Il mosaico dello Yucatan. Sette luoghi per sette colori.

Nello Yucatan sono andata quasi senza sapere perché. Conoscevo la storia dei Maya e degli Atzechi, ed avendo una certa passione per l’archeologia, mi ero informata sui siti da visitare, sulle leggende che circondando quella terra antica, sui musei da visitare. Poi, però, una volta arrivata in Messico, mi sono lasciata trascinare dalla corrente. Purtroppo ho visto soltanto la regione dello Yucatan e, forse, non me l’aspettavo proprio così. Addomesticata. Plasmata dal turismo. Ma fuori dagli hotel e dai resort adagiati sulle (bellissime) spiagge ho trovato tanti angoli che mi hanno affascinata, e ho collezionato immagini di 5 luoghi associati ad altrettanti colori.

Yucatan - sito archeologico

Chichén Itzá – oro

Scontato? Non proprio. È vero che si tratta del sito Maya più famoso e visitato, eppure riesce ancora a conservare un’aura di mistero. Bisognerebbe andarci durante l’equinozio di primavera o d’autunno, al calar del sole. Allora il gioco di luci e di ombre crea il profilo di un serpente, il dio Kulkulcán, che scivola lungo i 365 gradini della maestosa piramide per poi sparire. Intorno ad essa sono disposte le costruzioni che un tempo (e parliamo del 400 d.C.) fungevano da abitazioni, lo spazio dedicato al gioco della palla.

Poi i templi: dei Giaguari, dei Teschi, dei Guerrieri e delle Mille Colonne. E l’osservatorio El Caracol, una costruzione di pietra con scala a chiocciola da cui osservare il cielo. Erano davvero grandi astronomi, i Maya. Erano riusciti a prevedere le eclissi solari e conoscevano bene le stelle e i pianeti. In cima alla piramide si trova una stanza vuota, dove venivano celebrati i sacrifici agli dèi.

In salita

Salire i gradini è un’esperienza memorabile. La fatica, il caldo, il sudore sono ricompensati da una vista magnifica, dal vento che soffia tra le aperture nella roccia, dal silenzio e dall’impressione di “sentire” le voci del passato. Credo che i luoghi conservino la storia di chi li ha attraversati.

Piramide - Yucatan

Uxmal – bianco

“Tre volte ricostruita”, questo significa Uxmal. All’epoca dei Maya era una città popolosa, perché gli abitanti erano riusciti a creare un sistema di cisterne per avere sempre a disposizione l’acqua. Gli edifici in pietra chiara sono sorprendenti per la maestosità, le decorazioni, i diversi stili che si sovrappongono, creando un insieme ricco e affascinante. Come affascinanti sono i nomi: la Casa delle Tartarughe, la Piramide dell’Indovino, il Quadrilatero delle Monache, la Colombaia.

Yucatan - cenote

LEGGENDE

Circondati dagli alberi, immersi nel silenzio, conservano curiose leggende. Si dice che la Piramide dell’Indovino, così ripida e massiccia, sia stata costruita dal dio più antico, Itzamnà, che proteggeva le arti e il mais. Oppure da una creatura misteriosa nata da un uovo, un nano temuto dagli abitanti. Per salvarsi la vita, costruì la piramide in una notte, guadagnandosi il trono.

Cenote - dettaglio

I Cenote – blu

I pozzi naturali, di forma circolare, alimentati dalle fonti sotterranee erano le uniche risorse idriche delle città Maya. I cenote sono grotte incantate, piscine naturali d’acqua dolce e fresca. Erano considerati pozzi sacri perché qui gli antichi Maya venivano a comunicare con gli dèi.

Si raggiungono in fuoristrada o con i piccoli bus messi a disposizione per le escursioni, percorrendo strade solitarie nella foresta. Ce ne sono molti nello Yucatan, però mi piace ricordare il Cenote Samulá, nei pressi di Valladolid e Chichén Itzá. E’ un mondo sotterraneo in cui i colori sono più vividi, grazie alla luce che filtra nella roccia. Un mondo di radici d’alberi che qui prendono l’acqua per vivere, di fossili e conchiglie.

yucatan, piramide

Cobá – verde

A 90 chilometri da Chichén Itzá, circondato dalle lagune, sorge Cobá, le cui rovine sono state solo in parte liberate dalla giungla. Qui ci si arrampica sulla piramide più alta del mondo Maya, per godere della vista su una distesa di verde tra cui spuntano le pietre grigie delle costruzioni antiche. Mi affascina il significato dei nomi Maya. Cobá si traduce con “acqua agitata dal vento” perché fu costruita vicino a due piccoli laghi. La giungla è popolata da uccelli esotici e scimmie urlatrici. Con un po’ di fortuna, si possono incontrare esplorando la zona con un bici-taxi, guidato dai locali.

