Sudafrica: diario da Cape Town e dintorni

Mentre l’aereo sorvola Cape Town, penso che la vita è una catena fatta di molti anelli intrecciati tra loro. Roma mi ha portato a New York e New York mi ha condotto in SudAfrica, facendomi conoscere l’amica che ha trascorso un  semestre a Cape Town e con la quale ho scoperto un mondo nuovo. Credo non cambierà mai la sensazione strana che provo volando, un misto di eccitazione, panico e libertà. Basta una notte per portarti al capo opposto del mondo. Esco dall’aeroporto Cape Town International e vengo accolta da una nebbiolina fitta, a ricordarmi immediatamente che qui è inverno.

Capetown e Table Mountain
FINALMENTE A CAPE TOWN

Il taxista non fa che parlare in quello strano accento a cui dovrò abituarmi, un inglese che risente dell’Africaans (la lingua dei colonizzatori boeri) mentre io mi guardo intorno, cercando di vedere la città. Ed eccola emergere alle pendici di Table Mountain, una distesa di luci che si sta per risvegliare alle 6 di mattina. La casa si trova a Camps Bay, una località sul mare a breve distanza da Cape Town. Suppongo che sia il luogo in cui i ricchi comprano la casa al mare, vista la quantità di ville con piscina seminascoste da grosse palme, affacciate sull’oceano. L’aria è carica di umidità e si sente l’odore del mare. Dalla camera si scorgono le onde bianche nel buio.

Tramonto a Cape Town

Ore più tardi, la nebbia si dissolve e finalmente riesco a vedere il paesaggio, una splendida baia circondata dalle montagne. Sono i Dodici Apostoli, come gli scogli lungo la costa australiana nei pressi di Melbourne. Una passeggiata solitaria sulla spiaggia mi convince che è proprio vero, sono a sud del mondo, davanti a me c’è solo l’Antartide. Mi siedo sulla sabbia mista a ghiaia e resto lì, a guardare l’orizzonte. Dei viaggi restano i ricordi, e scrivere serve per non dimenticare.

KLOOF STREET, SEA POINT & WATERFRONT

Nel pomeriggio, dopo un pranzo veloce, la mia amica mi porta in macchina a Cape Town. Sono curiosa di vedere la città, che è diversa da come la immaginavo. Più bella. Percorriamo Kloof Street, punteggiata di caffè e belle case in stile coloniale, ma anche negozi di design, décor shops e gallerie. Rimandiamo le visite dei quartieri al giorno seguente e ci fermiamo a Sea Point, a sud del centro, famoso per la sua passeggiata di 7 chilometri sul mare. All’ora del tramonto, la gente viene qui a correre, a camminare, a rilassarsi. Soprattutto, viene a guardare il sole che scende sul mare. Così assisto al mio primo, indimenticabile tramonto africano. Rosso, viola e color oro, il cielo rivela colori che mi lasciano senza fiato.

Sudafrica - Cape Point

Quando si accendono le luci della sera ci spostiamo verso il Victoria & Albert Waterfront, che riconosco dalle immagini delle riviste. Negozi, ristoranti e alberghi di lusso affacciati sul porto, dove sonnecchiano panciuti leoni marini. In realtà, questo è il cuore dello storico porto di Cape Town, fatto costruire dal secondogenito della regina Vittoria. Cerchiamo un ristorante sul mare per cenare. Ne troviamo uno che prepara riso e pesce, servito al bancone. L’atmosfera è allegra, siamo circondati da gente del posto e turisti in ugual misura.

Sudafrica - Cape Point, oceano

MALAJ, BO KAAP & ST GEORGE STREET

La mattina seguente torniamo ad esplorare la città. La colazione a Sea Point mi riporta alla mente il sud della Francia, come se fossi capitata sul lungomare di Nizza invece che dall’altra parte del globo. Davvero nessun luogo è troppo lontano per ricordare casa. Gli appartamenti, qui, hanno ampie vetrate sul mare e si respira aria di vacanza. Riprendiamo la macchina per scoprire gli altri quartieri di Cape Town, parcheggiando dove troviamo spazio e proseguendo a piedi. La mia amica mi mostra la zona del Malaj, con le case colorate e i primi segni di una povertà che finora era rimasta nascosta e che di nuovo sparisce mentre attraversiamo Bo Kaap e il Parlamento, con gli splendidi giardini. Il mercato di St George Street sfoggia atmosfere etniche e colori brillanti, mentre le case dall’aria europea mi ricordano la Spagna.

