L’Alto Adige a Natale: dove mangiare a Bressanone mentre fuori nevica

L’inverno, per me, non può cominciare senza una breve fuga sulle montagne dell’Alto Adige. Molti visitano le città altoatesine per i mercatini di Natale, che però ormai sono diffusi un po’ ovunque. Ad attirarmi è qualcos’altro: l’atmosfera che si respira per le strade, nei locali, in alta montagna. E mangiare a Bressanone è un’esperienza che gli amanti del buon cibo non possono non apprezzare. Sceglierei le parole “semplicità”, “efficienza” e “bellezza” per descrivere questa regione, dove l’architettura rispecchia il modo di vivere. Le chiese con i campanili aguzzi, i bow window, gli oggetti in legno parlano di un senso estetico che riporta alla cultura nordica. La bontà dei piatti, il calore della stube, l’accento tedesco e il sorriso della gente sono potenti antidoti allo stress. I paesaggi innevati, l’aria pulita e la facilità con cui si raggiungono paesi e piste da sci rendono gli spostamenti piacevoli.

Bressanone, una cittadina ideale

Bressanone si avvicina molto alla mia idea di cittadina perfetta. Il bellissimo centro storico è racconto intorno a una cattedrale imponente. Le case moderne, costruite secondo i dettami della sostenibilità ambientale, si integrano con quelle tradizionali. Legno, vetro e colori neutri rendono le nuove costruzioni appetibili a chi apprezza lo stile minimal e la comodità. Ci sono un ottimo ospedale, l’università, negozi di ogni genere e una rete di trasporti che funziona. Lo dimostra il fatto che, senza prendere la macchina, è possibile arriva a 2000 metri e ammirare lo straordinario paesaggio del Plose. Ma questo ve lo mostrerò in un altro post.

I sapori della cucina altoatesina

Camminare nella neve libera la mente, riordina i pensieri, costringe a respirare, soffermandosi sul profumo dell’aria che sa di ghiaccio e di pino. E stimola l’appetito. Questo è uno degli aspetti che adoro della montagna, il movimento che si alterna al piacere della cucina tradizionale. Semplice e gustosa, dai primi piatti ai dolci. Oltre agli indirizzi già citati in precedenza, ci sono tre posti in cui mangiare a Bressanone e dintorni, che danno gusto e calore alle giornate invernali. Tre tappe per coccolarsi e innamorarsi della cucina locale.

UNO STRUDEL CON I FIOCCHI A RIO DI PUSTERIA

A pochi minuti d’auto o di bus da Bressanone si trova Rio di Pusteria, un paesino noto per le aree sciistiche di Jochtal e Gitschberg. Ma vale la pena di visitare anche la chiesa di Sant’Andrea, in stile gotico. Con la funivia che parte proprio davanti alla fermata dell’autobus, in dieci minuti si raggiunge Maranza, con i suoi bellissimi alberghi, la chiesetta e le passeggiate verso malghe, laghi e passi. A Rio c’è un panificio, Stampfl, dove sfornano le pagnotte ai semi, farro e segale e uno degli strudel migliori della zona. L’impasto di mela, uvetta e pinoli è avvolto nella pasta frolla, friabile e deliziosa. Da accompagnare con una cioccolata fondente Linzer. L’indirizzo è Via Katharina Lanz, 64.

Mezzelune di castagne da Traubenwirt, uno dei posti migliori in cui mangiare a Bressanone

Mangiare a bressanone: DELIZIE E CALORE DA TRAUBENWIRT

Dietro la cattedrale e sotto i portici del centro storico, si trova uno dei migliori ristoranti in cui mangiare a Bressanone. Traubenwirt coniuga calore, eleganza e sapori. L’ambiente è molto bello, ma non c’è bisogno di abbandonare il maglione con le renne e i moonboot per cenare qui. Il menu sorprende con le proposte a metà fra tradizione e innovazione, con una cura particolare per la presentazione. I tortelli di zucca, le mezzelune di castagne con porri e patate, il caprino con i fiori e l’insalata di grano saraceno, la torta Linzer sono così buoni che si vorrebbe fare il bis.

Dove mangiare a Bressanone: la crema di zucca di Sunneg

E NELLA STUBE DI SUNNEG

Tra i vigneti e i meleti, da tre generazioni la famiglia Thaler dirige Sunneg, ristorante tradizionale con un tocco moderno. Una vista panoramica sulla valle, la stube calda e accogliente e l’arredamento tipico rendono il locale suggestivo. Il giovane chef di famiglia, Alexander, con il suo sorriso aperto cucina piatti tirolesi, con prodotti genuini e di stagione. Il tris tirolese, con canederli e mezzelune di spinaci, la crema di zucca e il salmone marinato in casa deliziano il palato senza appesantire. Anche i dolci, dal gelato con lamponi caldi al semifreddo al panpepato, non deludono mai. Come l’Alto Adige. 

  1. Sono d’accordo con te, Bressanone la porto nel cuore con un ricordo dolcissimo. Resta una delle città altoatesine che più ho amato, insieme a Vipiteno. Un’atmosfera da favola, un senso di coccola continua….scusa, ma non so in quale altro modo definire quel senso di piacere costante, che si prova passeggiando nel centro storico!
    La amo, adoro ogni angolo, anche la parte nuova che si integra perfettamente nel tessuto urbano.
    Hai segnalato ristorantini stupendi, che proverò molto volentieri quando tornerò. La prima volta, ci siamo limitati ad un misto di caldo street food ai mercatini, alternato ad una piacevole sosta in una panetteria che serviva anche zuppe, insalate e dolci. Ma ho proprio voglia di provare qualcuno dei piatti sontuosi da te descritti!
    Baci,
    Claudia B.

    • Blueberry Stories

      Sai che io vorrei abitarci? Bressanone ha tutto ciò che serve, ma si respira. Sarà che negli ultimi anni Milano è diventata così soffocante, per il traffico e l’inquinamento, che sogno le cittadine verdi; sarà che adoro l’inverno… ma tre giorni in montagna non mi bastano più, vorrei proprio starci a lungo e vedere quei panorami tutti i giorni.
      Sono una patita dei ristoranti caldi caldi, lo ammetto: lo street food d’inverno non fa per me. Ma d’estate è perfetto! un bacione

  2. L’aria di montagna che profuma di ghiaccio e pini è una delle cose più pure che ci siano. Peccato che non sia ancora stata “sintetizzata” perché io un profumo così lo comprerei subito 😉
    Mi piace molto anche l’idea di entrare in un ristorante dove non è necessario togliere il maglione con le renne e i moon boot ❤️

    • Blueberry Stories

      Esatto! Guarda, il sollievo che provo in mezzo a gente vestita con giacconi e stivali di pelo, senza trucco e stirature, non ha prezzo. Evviva lo stile montanaro!
      Sto cercando disperatamente un diffusore con profumo di montagna. Chissà se lo troverò mai, almeno per fingere di non essere immersa nell’aria fumosa cittadina 😀

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