Nel Queensland per vedere Daintree, la foresta più antica del mondo

“Nel Queensland non si viene per il mare”, mi dice un australiano con il cappello calato sugli occhi mentre mi fa salire in macchina, nel parcheggio dell’aeroporto di Cairns. “Ci sono i coccodrilli a riva, anche se la gente non ci crede. E meduse velenose. Per stare in spiaggia si va altrove, non si viene qui.” Per fortuna, penso io che detesto la vita da spiaggia e voglio invece esplorare la foresta di Daintree. Non mi sono sbagliata. Imbocchiamo una strada deserta che costeggia il mar dei coralli in direzione Port Douglas, la località più rinomata della costa del Queensland, Australia. È sera, una sera d’inverno; le uniche luci nel buio pesto sono i fari dell’auto e la luna “al contrario”. Il simpatico Aussie guida come un folle, prendendo le curve come se fossimo sul circuito di Formula 1. Mi pento amaramente di non avere preso un anti-nausea.

Queensland, Daintree Forest

Il silenzio del Queensland

Dopo un’ora abbondante in cui mi impegno a combattere il mal d’auto mentre ascolto i racconti avventurosi dell’autista, trasferitosi qui dalla fredda Melbourne per godersi la pensione, arriviamo al Thala Beach Resort, un eco-hotel che merita un post a parte. Siamo immersi nella foresta e l’unico rumore è la sinfonia dei versi degli uccelli, del fruscio dei rettili, del ronzio degli insetti che abitano tra le piante. Arrivo dal caos allegro di Sydney, dai grattacieli e dal viavai di gente tra case, uffici, negozi e caffetterie, e l’impatto con questo nuovo ambiente mi lascia spaesata.

Non è una sensazione negativa: anche se è notte, intuisco che mi trovo in un luogo bellissimo. Ma quando chiudo la porta della mia stanza, in cui non c’è la televisione, e mi ritrovo in compagnia del silenzio assoluto, per un attimo perdo l’orientamento. Mi manca la metropoli, i suoi rumori rassicuranti. Mi manca guardare fuori dalla finestra e vedere lo skyline. Anche se la vita urbana mi rende isterica, è ciò a cui sono abituata. Ora mi trovo al di fuori della mia comfort zone.

Ma è proprio questo il punto: esplorare un territorio nuovo. Volevo venire nel Queensland perché sapevo che era uno dei luoghi più remoti del pianeta, dove ancora si trovano specie animali e vegetali che risalgono ai tempi in cui si separarono i continenti. Attendo con ansia, domani, l’escursione a Daintree, nel cuore di questa regione.

Daintree River, Queensland

La foresta di Daintree, un miracolo verde

La sveglia suona prima dell’alba, quando all’orizzonte si intravede appena un bagliore soffuso. Mentre vado a fare colazione, vedo sorgere il sole sul mare, uno spettacolo che mi costringe a fermarmi e restare incantata a guardare. La luce è così chiara che sembra di avere varcato il confine di un altro universo. Non c’è niente che superi lo spettacolo della natura: l’ho sempre saputo, ma qui, in questo istante, lo sento più che mai.

Un’ora dopo, il cielo si è riempito di nuvole che minacciano pioggia, ma la guida ci rassicura: la foresta dà in meglio di sé quando il clima è umido. Si anima, prende vita. Non a caso si tratta di una foresta pluviale. Da Port Douglas ci dirigiamo verso Mossman Gorge, una cittadina che si è evoluta di recente e che vanta perfino una scuola superiore, una rarità da queste parti. Ci fermiamo e un autobus speciale, totalmente ecologico, ci porta più all’interno, nei pressi del Mossman River. Da qui si prosegue a piedi, lungo passerelle di legno che si snodano tra gli alberi.

Cerco di non dimenticare che la Daintree Rainforest è uno dei più antichi ecosistemi della terra e che mi trovo perciò in un santuario vegetale. La foresta pluviale risale a 110 milioni di anni fa, ospita 18 mila specie di piante e 430 specie di uccelli: pensate che alcune specie non si trovano da nessun’altra parte. Seguendo il volo di una farfalla blu, individuiamo una zamia, una pianta che aveva sviluppato un sistema di radici per difendersi addirittura dai dinosauri. Con pazienza la guida ci aiuta a vedere i dragon lizards, simili ai gechi, che se ne stanno diritti sugli alberi come minuscoli draghi e si confondono con il colore del tronco. Le zampine sembrano gli arti di un folletto dei boschi.

