero panoramico, che passa in un bosco, costeggia le malghe e poi attraversa una radura che si estende a perdita d’occhio e che, in questa stagione, dovrebbe essere innevata mentre invece ha i colori autunnali. Terra bruciata, paglia, fieno. Le baite sono ancora chiuse; un peccato, perché durante la stagione invernale è un piacere fermarsi nelle stube caldissime, per mangiare i canederli o una fetta di torta con i mirtilli rossi.

A Maranza

Lo stesso panorama si ritrova a Maranza, oltre il piccolo paese di Rio di Pusteria. Anche qui, una strada che attraversa un bosco e poi i prati permette di ammirare le cime maestose delle Alpi e le distese di abeti, larici e pini che rivestono i fianchi delle montagne. Anche qui, la baita è chiusa. Ci fermiamo così in uno splendido hotel con vista sulla valla, il Sonnenberg, con una piscina dove l’acqua caldissima permette di nuotare all’esterno, godendosi le cascatelle e l’idromassaggio.

Chiusa e Albes in cucina

La sera, invece, per ritrovare l’atmosfera da presepe andiamo a Chiusa, che si visita in dieci minuti: una via principale, una suggestiva chiesa di pietra, una piazzetta dove si svolgono i mercatini e case vecchissime, alcune trasformate in museo.

Qui vicino, al Albes, il maso Kircherhof è così accogliente che ci torniamo due volte, senza esitazione. La famiglia Noflatscher ha saputo trasformare una casa accanto alla chiesa in un ristorante raffinato e tradizionale insieme, dove i piatti tirolesi sono rivisitati in chiave moderna e si può affittare un appartamento al piano superiore.

Per trovare l’autentico calore delle case di montagna, invece, una sera torniamo da Sunneg, subito sopra Bressanone: una casa tra i vigneti con una stube in puro stile altoatesino, che a dire il vero mi ricorda un po’ le abitazioni degli allevatori di renne della Finlandia. La cucina è squisita e lo strudel di pasta frolla insuperabile.

…Quasi Natale

C’è qualcosa di confortante nel tornare ogni anno nello stesso luogo. Soprattutto in montagna d’inverno, dove il freddo non invoglia a esplorare troppo, ma richiede luoghi caldi, accoglienti, familiari. Natalizi.

Anche chi non va in visibilio ogni volta che vede un folletto, un babbo con la barba bianca e una slitta o un abete rivestito di lucciole finisce per sentirsi trascinato nel Natale. Perché di questo si tratta, entrarci per un po’, camminare in mezzo alle tradizioni che arrivano da luoghi diversi, e non importa quale sia il nostro stato d’animo: Natale può aiutare. Nel silenzio di una chiesa, davanti a un albero illuminato, intorno a un fuoco acceso.  Bisogna cercarlo nel modo – e nel luogo – giusto.

TEATIME & MORE

Vitis, vicolo del Duomo 3, Bressanone. Delizioso il giardino interno.
Kircherhof, Albes 12. Cucina sudtirolese rivisitata in stile moderno.
Sunneg, Via dei Vigneti 67, Bressanone. Cucina tradizionale con un tocco più leggero e contemporaneo.
Profanter, via Portici Maggiori 17, Bressanone. Pane di farro ai semi di girasole, pane di segale, pane di noci e mele, pretzel, torte sudtirolesi.
Caffè Adler, via Ponte Aquila 9, Bressanone. Un locale caldo e accogliente per il tè delle cinque.


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