Autunno in Svizzera

Foglie rosse, mele gialle, zucche arancioni. Autunno a Glorenza

Per andare da Milano a Glorenza, in Alto Adige, prendere l’autostrada è la scelta scontata ma anche la più noiosa. Spesso la strada migliore per raggiungere un posto non è quella più facile. Le deviazioni portano a scoprire posti nuovi e, anche se in apparenza fanno perdere tempo, sono avventure da ricordare. E questo vale anche nella vita. Esiste un’alternativa che conduce a nord e attraversa la Svizzera, fino al Bernina e oltre. Si passa tra laghi, valli e passi. In autunno si ammirano i colori delle foglie che si riflettono nell’acqua. E il tempo sembra scorrere con un ritmo tutto suo. 

Autunno in Svizzera

Glorenza, città di confine

Il confine con la Val Venosta si attraversa dopo Müstair, a Tubre, un paesino di poche, pittoresche case di montagna. Una chiesetta romanica in pietra, St Johannes, si staglia contro i monti dalle cime bianche. Poco più in là, ecco Glorenza, cittadina fortificata a cui si accede a piedi, lasciando la macchina nel parcheggio appena fuori dalle mura. In epoca romana, Glorenza era situata proprio sulla strada commerciale Claudia Augusta, che portava in Svizzera.  Nel Medioevo divenne importante per il commercio del sale, per poi essere distrutta e ricostruita nel corso del Cinquecento. Oggi Glorenza, il cui nome significa “noccioleto”, è la città più piccola dell’Alto Adige. Ed è uno dei borghi più belli d’Italia.

Zucche a Glorenza

IL MERCATO D’AUTUNNO

Lungo la via che l’attraversa, Florastrasse, si incontrano le tipiche case altoatesine, di pietra bianca con i portici ad arco oppure color pastello, fino alla piazza principale e alla chiesa dell’Ospedale. In una vietta, tra portici e un’altra chiesa, ecco il mercato stagionale. Oggi esibisce zucche arancioni, mele rosse e verdi, funghi porcini, pere color ruggine. Anche i panifici hanno allestito una bancarella con i loro prodotti: torte di grano saraceno e marmellata di mirtilli, pane con pere e noci, strudel di mele, pane ai semi. Lo strudel merita una parentesi, perché in Alto Adige non tutti gli strudel sono uguali. Alcuni lo fanno con la pasta sfoglia, altri con la frolla. In alcune baite assomiglia a una torta, in altre il ripieno consiste di sole mele e cannella, in altre ancora include frutta secca e cioccolato.

Zucche a Glorenza, Van Venosta

SACRO E PROFANO

A Glorenza, nella pasticceria Riedl, l’impasto di mele è avvolto in una sfoglia sottile. Ma va provata anche la torta di ricotta, per non parlare della Linzer con mandorle e ribes rosso. Non mancano nemmeno una distilleria e il locale della Frost per gli appassionati. Dopo il giro goloso, è tempo di dedicarsi alle chiese. Fuori dalle mure si trovano la chiesa di San Giacomo al Maso Söles, in stile tardogotico e circondata dalla quiete dei campi, e quella romanica di San Pancrazio. Dopo la visita ci si rimette in cammino verso Malles, nel cuore della Val Venosta.

Girasoli a Glorenza

Clusio e l’Aquila d’Oro

C’è un sentiero che collega le due cittadine e che attraversa i meleti, in un trionfo di frutti maturi e quiete. Invece di fermarsi a Malles, conviene proseguire per Clusio e dormire lì, magari all’Aquila d’Oro, Zum Goldnen Adler. È un piccolo hotel familiare dove le stanze affacciano su un vecchio fienile e la colazione è un’esperienza sensoriale. Miele di tarassaco, muesli, semi di ogni tipo, torte fatte in casa, yogurt fresco di montagna, marmellate artigianali. Per chi preferisce il salato, speck, formaggi e pane di segale. Passeggiare per il paesino dà l’impressione di essere tornati indietro nel tempo. Anzi, sembra che il tempo stesso si sia fermato a un’epoca in cui le giornate erano scandite dalle campane della chiesa e da quelle, monotone, delle mucche al pascolo.

La leggenda del Lago di Resia

Mi raccontano del lago di Resia, non distante da qui, circondato dalle montagne, dal quale spunta il vecchio campanile di Curon. Per costruire la diga che fornisce energia idroelettrica, il paese che sorgeva intorno alla chiesa fu svuotato e sommerso, ma il campanile rimane, come in una fiaba. Qualcuno dice che si sente il suono delle campane nelle notti d’inverno, quando il lago gela e si può camminare sulla superficie ghiacciata. Chissà se è vero. A me piace credere che lo spirito del passato alberghi in questi luoghi e li protegga, conservandoli così come sono, come un incantesimo benefico.

TEATIME: INDIRIZZI GOLOSI

• Riedl Alois, via Malles 11, Glorenza. Qui si trovano le specialità dolci dell’Alto Adige. Lo strudel di mele è fatto con una pasta sottile che avvolge un ripieno di mele, uvetta, cannella e zucchero di canna. La torta di ricotta è formata da un cerchio di pandispagna su cui si adagia una crema soffice di ricotta, panna e yogurt, con mirtilli freschi. Infine, la torta Linzer è una crostata di mandorle e farina integrale con la marmellata di mirtilli neri. Da gustare con una tisana.

• Panificio Schuster, via dei Portici 3, Glorenza. Ottimi il pane alle pere, le composte di frutta, le barrette alla frutta che in Alto Adige sono molto diffuse. Si tratta di rettangoli di semi vari, noci, mandorle, frutta disidratata, miele e olio di cocco o di semi di girasole, ottime per la colazione con lo yogurt oppure come snack durante le passeggiate.

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