Nei villaggi Maya

Percorrendo le strade nella foresta, si incontrano i villaggi dei discendenti dei Maya che ancora vivono nello Yucatan. Bungalow in muratura con il tetto di paglia spuntano lungo la via e catturano lo sguardo con i colori delle merci che sono esposte: amache, tessuti, oggetti di artigianato. Sono piccoli negozi per i turisti.

Siamo scesi per visitare uno di questi villaggi, dove i bambini camminano a piedi nudi e, nel caldo sonnolento del pomeriggio tropicale, gli adulti riposano sull’amaca, che funge anche da letto. Le case non hanno vetri, si cucina all’esterno e le stanze contengono pochi, essenziali oggetti che servono per la vita di tutti i giorni.

L’Hacienda Katanchel – porpora

Mérida ha un centro storico bellissimo. Palazzi colorati, piazze frequentate a ogni ora del giorno e della notte, musica allegra che esce dai locali, mercati all’aperto nella Piazza Grande, la cinquecentesca Catedral de San Ildefonso e la suggestiva Casa de Montejo, un’abitazione vittoriana trasformata in museo. Lo Yucatan offre continue sorprese. La sera, quando il caldo tropicale si attenua e il cielo si tinge di porpora e arancione, ci si può sedere in un locale su una terrazza e restare lì, a godersi i colori.

la Cucina messicana

Cosa si mangia in Messico? I burritos, tortillas arrotolate e ripiene di qualsiasi cosa. Le uova fritte appoggiate sulle sfoglie di mais. Il guacamole, una crema a base di avocado e peperone. Onnipresenti i fagioli neri, il queso (formaggio) e le empanadas, ravioli croccanti ripieni di ingredienti che possono variare. Quelli con le melanzane sono i migliori. In qualche modo sono riuscita a evitare le salse troppo piccanti, utilizzando un metodo infallibile: non metterle. E abbondare solo di guacamole.

E i dolci? Visto che il cacao è uno dei prodotti di più antica tradizione, consumato dai Maya con acqua calda e considerato il cibo degli dèi, vi lascio l’immagine di una torta al cioccolato amaro e peperoncino, che si scioglie in bocca e lascia quell’aroma di spezie che associo ai paesi caldi, colorati, sorridenti.

Merida - Yucatan

Dormire in una piantagione

E poi, a 15 minuti dal centro, l’Hacienda Katanchel, “il luogo in cui si interrogano le luci del cielo”. Un tempo era un osservatorio astronomico, poi diventò una piantagione, ora ospita specie esotiche e uccelli, mentre le vecchie case degli operai sono state trasformate in alloggi eleganti. E’ un hotel in cui vale la pena di passare la notte, per passeggiare all’alba nei giardini e per ammirare l’architettura di questo palazzo in mezzo della giungla dello Yucatan.

Yucatan - mercato

Valladolid – arancione

Dirigendosi verso Cancún si incontra Valladolid, cittadina dal sapore coloniale costruita sulle rovine di un centro religioso Maya. Le sette chiese, la Fontana delle Rane, gli edifici dalle facciate pastello e, soprattutto, il bellissimo convento di San Bernardino rendono Valladolid una meta da ricordare. Entrando nel convento, si rimane incantati dai giardini e dal grande cenote, mentre dentro la chiesa sono rimasti affreschi del sedicesimo secolo.

Río Lagartos – rosa

A due ore e mezza da Mérida si trova un villaggio di pescatori il cui nome significa “il fiume degli alligatori“. In realtà a Río Lagartos si vedono i coccodrilli, che affiorano dall’acqua in mezzo alle mangrovie. E tanti cormorani, iris bianchi e fenicotteri rosa, che sembrano danzare quando si alzano in volo.

Tra uomo e natura

La riserva naturale si visita in barca con una guida locale, scivolando lentamente sull’acqua piatta e fermandosi alle saline rosa, in cui si galleggia senza sforzo e ci si copre di fango come bambini, e nel piccolo villaggio da cui partono le escursioni, dove si può mangiare pesce fresco seduti ai tavolacci di legno. Río Lagartos è un luogo tranquillo, che offre un paesaggio diverso dalla foresta e dalle piramidi. Il viaggio in Messico, in effetti, è anche un viaggio nei colori, della natura e delle costruzioni dell’uomo, che contribuiscono a creare il senso di allegria spesso associato a questa terra.

IDEE PER VISITARE LO YUCATAN

Si possono prenotare brevi tour dello Yucatan organizzati dai classici tour operator, oppure viaggiare in autonomia, affidandosi ai bus locali e prenotando le escursioni. Nel caso del Messico, devo ammettere che la scelta di un tour organizzato è stata indovinata. Eravamo pochi, con una simpatica coppia di giovani guide – messicano lui, europea trapiantata in Messico lei – a disposizione per sapere tutto della storia, le leggende e le curiosità dei luoghi. Anche se siamo nella fascia tropicale, si resiste anche d’estate (e ve lo dice una che non sopporta il caldo).

Scrivetemi se volete consigli e informazioni sull’itinerario nello Yucatán.

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