Mossman River, Queensland

Un tuffo nel passato

Ci inoltriamo ancora nella foresta fino a raggiungere la riva del Mossman River. Sembra un torrente di montagna, impetuoso, con l’acqua che scorre tra le rocce che affiorano. Insieme alla pioggia, anche il fiume contribuisce a mantenere viva la foresta. Milioni di anni fa, l’Australia era un continente umido, ricco d’acqua. L’inaridimento progressivo della terra ha costretto la foresta pluviale a ridursi, ma le specie che la abitavano hanno continuato a vivere, senza motivo di cambiare. E molte di queste piante aiutano a rispondere ai dubbi sull’origine delle piante che usiamo come nutrimento e a scopi medicinali.

Mentre ascoltiamo una piccola lezione di geologia, ecco emergere dall’acqua un ornitorinco, che appare e scompare davanti a noi. Come il canguro, anche l’ornitorinco è un animale antichissimo e vive soltanto qui, nel Queensland. Da bambina lo conoscevo grazie ai cartoni animati ambientati in Australia, quelli che adesso non trasmettono più. Mentre le nubi si addensano e comincia a piovere, guardiamo per terra, dove l’acqua crea un tappeto umido sopra al quale si intrecciano le liane. Uno spettacolo. Si sentono gli uccelli cantare, le foglie raccolgono con gioia le gocce di pioggia. In una zona appartata notiamo un cassowary, un altro degli incredibili abitanti del posto. Simile a uno struzzo, ma più colorato e affascinante, il cassowary è diventato uno degli emblemi del Queensland.

Attraverso il Daintree River

Inzuppati di pioggia, abbandoniamo questa parte del Daintree National Park per tornare sulla costa, dove ci fermiamo per uno spuntino di metà mattina. È qui che scopro i Lamington, fatti in casa dalla sorella della nostra guida. Sbircio una spiaggia deserta, selvaggia, dove pare soggiornino i coccodrilli, i custodi della natura, che allontanano gli intrusi. Proseguendo verso nord, si incontra il Daintree River, che si può attraversare soltanto con il traghetto. Il fiume è popolato – indovinate un po’ – dai coccodrilli. È qui che torneremo al tramonto, per una crociera che permette di vedere i suoi abitanti, immobili sulla riva o sui tronchi che affiorano.

Intanto, però, superiamo il fiume e saliamo a nord, nella zona forse più bella dell’intera regione del Queensland. Archi vegetali formano verdi gallerie che lasciano a malapena filtrare i raggi del sole. Incontriamo forse un’auto o due, mentre la guida ci spiega che la zona a nord del fiume è isolata per cinque ore al giorno, la connessione wifi è scarsa e lentissima e scarsa ma la gente si è abituata e vive bene così.

Che bello scoprire che esistono ancora luoghi dove nessuno vive incollato al cellulare, dove “like” e “follower” sono parole usate senza riferimento ai social media. E così arriviamo in uno dei posti più suggestivi che abbia mai visto, ma ve lo racconto nel prossimo articolo.

DA SAPERE

La regione del Queensland si trova a nord-est dell’Australia, nella fascia tropicale. Il periodo migliore per visitarla è quello compreso tra maggio e settembre, per evitare piogge e tifoni. È servita dall’aeroporto internazionale di Cairns, da cui partono anche molte escursioni per vedere la barriera corallina.

La foresta pluviale di Daintree, patrimonio mondiale dell’UNESCO si trova a un’ora di macchina da Port Douglas. Si può esplorare in libertà, seguendo i sentieri muniti di mappe. Oppure si può prenotare un eco-tour di una giornata intera (consigliato). Di solito si parte da Mossman Gorge, per poi salire a nord, superando il Daintree River fino a Cape Tribulation. Sono compresi la crociera sul fiume per avvistare i coccodrilli e il pranzo in un eco resort. Scrivetemi per maggiori dettagli.

  1. Parli di cartoni animati che non trasmettono più da tempo e infatti mentre leggevo mi tornavano in mente proprio le ambientazioni di quel cartone animato di cui non ricordo il nome, quello della bambina di nome Flo che naufraga sull’isola con la sua famiglia. Come allora questi posti rimasti inmutato nel tempo hanno un fascino quasi magico e incutono anche un po’ di timore.
    Non vedo l’ora di leggere la prossima puntata!

    • Flo la piccola Robinson! Era uno dei miei cartoni animati preferiti, sognavo anche io una casa sull’albero 🙂 In effetti sì, dà i brividi pensare che si sta camminando in mezzo a piante che risalgono alle origini del mondo. Ci si sente così piccoli e si impara a mettere tutto in prospettiva. A settimana prossima con la nuova puntata! 😀

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