Alle isole Whitsunday, inseguendo il miraggio della barriera corallina

Le isole Whitsunday e la grande barriera corallina sono ben note a chi approda nel Queensland. Settantaquattro isole di cui molte disabitate (cinque soltanto ospitano resort), occupate da colline, scogli, foreste e spiagge bianchissime, come Whitsunday Island, dove si trova una delle baie con la sabbia più bianca del mondo. Tra queste, Hamilton Island è la più turistica, una vera e propria isola-resort che costituisce un mondo a sé, perfettamente organizzato, una Legoland tropicale. Affascinante per certi versi, inquietante per altri.

isole Whitsunday, crepuscolo

Hamilton Island, la Svizzera delle isole Whitsunday

Viste dall’aereo, le isole Whitsunday sono pennellate verdi e scure nel mare blu e verde smeraldo. Colori intensi, luce chiarissima. Nonostante disti un’ora di volo da Cairns, Hamilton Island dà la sensazione di essere un mondo a parte. L’aeroporto è minuscolo e il personale ridotto, tanto che devo aspettare un’ora per riuscire a parlare con qualcuno del danno riportato alla valigia. Ovviamente non ci sono centri riparazioni, quindi mi devo accontentare del nastro adesivo per un rammendo di fortuna. Quasi si stupiscono del problema, come se su quest’isola tutto dovesse filare liscio per forza.

La mia sensazione è confermata dalle ore che seguono. La trafila del check-in nel Hamilton Island Resort è precisa come un orologio svizzero. Il resort, fondato da un miliardario, occupa tutta l’isola e ospita turisti che si disperdono nelle varie strutture: albergo, ville, appartamenti, bungalow. Lo staff è organizzatissimo e giovani abbronzati vanno avanti e indietro con le macchinine elettriche dei campi da golf, mostrano le attrazioni del posto.

Piscine, bar e centri per sport acquatici sorgono sulla spiaggia, che in realtà si rivela una delusione. Protetta dalla baia, non ha la bellezza selvaggia delle spiagge oceaniche e l’acqua non ha certo i colori ammirati dall’aereo. È affollata, nonostante sia inverno e il vento non dia tregua, anche se il sole scotta. La parte opposta dell’isola, che si raggiunge a piedi con una salita ripida tra gli eucalipiti, ospita il porto turistico, i ristoranti e i negozi. Sembra di essere a Disneyland: tutto è nuovo, pulito, grazioso. Finto. Proviamo un locale diverso ogni sera: quello di pesce fresco, quello mediorientale, quello messicano. Si mangia bene, anche se manca quell’atmosfera tropicale che, nella mia immaginazione, è associata alle isole lontane. È come se la natura fosse stata troppo domata, fino a perdere il fascino della libertà.

Hamilton Island, spiaggia

la spiaggia di Hamilton Island, isole Whitsunday

Colazione con il koala

Che si scelga di alloggiare nei bungalow, nelle ville o nel Reef Hotel, si può scegliere di fare colazione ogni mattina in un posto diverso. C’è perfino un caffè che invita a svegliarsi con i koala, che vivono sugli alberi di eucalipto dell’isola. Può sembrare divertente, ma quando li vedo trasportati nella sala colazione, aggrappati al loro ramo e tutt’altro che felici di essere in esposizione, vorrei prenderli e riportarli in libertà. Mi dicono però che questi deliziosi animali dormono per la maggior parte della giornata, svegliandosi solo per mangiare. E i bambini li guardano incantati, mentre mangiano il latte con i cereali e i pancake.

il koala di Hamilton island

Il miraggio della Grande Barriera Corallina

In questo ambiente artificiale, in cui la gente si rilassa in piscina o sull’amaca davanti ai bungalow, chi non ama far niente rischia sul serio di annoiarsi. Non trovo un punto adatto a rilassarmi, ovunque vedo luci accese anche di giorno e mancano terrazze panoramiche da cui ammirare il mare. Non sono attrezzata per fare trekking sui sentieri dell’isola. Così mi informo sulle escursioni per le isole Whitsunday.

Crociere al tramonto, crociere di un giorno sulle altre isole, escursioni alla barriera corallina: tutte molto care e adatte a chi non teme il sole. La gente si riversa sui catamarani che portano al largo, verso le piattaforme dove è possibile immergersi e vedere almeno un frammento della vivace vita sottomarina.

La barriera corallina è una delle meraviglie del mondo: formazioni rocciose di corallo che offrono protezione a pesci e molluschi, un ecosistema fragile e prezioso che rischia di sparire a causa del riscaldamento delle acque. Catturarne un angolino durante le escursioni, però, non è facile come sembra. Se il mare è mosso, se c’è vento, se ha piovuto, il fondo risulta torbido e non si vede nulla di ciò che ci si aspettava. Essere depositati in gruppo su una piattaforma in mezzo all’oceano, inoltre, non è un’esperienza che definirei entusiasmante.

Alle isole Whitsunday

Arcobaleno alle isole Whitsunday

Hamilton Island, arcobaleno

Arcobaleni e tramonti

Piove a dirotto il giorno scelto per per una crociera tra le isole. Ricordo bene un’altra gita in barca per vedere la barriera corallina, trasformatasi in una lotta contro il vento e il mare mosso. Nonostante le barche siano provviste di vetri sottomarini, se l’acqua non è limpida l’unico spettacolo di cui si gode sono pochi, sparuti pesci che non si curano degli spettatori. Perciò decido di lasciare che la barriera resti un miraggio, uno dei quei luoghi mitici che vivono nell’immaginazione.

In compenso, sulla spiaggia, tra un temporale e l’altro compare un arcobaleno incredibile. Doppio, triplo, si allunga dalle nuvole al mare, che si tinge di verde quasi fosse un prato. La natura regala i veri spettacoli, senza chiedere soldi e senza dettare regole.

Non a caso, il momento migliore sull’isola è quello in cui, al tramonto, si prende il mini bus elettrico che porta a casa i dipendenti e permette di scoprire angoli inediti. Cè un punto da cui si vedono le isole Whitsunday e il sole che si scioglie nel mare al tramonto. Ci si siede sul prato e si resta lì, a guardare.

Tramonto alle isole Whitsunday

Ricordi di Fitzroy Island

Mi torna in mente un’altra isola dove sono stata anni fa, sempre all’interno del parco marino della Grande Barriera Corallina. Fitzroy Island non fa parte delle Whitsunday, è più vicina a Cairns, tanto che si organizzano gite in giornata. Il paesaggio è simile, ma l’atmosfera che si respira è diversa. Ricordo di avere fatto una passeggiata nella foresta che ricopre l’isola dopo un acquazzone, scoprendo farfalle e piante tropicali. Ero arrivata fino a Nudey Beach, una spiaggia candida, con sassi grandi e levigati che affioravano dal mare. Non c’era nessuno.

E ricordo di essermi sentita davvero fuori dal mondo, come nei racconti avventurosi dei naufraghi di un tempo. C’era quell’atmosfera da storie dei pirati e degli esploratori che approdavano in arcipelaghi remoti. Hamilton Island l’ha persa, ma è bello sapere che esistono isole in cui si può ancora trovare.

Hamilton Island, isole Whitsunday

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