Sudafrica - Cape Point

FINO AL CAPO DI BUONA SPERANZA

Nel pomeriggio sono nel mio elemento. Andiamo in macchina lungo la costa, tra speroni di roccia, baie e spiagge bianche e larghissime, la natura più lussureggiante che si presta a foto d’arte. All’interno, fattorie circondate da campi dorati e case splendide, in stile coloniale, bianche e azzurrine come il cielo. Gli spazi immensi mi conquistano, mi trasmettono una sensazione di libertà che in Italia non provo. Capisco la tensione degli esploratori, e comincio a familiarizzare con l’idea del “mal d’Africa”.

Ci fermiamo lungo la strada per scendere su una spiaggia deserta, enorme, dove camminiamo parlando della nostra vita e di ciò che vorremmo fare. La mia amica studia marketing internazionale e ha in programma di trascorrere diversi anni all’estero, tra Australia e Stati Uniti, dove intende stabilirsi. Io sono in alto mare. Vorrei avere la sua sicurezza, invece continuo a chiedermi quale sia il posto giusto per me.

Sudafrica - spiaggia

TRAMONTO A CAPE POINT

Raggiungiamo Cape Point e Cape of Good Hope in tempo per ammirare il tramonto. Uno spettacolo di luce e riflessi argentei e dorati quasi irreale, nel silenzio interrotto solo dal fruscio del vento e dalle onde che si infrangono sugli scogli. È il punto più a sud dell’Africa e uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto. Vale la pena di arrivare nel pomeriggio, ma attenzione agli orari: l’ingresso  alla riserva naturale chiude tra le 17 e le 18 a seconda della stagione. Controllate qui. Un cartello mi ricorda che siamo molto più vicini a Sydney che a New York, e non posso fare a meno di sorridere. 

I PINGUINI DI SIMON’S TOWN

Siamo venute lungo la costa ovest e torniamo da est, fermandoci a Simon’s Town per vedere i pinguini e in un piccolo borgo di pescatori che vive sul turismo. I graziosi animali si avvicinano senza timore, buffi e teneri come li immaginavo. Vorremmo cenare qui, ma il ristorante che troviamo è scenografico, sì, ma caro per le nostre tasche. 

Pinguini in Sudafrica

CENA AFRICANA

Così rientriamo a Cape Town, affamate e ancora piene di quel senso di libertà. La città  appare come una distesa di luci sul mare. Ceniamo al Café Africa, un locale coloratissimo dove ci vengono serviti i piatti tipici del posto. La cucina sudafricana è influenzata da quella malese, e nacque quando la Compagnia Olandese delle Indie fondò una filiale proprio a Cape Town, alla metà del Seicento. In effetti, i sapori mi ricordano quelli asiatici: curry di verdure, riso alla curcuma e cannella, purea di patate dolci e frutta secca. La carne è cucinata in tanti modi, sempre aromatizzandola con le spezie. E il dolce nazionale, chiamato Melktert, è una sfoglia con miele, cannella e latte.

VITA ORDINARIA A CAMP’S BAY

Un altro giorno spunta su Cape Town. Mentre la mia amica è in università, trascorro un paio d’ore sulla spiaggia, ancora incredula al pensiero di essere dall’altra parte del mondo. Mi ricorda Bondi Beach. Rifletto sulla mia inveterata abitudine di instaurare collegamenti tra i luoghi che vedo, come a voler creare una mappa sentimentale tutta mia. Nel pomeriggio accompagniamo un coinquilino all’aeroporto, fermandoci per una merenda al ritorno. Mi piace vivere la quotidianità, le cose normali, quelle che farei se abitassi qui. Penso agli appartamenti in condivisione in Italia e li confronto con questo, a Camps Bay, a due passi dalla spiaggia. La casa è bella, ariosa, con le vetrate sul giardino. Le camere sono grandi e ordinate, la sala altrettanto. E c’è una piscina privata. Domani partiamo per un itinerario on the road, e so che Cape Town un po’ mi mancherà.

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  2. Mi è piaciuta molta la frase “nessun luogo è troppo lontano per ricordare casa”.. è vero e allo tempo strano come due posti così distanti nello spazio possano suscitare le stesse emozioni e somigliarsi, anche, nella natura. Il Sudafrica mi ha lasciato tanta voglia di tornare.

    • Io vorrei ritrovare la bellezza di quei paesaggi incredibili, dove trionfa la natura. Sono sempre stata attratta dal Sudafrica e non mi ha deluso, anzi. Mi ha sorpreso, in tutti i sensi. Forse più di ogni altro paese che ho visto…

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