The passenger: Giappone. Siamo tutti dei passeggeri.

Non è un romanzo né una guida di viaggio, The Passenger: Giappone. È una raccolta di articoli, storie, approfondimenti e brani di narrativa che parlano di un Paese, per descriverlo nei suoi aspetti reali, quelli che sfuggono ai turisti. Il volume dedicato al Giappone contiene uno stralcio da un romanzo di Banana Yoshimoto, da cui voglio partire. La Yoshimoto è una delle mie autrici preferite, perché ha saputo descrivere la vita quotidiana, i sentimenti, i problemi piccoli e grandi della vita con una leggerezza e una profondità che, lungi dal contraddirsi, rendono speciali le sue storie. Ho cominciato a vedere Tokyo con i suoi occhi, a scoprire i suoi quartieri seguendo i personaggi dei suoi romanzi brevi, donne che non hanno una vita da palcoscenico ma che, forse proprio per questo, sono vere. 

Jimbocho, il quartiere di Tokyo dove vendono libri rari
Jimbocho, Tokyo

A Tokyo con Banana Yoshimoto

“Mi ricordo che la scorsa estate, al tramonto di una giornata serena e calda, arrivai completamente esausta da Funabashi alla stazione di Setagaya-Daita e ritornai a casa a piedi. Salutai la vecchina del negozio Yamazaki, che mi è molto simpatica, e mi feci la mia scarpinata a piedi con i sandali. Tra le mani avevo del pane acquistato alla stazione di Funabashi. […] Alzai gli occhi e vidi la casa. Sotto il cielo d’estate, sembrava darmi il benvenuto. Le foglie ampie del loto, la targhetta con il nostro cognome. La facciata era illuminata e le pareti risplendevano di un bianco luccicante.” (Banana Yoshimoto, Moshi Moshi, Feltrinelli 2012)

Scopriamo il Giappone leggendo The Passenger di Iperborea

Una delle cose che più colpiscono a Tokyo è l’alternanza di grattacieli scintillanti e viuzze silenziose, con le case basse davanti alle quali sono parcheggiate le biciclette. Gli edifici, anche quelli più bassi, si sviluppano in verticale; non esiste la nostra concezione di spazio in orizzontale, perché spesso le stanze sono sistemate su diversi piani. Eppure i giapponesi sembrano a loro agio negli ambienti piccoli. Adottando uno stile minimalista, hanno eliminato il superfluo, senza rinunciare alle comodità. Anzi. Meno oggetti ma più utili, più tecnologici. Per non parlare della pulizia assoluta, sigillata dalla presenza del disinfettante in ogni casa, in ogni stanza d’hotel, in ogni bagno pubblico. In Giappone si può andare serenamente nelle toilette delle stazioni, anche quelle minuscole di paese. E questo è uno degli aspetti che mi hanno fatto innamorare di questa nazione. Ecco, la scrittura della Yoshimoto è ordinata, linda e precisa come il Giappone, un mix tra lo stile rotondo dei manga e la purezza degli haiku, tra la concretezza della vita quotidiana e la spiritualità zen. 

Libri rari a Tokyo
Jimbocho, Tokyo

Cambiamenti in famiglia

Tornando a The Passenger, ho letto con interesse la parte relativa al ruolo della famiglia in Giappone, che non è più così tradizionale come si potrebbe pensare. Il cinema giapponese contemporaneo racconta di famiglie anomale, allargate, atipiche, che cominciano ad affiancarsi al modello di nucleo familiare classico. Il Giappone sta cominciando così ad affrontare lo scontro tra due idee opposte: “Voglio scegliere da me la mia famiglia” e: “La famiglia non si sceglie”. Un altro pilastro che sta barcollando è il ruolo della donna, un tempo relegato alla vita domestica. Ormai le ragazze sono inserite nel mondo del lavoro quanto gli uomini; semmai, iniziano a sognare di tornare indietro, per sottrarsi alla frustrazione di prosciugare ogni energia per un’azienda che non offre prospettive di carriera alle donne. 

Street food nelle vie di Tokyo
Street food a Tokyo

Rispetto e armonia

Sui treni giapponesi, un cartello indica di silenziare il telefono. Nessuno urla in metropolitana, né per strada, se è per questo. I commessi parlano a bassa voce e ringraziano sempre, più volte. Se un turista sbaglia qualcosa, il giapponese non glielo fa notare. Sopporta in silenzio, per evitare lo scontro. Per le strade delle città non esistono cestini della spazzatura, se non quelli per le lattine e le bottiglie accanto ai distributori automatici o fuori dai locali. Eppure non esiste un francobollo per terra. I giapponesi sono abituati a rispettare gli altri e il suolo pubblico. Non vedrete mai qualcuno superarvi in coda, né cercare di fare il furbo o lasciare una lattina vuota sulla fioriera per strada. Sembrano lenti, eppure tutto funziona alla perfezione. Sembrano sempre sorridenti, ma non significa che non siano contrariati o non abbiano obiezioni. Solo, rispettano l’armonia.

Casa a Tokyo
Ueno, Tokyo

Vogliamo tutti essere zen, meditare, fare yoga, ma non siamo disposti a smettere di suonare il clacson, di fermarci sulle strisce pedonali con l’auto, di parcheggiare in doppia fila, di urlare al telefono, di gettare spazzatura dove capita. Non funziona così: bisogna sacrificare qualcosa, per ottenere un risultato.

Jimbocho, Tokyo
Siamo tutti passeggeri

Mi riconosco moltissimo nel silenzio in nome dell’armonia. Rifuggo lo scontro, non sottolineo le cose che non vanno bene, evito di rimproverare per non scatenare reazioni colleriche. Eppure sono certa che commetterei errori tutti i giorni se vivessi in Giappone, perché non posso davvero sapere cosa sia giusto o sbagliato per loro. Pensare a questo mi ha fatto capire che è ridicolo proclamarsi viaggiatori. Siamo tutti turisti, solo che a qualcuno scoccia ammetterlo. Solo chi vive a lungo in un posto e impara a comprenderne ogni sfumatura, può sentirsi parte di quel mondo. Gli altri sono di passaggio, passengers, appunto, che sfiorano il luogo senza possederlo. C’è un modo, però, di provare ad avvicinarsi almeno un po’ ai Paesi che si visitano: rispettare le regole senza giudicare. Così, a Tokyo si apprezzerà il silenzio che da noi è sparito, il pudore delle coppie che non si scambiano mai effusioni in pubblico, il sorriso della gente, la pazienza con i turisti, la facilità con cui tutto funziona perché nessuno si sogna di non mettersi in fila o di non rispettare gli orari. Resteremo passeggeri, ma almeno consapevoli.


THE PASSENGER: GIAPPONE, Iperborea 2018

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